(Adnkronos) – Il Movimento 5 stelle non dimentica le nuove generazioni, anzi. Gli iscritti giovani, si legge nel sito dei pentastellati, potranno infatti votare anche un documento, proposto dalla comunità del Network giovani, con 12 punti per un patto generazionale, un insieme di proposte che guardano al futuro. Una misura che applaude soprattutto Vittoria Baldino, vicepresidente e referente della comunità giovanile dei pentastellati. "Con il Patto generazionale – dice la deputata – mettiamo i giovani al centro del nostro programma e della nostra azione politica, ma facendo della questione generazionale una chiave di lettura di ogni nostra scelta. Lavoro, casa, fisco, formazione, welfare, transizione ecologica: ogni punto del programma deve misurarsi con l’impatto concreto che avrà sulla vita delle nuove generazioni. Vogliamo misure capaci di cambiare davvero le condizioni materiali dei giovani, restituendo loro autonomia, opportunità e potere di scelta. È questo il patto che vogliamo costruire".
Ma cosa prevede il Patto? Partendo da dodici diritti "per una generazione libera" quello che si mette in campo "non è una somma di bonus o interventi spot per giovani, ma un patto pubblico per l’autonomia: lavorare, studiare, abitare, muoversi, curarsi, formarsi e scegliere dove costruire la propria vita". E dunque per l'autonomia economica nei primi di anni di lavoro si prevede un'Irpef generazione che altro non è se non "introdurre una detrazione aggiuntiva sui redditi da lavoro per i primi cinque anni effettivi di occupazione, utilizzabile entro i 35 anni e concentrata sui redditi bassi e medi. Il beneficio è pieno nei primi due anni, si riduce progressivamente nei successivi tre e si azzera oltre una soglia di reddito, senza salti d’imposta. Si applica al lavoro dipendente e autonomo personale ed è riconosciuto automaticamente in busta paga o in dichiarazione. Le risorse derivano dal riordino degli incentivi occupazionali frammentati e meno efficaci: il sostegno non va all’impresa perché assuma un giovane, ma direttamente al giovane perché possa diventare autonomo". Il diritto alla mobilità è garantito da un climate ticket giovani, che prevede "un unico abbonamento nazionale, valido sul trasporto pubblico urbano ed extraurbano e sui treni regionali, a tariffa fortemente agevolata per gli under 30 e gratuito sotto una soglia Isee". Per chi vuole andare all'università e ha un reddito basso la soluzione è quello di un assegno di autonomia universitaria, che prevede un sostegno nazionale mensile per studenti universitari e Afam appartenenti a famiglie con redditi bassi e medi, maggiorato per fuorisede e pendolari con elevati costi di mobilità". Un altro capitolo è ovviamente dedicato al lavoro gratuito, che deve finire attraverso un compenso minimo nazionale e la contribuzione previdenziale per tirocini extracurriculari e praticantati. Quanto alla casa, si dovrebbe "creare un fondo pubblico che garantisca la cauzione e una quota limitata del rischio di morosità per gli under 35 con un reddito compatibile con il canone ma privi di garanzie patrimoniali". Si accende poi un focus sulla salute mentale delle nuove generazioni, con garanzia salute mentale under 30 si deve definire un livello essenziale nazionale che assicuri accesso gratuito, primo colloquio entro un tempo massimo e presa in carico pubblica quando clinicamente indicata. Un conto futuro, ancora, da aprire al primo impiego risponde alla domanda sulle transizioni tecnologiche e serve per la formazione, è cumulabile e portabile tra aziende, settori e forme contrattuali. La previdenza per le carriere discontinue si traduce in una garanzia previdenziale giovani che è una pensione contributiva di garanzia che integri gli assegni più bassi in proporzione agli anni di presenza nel mercato del lavoro, evitando una soglia identica per chi ha storie contributive diverse. Con lo Youth test e bilancio generazione si vuole rendere obbligatoria, per ogni legge con impatto significativo e per la legge di bilancio, una valutazione preventiva degli effetti su giovani e generazioni future. Mille euro al mese per chi lavora nella cultura e nella creazione con il reddito creativo, e ancora un Capitale 18, ovvero un riconoscimento al compimento dei 18 anni di una dotazione pubblica di 15.000 euro, ispirata alla proposta di eredità universale del Forum Disuguaglianze e Diversità, ma resa selettiva e finalizzata. La misura è destinata ai giovani appartenenti a famiglie con reddito annuo complessivo inferiore a 300.000 euro, con una modulazione che concentri il beneficio sui redditi bassi e medi. Ultimo, ma non per importanza, il diritto di voto ai sedicenni.
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Dal M5S un Patto generazionale per i giovani: dai 15mila euro per i 18enni al voto ai 16enni, le proposte
Prof accoltellata da studente 13enne, Crepet: “Violenza a portata di click, serve più autorevolezza”
(Adnkronos) – "Non conosciamo il ragazzo" di 13 anni che ha accoltellato una professoressa a Roma "né la sua famiglia. Tuttavia, ciò che emerge sempre è l’indifferenza che viene trasmessa ai ragazzi. La violenza la copiano dagli adulti e la conoscono grazie ai media. Ogni giorno si parla di femminicidi, aggressioni, discriminazioni religiose. I ragazzi finiscono per pensare che quello sia la norma". Così, in una intervista al Tempo, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, commentando il ferimento in diretta social della docente, tramortita con uno spray urticante e accoltellata da uno studente di scuola media in un istituto di Centocelle. Secondo il sociologo, "sarebbe legittimo tutelare i minori limitando l’uso dei social, ma ogni tentativo normativo si scontra con ostacoli legali, come successo in Francia per ragioni di rispetto della libertà". "I ragazzi cercano attenzione emulando i genitori, che per primi trascorrono dalle 10 alle 15 ore al giorno sulle piattaforme – dice relativamente alla video chiamata di gruppo avviata dal 13enne per documentare l'aggressione – Se la quotidianità consiste nel fotografare e condividere qualsiasi cosa, diventa naturale filmare persino un’aggressione: compiere un gesto violento e diffonderlo online serve a diventare 'il principe dei social' per un paio di minuti. Lo Stato deve schierarsi dalla parte degli insegnanti, che vanno tutelati con ogni mezzo. In caso contrario, nessun docente avrà più il coraggio di insegnare con il timore costante di subire violenze o aggressioni". E ancora: "L’assenza di conseguenze legali per i minori di 14 anni porta a un sostanziale 'nulla di fatto' – conclude Crepet – Si risolve tutto con un blando rimprovero familiare. Alla radice c’è un declino dell’autorevolezza genitoriale: i genitori sono sempre più amici e sempre meno genitori".
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Caro carburanti, benzina arriva a 2,153 euro al litro. Gasolio a 2,330
(Adnkronos) – Prezzi di benzina e diesel ancora in salita in Italia oggi, sabato 19 settembre. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,153 euro a litro per la benzina e 2,330 euro a litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,244 euro al litro per la benzina e 2,405 euro per il gasolio.
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Caso Garlasco, la criminologa Anna Vagli rinviata a giudizio per diffamazione nei confronti di Stasi
(Adnkronos) – E' stata rinviata a giudizio per diffamazione aggravata nei confronti di Alberto Stasi la criminologa forense Anna Vagli, 37 anni, di Forte dei Marmi (Lucca). La decisione è stata presa dal giudice del Tribunale di Lucca, Nidia Genovese, al termine dell’udienza predibattimentale, dopo il mancato raggiungimento di un accordo tra le parti. La notizia è riportata oggi dai quotidiani "Il Tirreno" e "La Provincia Pavese". Nel procedimento sono stati citati come responsabili civili anche la testata online Fanpage, il direttore e il vicedirettore, per il presunto omesso controllo sull’articolo ritenuto diffamatorio da Stasi, assistito come parte civile dall’avvocata Giada Bocellari, che aveva presentato querela nei confronti della criminologa. Vagli, difesa dall’avvocato Filippo Tacchi, dovrà comparire il prossimo 6 novembre davanti al giudice Antonella Frizilio.
Al centro del procedimento c’è un articolo pubblicato nel maggio 2022 su Fanpage e dedicato al delitto di Garlasco, nel quale Vagli sosteneva la responsabilità di Stasi nell’omicidio di Chiara Poggi. Il titolo del pezzo era: “Perché Alberto Stasi è l’assassino di Chiara Poggi al di là di ogni ragionevole dubbio”. Nel testo la criminologa indicava inoltre come possibile movente dell’omicidio la scoperta, da parte di Chiara Poggi, di materiale pedopornografico
che sarebbe stato presente nel computer dell’allora fidanzato. Un’interpretazione contestata dalla difesa di Stasi, che ha evidenziato come tale elemento non sia mai stato accertato giudizialmente come movente dell’omicidio. In particolare, nell’articolo Vagli scriveva che sul computer di Stasi era presente una cartella denominata “Militare”, al cui interno sarebbe stato contenuto materiale pedopornografico. È soprattutto questo passaggio a essere contestato nell’ambito della querela. Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi, commesso il 13 agosto 2007. La condanna è diventata definitiva dopo il processo d’appello bis e la successiva pronuncia della Corte di Cassazione. Attualmente è fuori dal carcere e sta scontando la pena in affidamento in prova ai servizi sociali. La vicenda giudiziaria relativa alla criminologa era inizialmente approdata davanti al Tribunale di Milano. Il fascicolo è stato successivamente trasferito a Lucca per competenza territoriale, in considerazione della residenza di Vagli. Prima dell’udienza era stato avviato un tentativo di definire la controversia attraverso una transazione, ma l’intesa non è stata raggiunta. Da qui la prosecuzione del procedimento penale e la decisione del giudice Genovese di disporre il rinvio a giudizio. Quanto al presunto movente legato alla pedopornografia, agli atti del procedimento relativo all’omicidio risulta che Stasi non è mai stato condannato per il reato di detenzione di materiale pedopornografico. La Corte di Cassazione aveva infatti annullato senza rinvio la relativa condanna, ritenendo insussistente il fatto, anche in relazione all’assenza di elementi sufficienti a dimostrare come i frammenti di file fossero arrivati sul computer, se fossero stati visionati dall’imputato e se dal loro nome fosse possibile desumerne il contenuto.
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Feltri contro Ranucci: “Dovrebbe andare ad arare, la Rai non doveva nemmeno assumerlo”
(Adnkronos) – "Ranucci farebbe bene ad andare ad arare piuttosto che fare questo mestiere, per il quale non è tagliato. È più portato allo sputtanamento che al racconto della realtà. Il pubblico è in grado di giudicare meglio di Ranucci". Così il direttore del Giornale Vittorio Feltri, premiato giovedì sera a Milano nel corso di un evento dedicato ai giovani comunicatori ICCH, si scaglia contro l'ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci. "Non avrei accettato di dirigere un programma che ha le sue radici nello sputtanamento degli altri. Se ci sono due opinioni contrapposte, mi piace sentirle tutte e due prima di blaterare", aggiunge Feltri. Una clip del suo intervento è stata pubblicata sulla pagina Instagram dei 'The Journalai'. Alla domanda del direttore dell'Adnkronos Davide Desario se la Rai abbia fatto bene ad allontanare Ranucci dalla conduzione di Report, Feltri rincara la dose: "No, la Rai ha sbagliato perché non lo doveva proprio assumere".
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Italia verso l’autunno, tra piogge al Centro-Sud e rialzo delle temperature: le previsioni
(Adnkronos) – Piogge diffuse al Centro e Sud, poi un rialzo delle temperature al termine del weekend prima del ritorno dell'alta pressione e del cambio di stagione. L'autunno si avvicina e l'Italia, secondo gli esperti, sembra muoversi verso la stabilità su gran parte del Paese. Sono queste le previsioni meteo per la giornata di oggi, sabato 19 settembre, e per i giorni a venire. Nel fine settimana che precede il cambio di stagione si conferma la transizione verso il quadro autunnale: mercoledì 23 settembre, in coincidenza con l'Equinozio d'Autunno, avrà inizio ufficialmente la nuova stagione, con un probabile afflusso di aria più fresca da nord-est. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che nelle prossime ore il sistema frontale di origine atlantica completerà il suo attraversamento della Penisola, muovendosi verso le regioni centro-meridionali dove determinerà rovesci a tratti diffusi, con maggiore probabilità di sviluppo durante le ore pomeridiane. Al Settentrione si assisterà a un progressivo ripristino di condizioni stabili, con residue ed estemporanee deboli precipitazioni confinate alla Romagna.
Domenica: ripristino della stabilità e rialzo termico
La giornata di domenica vedrà un generale consolidamento della stabilità atmosferica su gran parte del territorio nazionale. Contestualmente si registrerà un incremento delle temperature massime nell'ordine di 3-4°C, con valori che specie sul Centro-Sud potranno localmente raggiungere i 30-31°C. Unica eccezione sarà rappresentata da una residua nuvolosità al Meridione, associata a precipitazioni sparse su Basilicata, Calabria e Sicilia.
Tendenza per la nuova settimana: espansione anticiclonica e ventilazione nord-europea
L'avvio della nuova settimana sarà caratterizzato dall'espansione dell'Anticiclone delle Azzorre verso la Penisola Iberica e la Francia, favorendo una generale stabilità atmosferica sull'Italia. Sul margine orientale della struttura affluiranno tuttavia correnti più fresche di matrice nord-europea a partire da martedì pomeriggio, capaci di determinare una flessione termica sul versante adriatico e sulle regioni meridionali. Trattandosi di una proiezione a medio termine, il quadro necessita di ulteriori conferme modellistiche. Le attuali simulazioni mostrano comunque un riassestamento dell'alta pressione entro il fine settimana successivo, a garanzia di stabilità su gran parte del Paese. L'ingresso della nuova stagione sarà caratterizzato dunque da una graduale transizione sinottica: l'inizio dell'autunno corrisponderà a un progressivo riallineamento delle temperature alle medie del periodo. Sabato 19. Al Nord: nuvoloso. Al Centro: piogge e schiarite. Al Sud e sulle Isole: piogge sparse, locali rovesci di moderata intensità sulla Sardegna. Domenica 20. Al Nord: soleggiato. Al Centro: soleggiato a tratti nuvoloso. Al Sud e sulle Isole: piogge residue tra Basilicata, Calabria e Sicilia. Lunedì 21. Al Nord: soleggiato. Al Centro: soleggiato. Al Sud e sulle Isole: soleggiato; isolati piovaschi tra Calabria e Sicilia. Tendenza: da mercoledì probabile calo termico sul versante orientale del Paese con locali fasi di instabilità.
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Fondo per lo sviluppo e la coesione, Sicilia prima in Italia per impegni e pagamenti. Schifani “Importante accelerazione”
ROMA (ITALPRESS) – Sicilia prima in Italia per pagamenti erogati e spesa programmata nell’ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) 2021-2027. È quanto emerge dall’analisi dell’ultimo bollettino di monitoraggio. L’Accordo di coesione, sottoscritto con il governo nazionale nel maggio 2024 ma reso operativo sostanzialmente alla fine dello stesso anno, assegna alla Sicilia una dotazione complessiva di quasi 5 miliardi di euro, la più consistente in Italia, destinati a infrastrutture, ambiente, risorse idriche, mobilità, competitività delle imprese e servizi.
I dati ufficiali, al 30 giugno 2026, collocano l’Isola al vertice della graduatoria nazionale, davanti a Campania e Calabria, sia per gli impegni sia per i pagamenti.
“Un risultato – commenta il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – che evidenzia l’efficienza della governance regionale nell’avvio concreto degli investimenti stabiliti. Una accelerazione importante, che si è avvalsa del supporto operativo e metodologico di Cassa depositi e prestiti e dell’ottimo lavoro svolto dagli uffici regionali che con impegno e professionalità stanno trasformando le risorse Fsc in cantieri aperti, opere e servizi reali per i cittadini. L’impatto di questi interventi sul territorio è profondo e tangibile, stiamo dando risposte concrete a carenze strutturali dell’Isola. Continueremo su questa strada con la stessa determinazione per garantire lo sviluppo, l’occupazione e il rilancio economico di tutta la Sicilia”.
Nell’ultima annualità, secondo i dati forniti, è stato registrato un forte cambio di passo nella capacità di spesa e di attuazione da parte della Regione Siciliana, con una decisa accelerazione negli ultimi mesi. Al 30 giugno 2026, gli impegni giuridicamente vincolanti hanno raggiunto la cifra di 749 milioni di euro, registrando un incremento di 43 milioni da aprile a giugno. I pagamenti erogati toccano quota 279 milioni di euro con una crescita di 26 milioni rispetto ad aprile. Ambiti maggiormente attivi ad oggi sono: le infrastrutture, settore trainante dell’attuazione del Fondo, con interventi su viabilità, portualità e mobilità urbana già in fase esecutiva; ambiente e risorse naturali, prima area per valore assoluto, cui è destinata oltre la metà delle risorse complessive, con interventi idrogeologici e idrici che hanno segnato una rapida accelerazione; e, infine, competitività delle imprese, con bandi per turismo e industria già in erogazione che stanno facendo registrare ricadute dirette e positive sul tessuto produttivo e sul sistema economico globale dell’Isola.
Nel corso del primo semestre 2026, inoltre, si è assistito a una crescita esponenziale dei cantieri attivi sul territorio regionale: il valore degli interventi con lavori o forniture in corso è quasi raddoppiato rispetto a gennaio 2026, passando da 526 milioni a 857 milioni di euro per un totale di 155 interventi. I lavori già terminati sono raddoppiati e si attestano a 12. Le stime prevedono il raggiungimento di circa 1 miliardo di euro in impegni entro dicembre 2026.
– Foto Regione Siciliana –
(ITALPRESS).
Nuova Ragusa-Catania, varato il cavalcavia in contrada Gerardo a Chiaramonte Gulfi
CATANIA (ITALPRESS) – È stato completato il varo del nuovo cavalcavia in contrada Gerardo, nel territorio comunale di Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa, nell’ambito dei lavori del primo lotto della nuova Ragusa-Catania. Lo rende noto l’Anas.
“Il varo del cavalcavia di contrada Gerardo è un altro passo avanti nella realizzazione della Ragusa-Catania, un’infrastruttura fondamentale per tutta la Sicilia sud-orientale – dichiara Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana -. Come commissario straordinario seguo costantemente l’andamento dei lavori perché su un’opera attesa da decenni non possiamo più permetterci ritardi. Il nostro obiettivo è fare in modo che i cantieri procedano secondo i programmi, intervenendo subito quando emergono criticità. Ringrazio Anas, i tecnici e tutte le maestranze impegnate. Adesso bisogna continuare con questo ritmo e trasformare, giorno dopo giorno, un’opera attesa per troppo tempo in una realtà concreta”.
Il cavalcavia, costituito da una struttura mista in acciaio e calcestruzzo, presenta una campata unica di 42,5 metri e una piattaforma stradale larga 10,5 metri. Le operazioni di varo si sono svolte durante una chiusura programmata al traffico nelle ore notturne, per contenere l’impatto sulla viabilità esistente. L’intervento rappresenta un ulteriore avanzamento nella realizzazione del nuovo collegamento Ragusa-Catania, destinato a migliorare la sicurezza e la mobilità nella Sicilia sud-orientale, rafforzando le connessioni tra centri urbani, aree produttive e poli logistici. Una volta completato, il nuovo itinerario contribuirà a ridurre fino al 40% i tempi di percorrenza tra le due province.
“Il varo del cavalcavia di contrada Gerardo rappresenta un passo concreto nell’avanzamento del primo lotto della Ragusa-Catania – dichiara Nicola Montesano, responsabile di Anas in Sicilia -. È un risultato che testimonia l’impegno quotidiano dei tecnici e delle maestranze nella realizzazione di un collegamento strategico per il territorio. La scelta di eseguire le operazioni in orario notturno ha consentito di limitare i disagi alla circolazione, con attenzione alle esigenze dei cittadini. Proseguiamo con l’obiettivo di offrire alla Sicilia sud-orientale una viabilità più sicura ed efficiente, a sostegno della mobilità e delle attività produttive”.
Il primo lotto si estende per circa 18 chilometri, tra lo svincolo della strada statale 514 “di Chiaramonte” con la statale 115 e lo svincolo della statale 194 “Ragusana”. Il progetto prevede un’infrastruttura a quattro corsie, con carreggiate separate, banchine laterali e spartitraffico centrale, oltre alla predisposizione della tecnologia Smart Road per la futura implementazione di sistemi avanzati di monitoraggio, comunicazione e gestione della rete.
Tra le principali opere previste figurano il viadotto Vallone delle Coste, composto da due impalcati di circa 300 metri, uno per ciascuna carreggiata, cinque cavalcavia, due svincoli, tre sottopassi e un attraversamento idraulico. Sono inoltre previsti interventi di sostegno e stabilizzazione dei versanti e l’adeguamento di circa 15 chilometri di viabilità secondaria, a servizio degli spostamenti locali e dell’accessibilità al territorio. Nell’ambito del lotto sono già state completate opere idrauliche per uno sviluppo complessivo di circa 9 chilometri. Proseguono le attività di regimazione delle acque, la costruzione dei muri di sostegno e la realizzazione della viabilità secondaria e dei collegamenti con la rete locale.
– Foto screenshot video Anas –
(ITALPRESS).
Banche centrali, Cesarano (Sella sgr): “Tassi alti e meno Treasury alla Cina, torna il rischio debito”
(Adnkronos) – Fed, Bce e Bank of Japan inaugurano una nuova fase di rialzi dei tassi, con possibili nuove strette già a dicembre. Antonio Cesarano, chief investment advisor di Sella sgr, all’Adnkronos, spiega perché l’inflazione torna al centro delle strategie delle banche centrali, cresce il nodo del debito globale: la Cina riduce i Treasury, il Giappone normalizza la politica monetaria e in Europa il rischio politico riporta spread e debiti sovrani sotto osservazione (VIDEO).
Cesarano, si è chiusa la settimana della verità per le banche centrali, con rialzi dei tassi da parte di Fed, Bce e Bank of Japan. È definitivamente finita l’era dei tagli?
“Siamo in un contesto profondamente cambiato, soprattutto per effetto dello shock energetico seguito all’attacco statunitense a Hormuz. Ma c’è anche un altro elemento importante: l’economia americana sta accelerando in maniera significativa. Gli investimenti nell’intelligenza artificiale hanno contribuito a portare la crescita nominale del Pil statunitense al 6,5% nel secondo trimestre e nel terzo potremmo arrivare anche oltre il 7%. L’economia americana sta quindi tenendo molto bene, soprattutto rispetto all’area euro. In questo scenario le banche centrali possono concentrarsi maggiormente sull’inflazione, alimentata in particolare dalla componente energetica. È questo che sta determinando la stagione quasi corale di rialzi dei tassi che stiamo osservando in diverse parti del mondo”.
Non c'è il rischio che nel fermare l’inflazione provocata dallo shock energetico, le banche centrali finiscano per frenare troppo la crescita?
“Il punto è proprio la composizione della crescita. Negli Stati Uniti i numeri aggregati sono molto buoni, ma abbiamo una cosiddetta economia a K: una parte dei consumatori sta molto meglio, mentre un’altra fascia, probabilmente numericamente più ampia, sta peggio. Inoltre, una quota molto importante degli investimenti è legata ai data center e all’intelligenza artificiale. La crescita è dunque forte, ma anche molto concentrata e diseguale. Ulteriori rialzi dei tassi possono servire a evitare che uno shock esogeno come quello del petrolio si propaghi al resto dell’economia. Oltre una certa soglia, però, potrebbero cominciare a pesare sulla crescita. Per ora, come ha detto lo stesso Warsh, per diverse banche centrali potrebbe esserci ancora del lavoro da fare”.
Kevin Warsh con l’aumento dei tassi ha dimostrato la sua indipendenza da Trump?
“Per i mercati Warsh è diventato una sorta di test e, per certi versi, un’ancora di stabilità. Di fronte all’imprevedibilità di Trump su diversi dossier, anche geopolitici, avere una banca centrale che mantiene la barra dritta sull’inflazione rappresenta un punto di riferimento. Inizialmente il mercato era scettico e si chiedeva se alle parole sarebbero seguiti i fatti. A settembre, invece, di fronte anche al rialzo dei rendimenti decennali verso il 5%, Warsh e il board hanno deciso unanimemente di aumentare i tassi, spiegando di aver tolto una dose di accomodamento monetario. Il messaggio implicito è che potrebbero essercene altre da togliere. È stata una conferenza stampa molto breve, ma proprio questa scelta ha contribuito a rafforzarne la credibilità. Il mercato ha ricevuto la rassicurazione che la Fed è pronta a intervenire per impedire che lo shock inflazionistico si propaghi all’intera economia”.
Da qui alla fine dell’anno dobbiamo aspettarci un altro rialzo di 25 punti base?
“Ritengo molto probabile che dicembre possa essere il mese di nuovi rialzi sia per la Fed sia per la BCE e, verosimilmente, anche per la Bank of Japan. Dicembre è inoltre il mese in cui le banche centrali aggiornano le proprie previsioni su crescita e inflazione. Per la Fed vedo meno probabile un intervento a ottobre, considerando anche la vicinanza con le elezioni di novembre. Il prossimo rialzo potrebbe quindi arrivare proprio a dicembre”.
Lagarde non ha sorpreso i mercati, cosa si aspetta da qui a fine anno dalla Bce?
“Il rialzo era abbastanza atteso, perché Lagarde aveva già focalizzato l’attenzione sull’inflazione. Al momento non stiamo osservando importanti effetti di secondo livello, in particolare sui salari, ma l’area euro deve fare i conti con variabili particolarmente delicate. Una di queste è il gas, molto importante per l’Europa anche per il suo legame con il prezzo dell’elettricità, che è praticamente raddoppiato rispetto all’inizio dell’estate. Sono fattori che potrebbero portare ad altri rialzi. Io ne ipotizzo almeno due; il mercato arriva a prezzarne anche tre. Il primo potrebbe arrivare a dicembre”.
La Bank of Japan ha portato i tassi ai massimi da oltre trent’anni. Che conseguenze può avere questa svolta sullo yen e soprattutto sui Treasury americani?
“La situazione giapponese è molto complessa. Il Paese ha un rapporto debito/pil superiore al 200% e una parte rilevante dei titoli di Stato è detenuta dalla Bank of Japan. Allo stesso tempo l’inflazione è tornata a salire, dopo una lunghissima fase nella quale il Giappone era abituato alla deflazione. Lo yen debole amplifica inoltre le pressioni sui prezzi perché il Giappone importa molte materie prime. La Bank of Japan è stata quindi costretta a reagire. Il rialzo era atteso, ma il voto non è stato unanime: due membri si sono espressi contro. È il segnale di una banca centrale che procede verso la normalizzazione, ma con una certa prudenza. Il problema è che il Giappone non può permettersi uno yen eccessivamente debole. Potrebbero quindi esserci nuovi interventi sul mercato valutario e, in prospettiva, anche movimenti sui Treasury. Il Giappone resta infatti uno dei maggiori detentori mondiali di titoli di Stato americani, con oltre mille miliardi di dollari”.
E sui Treasury entra in gioco anche la Cina, che negli ultimi anni ha fortemente ridotto la propria esposizione al debito americano. Che cosa significa per gli Stati Uniti?
“La Cina sta riducendo da diversi anni la quantità di Treasury in portafoglio. Era arrivata a detenerne quasi 1.300 miliardi di dollari, mentre oggi siamo poco sopra i 600 miliardi. Parallelamente sta aumentando significativamente le riserve in oro. È un fenomeno che ha anche una forte componente geopolitica: significa ridurre progressivamente il legame finanziario con gli Stati Uniti. Più che vendere massicciamente Treasury, Pechino probabilmente tende a lasciarli scadere senza rinnovarli, facendo diminuire gradualmente lo stock. C’è però un fenomeno opposto da osservare: mentre la Cina riduce i Treasury, stanno aumentando le detenzioni riconducibili alle Cayman , dove sono domiciliati molti hedge fund. Questi operatori stanno sfruttando i rendimenti elevati attraverso strategie di trading. Questo significa maggiore domanda per i Treasury, ma potenzialmente anche maggiore volatilità”.
Chiudiamo con l’Italia. Con un lungo calendario elettorale davanti all’Europa, quali segnali arrivano dallo spread e come viene vista oggi l’Italia dai mercati?
“Stiamo entrando in una fase molto lunga di appuntamenti elettorali. Non ci sarà soltanto l’Italia: prima arriverà la Francia, poi ci saranno altri appuntamenti in Germania, Polonia e Spagna, oltre alle elezioni israeliane e alle midterm statunitensi. Da qui al 2027 avremo quindi un calendario politico molto intenso, soprattutto nell’area euro. E quando aumentano l’incertezza politica e i dubbi sulla stabilità, i mercati tendono a incorporare questo rischio negli spread. La Francia sta facendo in qualche modo da apripista, essendo tra i primi grandi Paesi dell’area euro ad affrontare un importante appuntamento elettorale. Il suo spread è arrivato intorno ai 100 punti base. Sarà quindi importante osservare quanto l’incertezza politica finirà per riflettersi anche sui mercati obbligazionari degli altri Paesi europei”.
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Trump e la guerra ibrida di Putin: “Russia attacca gli alleati dell’Ucraina da cinque anni”
(Adnkronos) – Secondo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump la Russia sta "attaccando gli alleati ucraini da circa cinque anni", nell'ambito di un aumento delle preoccupazioni sul continente europeo riguardo a un'escalation della guerra ibrida portata avanti dal Cremlino. "Penso che tutti siano d'accordo", ha aggiunto, rispondendo a una domanda di un giornalista durante uno scambio con la stampa alla Casa Bianca. Trump non ha fornito ulteriori dettagli sulla minaccia. A inizio settembre aveva minimizzato il rischio di un attacco russo alla Nato, dopo che la Germania aveva accusato Mosca per un tentato attacco di droni all'aeroporto di Lipsia. "Gli parlo. Lo conosco molto bene", aveva detto riguardo al presidente russo Vladimir Putin, che secondo lui "non sta cercando di attaccare il territorio della Nato". Intanto, da inizio anno ad agosto 2026, si sono verificati 340 incidenti di sicurezza che hanno coinvolto droni presso o vicino ai siti militari britannici. Il dato proviene da una richiesta di accesso agli atti (Freedom of Information request) presentata dall'Independent al governo britannico, e segna un netto aumento rispetto ai 250 casi di questo tipo verificatisi nel 2025, già quasi il doppio dei 126 del 2024. Sullo sfondo, i commenti del Cremlino secondo cui le strutture militari britanniche in Ucraina sarebbero considerate "obiettivi legittimi" se utilizzate per supportare attacchi a lungo raggio contro la Russia. In un commento, il ministero della Difesa britannico non ha specificato chi fosse dietro le minacce, ma gli incidenti si sono verificati in un anno di crescenti problemi con Russia e Iran. "La sicurezza nazionale è il primo dovere del governo", ha detto un portavoce del ministero della Difesa, sottolineando che il pubblico "dovrebbe essere rassicurato sul fatto che il Regno Unito e i suoi alleati rimangono vigili contro potenziali minacce e gli avversari non dovrebbero avere dubbi sulla risolutezza di questo governo nel resistere all'aggressione contro il Regno Unito e i nostri alleati". La Russia "ci sta costantemente sondando e mettendo alla prova", ha aggiunto, evidenziando che il governo non crede che il presidente russo Vladimir Putin stia cercando un "confronto diretto" con la Nato. L'ex ministro della Difesa conservatore e veterano dell'esercito Tobias Ellwood ha dichiarato che le minacce di droni nel Regno Unito dimostrano che l'esercito britannico è visto "come un obiettivo". "Non stiamo facendo nulla per proteggere la nostra infrastruttura nazionale critica, così come le basi militari, ed è un modo così facile per creare disagi", ha detto all'Independent, sottolineando che al momento questi sono solo droni "fuorilegge" e passivi, ma non ci vuole molto a renderli letali. "Tutto questo indica il fatto che non stiamo prendendo affatto sul serio l'aumento dei livelli di minaccia che i nostri cugini europei stanno affrontando", ha aggiunto Ellwood.
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