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Djokovic ko agli Us Open, medico sportivo Capua: “Il vomito va approfondito”

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(Adnkronos) – Novak Djokovic è stato eliminato al primo turno degli Us Open al termine di una battaglia di 4 ore e 36 minuti. Il campione serbo ha perso dopo aver recuperato per due volte uno svantaggio di due set, ma alla fine non è riuscito a completare la rimonta e ha ceduto nel quinto set. Durante il match ha accusato anche episodi di vomito, un elemento che secondo il medico sportivo Giuseppe Capua merita particolare attenzione. E proprio "il vomito è l’elemento più importante e deve essere approfondito. Uno sforzo così intenso, soprattutto in condizioni di caldo e alta umidità, può provocare nausea e vomito. Ma bisogna capire se ci siano altre cause". Così all'Adnkronos Salute Giuseppe Capua, già primario di Medicina dello Sport. Nonostante le difficoltà fisiche, Djokovic non si è ritirato e ha continuato a lottare fino alla fine, riuscendo per due volte a recuperare lo svantaggio di due set. Uno sforzo durissimo, che però alla fine non è bastato per evitare l’eliminazione. "Quello di Novak è stato uno sforzo incredibile – sottolinea Capua –. Il suo organismo, nonostante tutto, ha resistito per quasi 5 ore a un’intensità molto elevata. Da esperto, ritengo però che debba sottoporsi a una serie di controlli che dovranno riguardare certamente l'apparato gastrointestinale, ma anche cuore e pressione". Secondo Capua, quanto accaduto non significa necessariamente che Djokovic debba pensare al ritiro. Anzi. "Può ancora andare avanti. Prima di decidere sul proprio futuro dovrà fare diversi esami. La sua capacità di sostenere uno sforzo fisico così intenso dimostra che può ancora competere ad altissimo livello. Bisognerà capire, però, per quanto tempo riuscirà a mantenere questo livello di prestazione" conclude. 
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Incendio sul tetto del centro commerciale Conca d’ Oro di Palermo, in corso le operazioni di evacuazione

I Vigili del fuoco sono intervenuti per un incendio divampato sul tetto del centro commerciale Conca d’Oro di Palermo. Da lontano è visibile una colonna alta di fumo. In corso accertamenti per stabilire le cause che hanno innescato le fiamme.

L’incendio è divampato nell’ala est del centro commerciale. Le fiamme hanno avvolto il tetto in corrispondenza dell’area ristoro del centro. Sono in corso le operazioni di evacuazione da parte dei Carabinieri e della sicurezza privata, che dichiarano l’aria all’esterno “irrespirabile e tossica”, con una colonna di fumo alta decine di metri e ampiamente visibile. Allontanate diverse persone dalla zona parcheggio limitrofa al Conca d’Oro, con gli idranti dei Vigili del Fuoco in azione per spegnere le fiamme ancora vive.

 

Digitale, Eurispes: è presenza ‘universale’ ma cresce il disagio

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(Adnkronos) – La relazione tra tecnologie digitali e salute mentale si colloca all’incrocio di due fenomeni ormai di massa: la diffusione pressoché universale della connessione e il crescente peso del disagio psicologico. La conferma arriva da una indagine svolta dall’Eurispes sul rapporto fra italiani, tecnologie digitali e salute mentale che – si sottolinea – "non vuole stabilire se il digitale faccia in assoluto 'bene' o 'male', ma osservare come si distribuiscono intensità d’uso, competenze, vulnerabilità, difficoltà di autoregolazione, vissuti connessi ai Social network, forme di tecnostress e pratiche di benessere digitale". I risultati restituiscono un quadro ambivalente: gli strumenti digitali sono percepiti come utili e ormai irrinunciabili, ma una parte consistente della popolazione segnala automatismi, fatica, perdita di controllo e impatti negativi, con criticità particolarmente concentrate tra i più giovani.  Come conferma l'Eurispes la presenza del digitale nella quotidianità si conferma pressoché universale. Lo smartphone viene utilizzato regolarmente dal 94,3% degli interpellati, il computer o laptop dal 65,2% e la Smart Tv dal 61,2%. Seguono tablet (33,6%), smartwatch (28,4%), console per videogiochi (17,5%). Lo smartphone è trasversale alle generazioni: resta sopra il 95% fino ai 64 anni e coinvolge comunque l’89,9% degli over 64. Gli altri dispositivi mostrano invece un netto divario generazionale. Il computer è usato dall’80,2% dei 18-24enni, nelle altre fasce d’età resta sopra al 70%, mentre fra i più anziani si ferma al 39,1%; il tablet passa dal 52,3% al 18,1%, lo smartwatch dal 46,5% al 12,7%, la console dal 43% al 4,7%. Il genere incide meno dell’età, con l’eccezione delle console, più diffuse fra gli uomini (23,9% contro 11%), e degli smartwatch (30,9% contro 25,9%). 
Nei giorni feriali il tempo trascorso sui dispositivi combina uso nel tempo libero e uso obbligato. Per svago, il 93,3% utilizza lo smartphone almeno per una parte della giornata e il 24,1% supera le tre ore; per lavoro o studio lo usa il 66,7% e il 22,2% oltrepassa le tre ore. Il computer è meno comune nel tempo libero, ma centrale nelle attività professionali e formative: il 64,8% lo usa almeno nei giorni feriali per lavoro o studio e il 39,8% per più di tre ore. Nei fine settimana l’uso dello smartphone coinvolge il 95,1% degli intervistati e quasi tre su dieci superano le tre ore.  
Anche l’intensità d’uso è fortemente legata alla variabile generazionale. Fra i 18-24enni e i 25-34enni l’esposizione ricreativa allo smartphone è molto più prolungata e si accompagna a un utilizzo frequente di computer, video, Social e console. Più della metà del campione di età compresa fra 18 e 24 anni usa lo smartphone per svago nei giorni feriali per più di tre ore (52,4%), percentuale che sale al 60,5% nei giorni festivi; fra 25 e 34 anni si arriva al 40,4% nei giorni feriali mentre nei festivi si scende al 37%; in tutte le altre fasce d’età l’utilizzo superiore alle tre ore è sensibilmente inferiore e decresce progressivamente con l’età. Per i più anziani l’uso è selettivo, concentrato quasi esclusivamente sullo smartphone, mentre gli altri strumenti digitali non vengono mai utilizzati dal campione over 64, tanto nei giorni feriali quanto in quelli festivi.  Nel tempo libero, Internet è utilizzato soprattutto per cercare informazioni (82,8%), inviare e ricevere email (71,5%), chattare (70,7%), guardare filmati (68,9%) e frequentare Social network (67,9%). Più della metà accede al conto bancario (56,4%), legge giornali online (55,1%) o effettua acquisti (54,7%); il 43,9% guarda film e serie in streaming e il 42,8% paga bollette. Gaming (23,9%), forum (25,6%) e siti di incontri (12,5%) restano più circoscritti. I giovani primeggiano nelle attività relazionali e di intrattenimento; le fasce centrali, soprattutto i 35-44enni, mostrano un uso più ampio dei servizi pratici, finanziari e amministrativi.  
L’indagine distingue fra attività che richiedono partecipazione e produzione di contenuti e forme di fruizione prevalentemente osservativa. Il 69,2% pubblica contenuti originali almeno qualche volta e il 63,4% commenta quelli altrui. La messaggistica privata o di gruppo è ancora più diffusa: il 79% la utilizza almeno qualche volta. Risultano però quasi altrettanto comuni le pratiche passive: il 79,8% scorre feed e contenuti senza interagire e il 78,3% guarda profili o attività altrui senza intervenire e circa il 30% svolge spesso attività di questo tipo. Solo la partecipazione a discussioni di gruppo rimane meno generalizzata, pur coinvolgendo almeno qualche volta il 52,2% del campione.  
Il profilo dei più giovani combina uso attivo e passivo con intensità eccezionale. Fra i 18-24enni il 97,7% pubblica contenuti sui Social e invia messaggi in chat private e l’86% commenta post di altri, ma sono altrettanto elevate le percentuali di chi scorre contenuti senza interagire (96,5%) e di chi osserva profili altrui senza alcuna interazione (il 98,8%). Ciò significa he la produzione di post e messaggi convive con una lunga esposizione passiva a rappresentazioni delle vite degli altri, terreno nel quale possono svilupparsi confronto sociale, percezione di inadeguatezza e perdita della cognizione del tempo. L’uso passivo non è di per sé patologico, ma diventa più critico quando è automatico, ripetitivo e orientato alla ricerca continua di stimoli.  
Le finalità dichiarate confermano la natura multifunzionale del digitale. Il 76% lo usa per informarsi, il 73,2% per mantenere relazioni, il 61,9% per lavoro o studio e il 51,4% per intrattenimento e gioco. Fra i 18-24enni la funzione relazionale raggiunge il 91,9% e quella ricreativa il 76,7%. Anche le motivazioni mostrano una forte stratificazione per età. Nel complesso, il 75,1% attribuisce importanza al mantenimento delle amicizie, il 71,4% al restare informato e il 70,2% ai rapporti familiari; il 53,6% usa le tecnologie per rilassarsi. Sono meno diffuse, ma non marginali, la ricerca di distrazione dai problemi (37,2%), la possibilità di conoscere persone nuove (36,1%), l’espressione della propria identità (29,6%) e la ricerca di approvazione o feedback positivi (26%). Nella fascia 18-24 anni queste motivazioni assumono un peso decisamente rilevante: il 74,4% considera importante conoscere nuove persone, il 67,5% esprimere la propria identità, il 56,9% ricevere approvazione e il 70,9% distrarsi dai problemi. Fra gli over 64 le stesse quote scendono rispettivamente al 19,9%, 10,9%, 9,7% e 20,6%. Il digitale è dunque, per i giovani, non solo un mezzo operativo, ma uno spazio di costruzione identitaria, riconoscimento e regolazione emotiva. 
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Famiglia nel bosco, dal tribunale ok al progressivo riavvicinamento dei bimbi: da ottobre pernotti in famiglia

(Adnkronos) – “Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha depositato il proprio provvedimento in relazione all'istanza della difesa del 25 giugno scorso. Il decreto, firmato dalla presidente Angrisano nei suoi ultimi giorni di servizio all'Aquila, corregge parzialmente le precedenti decisioni e dispone un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia, con rientri diurni immediati a Palmoli e – da ottobre – con pernotti in famiglia nel fine-settimana”.  Lo riferisce l'avvocato Simone Pillon, legale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, genitori della cosiddetta 'famiglia nel bosco' di Palmoli, sulla decisione finale del Tribunale per i Minorenni dell'Aquila sul ricongiungimento con i tre figli minori, collocati in una casa famiglia dal novembre del 2025. Ieri Pillon – in una intervista a Libero – aveva spiegato che "tutte le presunte criticità sono state superate: la situazione abitativa è risolta, la famiglia ha intrapreso volontariamente un percorso di sostegno alla genitorialità e i bambini hanno brillantemente superato l’esame di ammissione alla classe successiva (la quarta elementare per la più grandicella e la seconda per i gemellini, ndr). Inoltre la collaborazione con il tutore e il servizio è piena", anticipando che "la situazione processuale era sul punto di sbloccarsi". Come poi è stato.  Non la soluzione tanto attesa, il ricongiungimento o per meglio dire la "scarcerazione", ma "una serie di limitazioni senza reale fondamento” e che giustificano un ulteriore approfondimento della tematica degli allontanamenti da parte della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, direttamente con i magistrati e i servizi sociali coinvolti nella vicenda. Così la presidente della Commissione, Michela Vittoria Brambilla, ha commentato il provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila sui bambini della “famiglia nel bosco” e ha annunciato un nuovo passaggio nell’organismo parlamentare. “Il Tribunale – ha sottolineato – ha atteso fino all’ultimo giorno di servizio della presidente Angrisano per rispondere ad un’istanza presentata dalla difesa dei coniugi Trevallion il 25 giugno scorso. Peraltro il provvedimento, lungi dal disporre il pieno ricongiungimento familiare, prevede solo un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia con rientri diurni a Palmoli e la possibilità, dal mese prossimo, di pernottare a casa nei weekend, benché siano state risolte le criticità abitative e sociali contestate".  "In sostanza – ha proseguito – nonostante si potesse decidere per tempo, non solo i figli dei coniugi Trevallion non hanno potuto trascorrere le vacanze con i loro genitori, neppure qualche giorno, ma il Tribunale ha completamente ignorato i rischi per la psiche e lo sviluppo dei minori (cui è stata diagnosticata una sindrome post-traumatica da distacco per la permanenza obbligata in casa famiglia) e le conseguenze anche a lungo termine del mancato ricongiungimento, sottolineati da più parti e dalla stessa Ctu. Da ultimo, balza agli occhi un’imposizione in palese contrasto con la libertà, nel rispetto delle leggi, di esercitare il diritto-dovere di istruire ed educare i figli: il soggiorno obbligato in casa famiglia continuerà finché i genitori non avranno accettato l’iscrizione e la frequenza dei figli in una scuola pubblica, in luogo della contestata (ma legittima) educazione parentale o della possibile scelta di una scuola privata”, ha continuato la presidente della Commissione. “Quindi – ha concluso Brambilla – riprenderemo in Commissione il discorso sul tema degli allontanamenti dal nucleo familiare, anche invitando la responsabile dei servizi sociali Veruska D’Angelo, la Ctu Simona Ceccoli, la tutrice avv. Maria Luisa Palladino, la responsabile del servizio minori della casa famiglia Lucia Fiorillo e a questo punto anche la presidente Cecilia Angrisano che ora non svolge più le sue funzioni al Tribunale per i minorenni dell’Aquila”. “Poiché ogni decisione viene assunta invocando l’interesse dei minori, ed è il loro bene che deve orientare scelte e decisioni, sarebbe importante che in situazioni di questo tipo ci fosse una verifica da parte terza sugli effetti dei provvedimenti assunti sulla salute dei bambini, esaminando il prima e il dopo e valutando alla luce del loro benessere come si debba andare avanti. Il ricongiungimento ‘a tappe’ dei bambini Trevallion con i loro genitori, stabilito dai giudici, può essere infatti un passo decisivo per la riunificazione della famiglia, ma le ulteriori limitazioni imposte, e il tempo che va ad aggiungersi a quello già trascorso, meriterebbero un’analisi oggettiva della situazione dei piccoli e della rispondenza di ogni scelta all’interesse loro e della loro salute". Lo ha dichiarato Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità. "Vale per la ‘famiglia nel bosco’ come per le tante famiglie colpite da provvedimenti di allontanamento, che certamente vengono assunti con delle motivazioni, ma rispetto ai quali, vista la posta in gioco, le verifiche e le valutazioni sul benessere psicofisico dei minori sono necessarie”, ha concluso. 
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È morto a 26 anni il giovane rimasto ustionato da un incendio divampato nel Palermitano, Schifani: “Nessuna pietà per chi appicca il fuoco”

PALERMO (ITALPRESS) – E’ morto Salvatore Giglia, il giovane di 26 anni rimasto gravemente ustionato mentre tentava di spegnere un incendio divampato nei pressi della sua abitazione, a Ciminna, in provincia di Palermo. Il decesso è avvenuto stamane nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo, dove era stato ricoverato in gravi condizioni.

E’ volato in cielo un angelo, un dolore immenso! La nostra comunità è oggi profondamente colpita dalla prematura scomparsa di Salvatore Giglia, giovane di appena 26 anni – scrive su Facebook il sindaco Vito Filippo Barone -. Di fronte a una perdita così dolorosa e ingiusta, le parole sembrano non essere sufficienti. È difficile accettare che una vita così giovane, con ancora tanti sogni, progetti e speranze davanti a sé, sia stata spezzata così presto. In questo momento di immenso dolore, desideriamo esprimere la nostra più sincera vicinanza alla famiglia, agli amici e a tutte le persone che gli hanno voluto bene e che oggi ne piangono la scomparsa, facendoci interpreti del dolore e della commozione dell’intera comunità. In occasione delle esequie funebri sarà proclamato il lutto cittadino. A nome di tutta la comunità, le più sentite condoglianze alla famiglia”.

SCHIFANI “NESSUNA PIETA’ PER CHI APPICCA FUOCO”

“La morte di Salvatore Giglia, a soli 26 anni, colpisce profondamente tutti noi. Ha perso la vita mentre cercava di difendere la sua terra e la sua casa dalle fiamme. Alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutta la comunità di Ciminna esprimo la mia vicinanza e il più sincero cordoglio di tutti i siciliani”. Lo dichiara il presidente della Regione Renato Schifani. “Al dolore – prosegue – si aggiunge una rabbia profonda. Se sarà accertata la natura dolosa dell’incendio, i responsabili dovranno essere individuati e puniti con la massima severità prevista dalla legge. Chi appicca un incendio non compie una bravata: mette deliberatamente a rischio vite umane, distrugge territori, minaccia case e comunità intere. Di fronte a comportamenti di questa gravità non possono esserci attenuanti, indulgenze o esitazioni. Servono pene esemplari, controlli serrati e un’azione dello Stato inflessibile contro chi usa il fuoco come strumento di devastazione e di morte”. 

L’ARCIVESCOVO DI PALERMO PRESIEDERA’ I FUNERALI DI DOMANI

Sarà l’Arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, a presiedere i funerali del giovane Salvatore Giglia, morto per le gravi ustioni riportate nel tentativo di arginare il fuoco durante l’incendio divampato tre giorni fa alle porte di Ciminna. La celebrazione avrà luogo domani, alle ore 16, nella Parrocchia Santa Maria Maddalena, Chiesa Madre di Ciminna, in provincia di Palermo. E’ quanto si legge in una nota dell’Arcidiocesi.

-Foto di repertorio IPA Agency-
(ITALPRESS).

Ritorno a scuola, pediatri Sipps: “Le 7 regole d’oro per ripartire con energia”

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(Adnkronos) – I rientro a scuola, per circa 7 milioni di studenti italiani, segna la fine delle vacanze estive e l'inizio di una nuova fase fatta di lezioni, attività sportive, impegni extrascolastici e nuove sfide. Un momento importante, che richiede una graduale ripresa delle corrette abitudini quotidiane per affrontare con energia, concentrazione e benessere il nuovo anno scolastico. Proprio in vista del ritorno sui banchi, l'alimentazione ricopre un ruolo chiave, strettamente collegata alla crescita, alle capacità di apprendimento e al benessere psicofisico dei più giovani. Per questo la Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) invita le famiglie a sfruttare le settimane che precedono l'inizio della scuola per ristabilire ritmi regolari e abitudini salutari suggerendo 7 regole d’oro per ripartire con il piede giusto. "Il ritorno a scuola rappresenta ogni anno un momento fondamentale per recuperare gradualmente la routine e i comportamenti che favoriscono la salute delle bambine e dei bambini – spiega Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps – Una colazione completa, pasti equilibrati consumati con regolarità, merende con frutta fresca di tutti i colori e di stagione, un'adeguata idratazione, attività fisica quotidiana e un sonno di qualità costituiscono i pilastri per sostenere la crescita e affrontare con le giuste energie le giornate scolastiche”. Secondo i pediatri della Sipps, il ritorno alla routine richiede alcuni semplici accorgimenti: 1) Ripristinare gradualmente orari regolari per sonno e risveglio; 2) Non saltare la colazione, primo carburante della giornata; 3)Mantenere una corretta distribuzione dei pasti durante la giornata. Quindi: 4) Scegliere merende nutrienti ed equilibrate; 5) Bere acqua regolarmente; 6) Praticare attività fisica ogni giorno. Infine: 7) Favorire i pasti in famiglia, escludendo l'uso di smartphone, tablet e televisione durante il pranzo e la cena. Le abitudini alimentari – riferisce una nota – non dipendono esclusivamente da ciò che si mangia, ma anche dal contesto in cui i pasti vengono consumati: la regolarità degli orari, la convivialità e l’attenzione al momento del pasto contribuiscono a sviluppare un rapporto più sano ed equilibrato con il cibo. Il rientro alla normalità non significa infatti rinunciare alla scoperta e alla curiosità che caratterizzano l'estate. A tavola è quindi possibile continuare a viaggiare, conoscere nuove culture e sperimentare sapori diversi. Nasce proprio da questa idea ‘Nutripiatto senza confini’, il progetto promosso da Nestlé in collaborazione con l'Università Campus Bio-Medico di Roma e la Sipps, che amplia il modello educativo di Nutripiatto integrando alimenti e tradizioni gastronomiche provenienti da diverse culture del mondo. L'obiettivo è aiutare le famiglie a preparare pasti nutrizionalmente equilibrati e, al tempo stesso, rappresentativi della crescente multiculturalità presente nelle scuole e nella società italiana.  La regola rimane semplice e immediata: metà del piatto deve essere composta da verdure e ortaggi, un quarto da cereali, pasta (meglio integrali) e patate, e un quarto da fonti proteiche come carne, pesce, uova, legumi o latticini. A completare il pasto, olio extravergine d'oliva, frutta fresca di tutti i colori e di stagione e acqua. La novità risiede negli ingredienti: accanto agli alimenti tipici della tradizione italiana, trovano spazio prodotti e ricette provenienti da altre culture, come il pak choi, i fagioli neri, il teff, il kefir e molti altri alimenti che consentono ai bambini e alle bambine di scoprire il mondo attraverso il cibo, mantenendo un corretto equilibrio nutrizionale. “Nutripiatto senza confini – sottolinea Di Mauro – nasce dall'esigenza, osservata anche dai nostri pediatri sul territorio, di sviluppare strumenti scientificamente validi ma al tempo stesso accessibili, inclusivi e culturalmente adattati alle caratteristiche delle famiglie di oggi. In una società sempre più multiculturale, il cibo può diventare un importante veicolo di conoscenza, integrazione e dialogo”.  Secondo le più recenti elaborazioni della Fondazione Ismu-Iniziative e studi sulla multietnicità su dati del ministero dell'Istruzione e del merito del settembre 2025, nelle scuole italiane sono presenti oltre 930mila studenti provenienti da contesti culturali diversi e la maggior parte di loro è nata nel nostro Paese. Nelle aule si incontrano lingue, tradizioni e abitudini che si riflettono anche nel modo di vivere il cibo. "Con la ripresa della scuola, molte famiglie si trovano a dover conciliare tempi ristretti, gusti differenti ed esigenze alimentari diverse – osserva Di Mauro – Nutripiatto senza confini offre un supporto pratico e immediato, dimostrando che è possibile seguire un'alimentazione corretta, valorizzando al contempo tradizioni culinarie provenienti da culture diverse. Un messaggio particolarmente significativo nelle classi di oggi, dove la diversità rappresenta una ricchezza e il cibo può trasformarsi in un'opportunità di incontro e inclusione". Il ritorno a scuola – conclude la nota – può quindi diventare l'occasione non solo per recuperare le buone abitudini, ma anche per educare i più piccoli a un'alimentazione sana, equilibrata e aperta al mondo: un viaggio che parte dalla tavola e accompagna le nuove generazioni nella crescita, ogni giorno. 
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Busnelli (Amazon): “Dal 2010 30 miliardi investiti e 19.000 posti di lavoro creati in Italia”

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(Adnkronos) – Oltre 30 miliardi di euro investiti dal 2010 e 19.000 posti di lavoro creati. Sono i numeri chiave dell’impatto economico di Amazon in Italia. A ricordarli Giorgio Busnelli, vp e Country Manager di Amazon Italia. "Quando nel 2010 abbiamo aperto lo store Amazon in Italia, l'obiettivo era semplice: offrire ai clienti italiani una selezione più ampia, prezzi competitivi e un servizio affidabile. Quindici anni dopo, la presenza di Amazon in Italia si è trasformata in una rete di infrastrutture, persone, partner e imprese che genera valore ben oltre le attività dirette della nostra azienda", afferma. Busnelli analizza, quindi, i 6 modi in cui Amazon contribuisce ogni giorno alla crescita dell'Italia. 1. Investimenti: oltre 30 miliardi di euro investiti dal 2010. "Siamo una delle aziende – sottolinea – che hanno investito di più in Italia nell'ultimo decennio. Dal 2010 abbiamo investito oltre 30 miliardi di euro, includendo sia le spese in conto capitale – infrastrutture logistiche, uffici, data center – sia le spese operative, a partire dagli stipendi dei dipendenti. Nel solo 2025, i nostri investimenti hanno superato i 5 miliardi di euro, e ogni euro investito ha attivato una filiera di imprese, fornitori e servizi che ne ha moltiplicato l'impatto. Secondo Keystone Strategy, dal 2010 gli investimenti di Amazon hanno contribuito a generare oltre 23 miliardi di euro di valore aggiunto per il Pil italiano, di cui circa 4 miliardi nel solo 2025". "Questo impegno – prosegue – trova conferma anche nelle analisi terze: secondo dati di Teha, Amazon è la terza grande impresa a controllo estero per investimenti realizzati in Italia nel quinquennio 2020-2024. Il dato assume ancora più valore se inserito nel quadro delineato dalla nuova edizione del Global Attractiveness Index (Gai) di Teha Group. Lo studio evidenzia come le multinazionali a controllo estero, pur rappresentando appena lo 0,4% delle imprese italiane, generino il 21% del fatturato, il 17,5% del valore aggiunto e sostengano il 9,8% dell'occupazione del Paese. Sono inoltre responsabili del 38,3% della spesa privata in Ricerca e Sviluppo, confermando il ruolo degli investimenti internazionali come motore di innovazione, trasferimento di competenze e crescita: sono evidenze che sottolineano l'importanza di continuare a valorizzare la capacità dell'Italia di attrarre investimenti".  2. Occupazione: 19.000 dipendenti a tempo indeterminato. "La creazione di opportunità di lavoro – spiega – è uno degli impatti più tangibili della presenza di Amazon nel nostro Paese. Con oltre 19.000 dipendenti a tempo indeterminato, Amazon si conferma l’impresa costituita negli ultimi 30 anni con il maggior numero di dipendenti nel nostro Paese ed è tra i primi 20 datori di lavoro in Italia per numero complessivo di dipendenti. Nel decennio 2015-2024, secondo una ricerca Teha, Amazon è stata l’azienda che ha creato più posti di lavoro".  "Nel complesso, Amazon – osserva – supporta oggi oltre 100.000 posti di lavoro in Italia. Questo dato comprende gli oltre 19.000 dipendenti a tempo indeterminato di Amazon e una forza lavoro estesa di circa 45.000 persone che operano sia nelle nostre sedi logistiche che negli uffici corporate, inclusi collaboratori esterni, lavoratori stagionali e altre figure a tempo determinato. Inoltre, secondo le stime di Keystone Strategy, Amazon sostiene circa 45.000 posti di lavoro indiretti in settori quali l’edilizia, la logistica e i servizi professionali, oltre a oltre 15.000 posti di lavoro indotti in tutta l’economia italiana".  "A conferma della nostra continua capacità di creare opportunità economiche significative, abbiamo recentemente inaugurato il nuovo centro di distribuzione di Jesi, nelle Marche, che a regime porterà alla creazione di oltre 1.000 posti di lavoro, contribuendo allo sviluppo economico di questo territorio. L'impegno non si ferma alla creazione di occupazione. I dipendenti di Amazon in Italia possono scegliere tra più di 20 programmi formativi per sviluppare nuove competenze. Dal 2014, oltre 4.000 dipendenti hanno partecipato a Career Choice, un programma che finanzia percorsi di formazione e certificazione, consentendo a molti di assumere nuovi ruoli in azienda o di intraprendere carriere esterne grazie alle competenze acquisite", ricorda.  3. Le consegne più veloci di sempre per i clienti in Italia: nel 2025 oltre 230 milioni di prodotti consegnati in giornata o entro il giorno successivo. "Gli investimenti in infrastrutture – assicura – si traducono in un miglioramento costante del servizio per milioni di clienti italiani. Nel 2025, i clienti Prime in Italia hanno beneficiato dei tempi di consegna più rapidi di sempre: oltre 230 milioni di prodotti sono stati consegnati in giornata o entro il giorno successivo. L'espansione della nostra copertura geografica ha consentito a sempre più clienti, anche in aree meno densamente popolate, di accedere più velocemente a milioni di prodotti. Per sostenere questa accelerazione, Amazon ha introdotto nuove soluzioni operative: vicino a Milano, a Peschiera Borromeo, è stata creata un'area dedicata alle consegne rapide, progettata per avvicinare i prodotti più richiesti ai clienti e ridurre ulteriormente i tempi di consegna". "Ma la velocità di consegna – precisa – non è l’unica area su cui lavoriamo per migliorare l’esperienza dei clienti italiani. Stiamo puntando anche su nuove tecnologie per evolvere i nostri servizi e prodotti: per questo Amazon ha introdotto in Italia Alexa+, la nuova generazione dell'assistente vocale basata sull'IA generativa, progettata per interagire in modo ancora più naturale, offrendo suggerimenti personalizzati e con la capacità di svolgere attività concrete dalla gestione della casa connessa alla pianificazione delle attività quotidiane".  "Oltre ad Alexa+, offriamo strumenti innovativi – continua – per rendere lo shopping ancora più semplice e intuitivo, tra cui Rufus, l'assistente virtuale per lo shopping basato sull’Ia generativa, che fornisce suggerimenti rendendo ancora più facile la scoperta dei prodotti, e Amazon Lens, che permette ai clienti di cercare i prodotti semplicemente scattando una foto o caricando uno screenshot per identificare corrispondenze o prodotti simili disponibili su Amazon".  4. Il supporto al tessuto imprenditoriale e l’impegno per il Sud: 20.000 pmi italiane e il ruolo crescente delle regioni meridionali. "Il supporto alle piccole e medie imprese – dice – è uno dei principali canali attraverso cui l'impatto economico di Amazon contribuisce a sostenere il tessuto produttivo italiano. Oggi circa 20.000 pmi italiane vendono attraverso il negozio online di Amazon, di cui il 45% proviene da aree rurali, e hanno generato oltre 4 miliardi di euro di vendite complessive nel 2025, spedendo più di 100 milioni di prodotti ai clienti in Italia e nel mondo. Di queste vendite, oltre 1 miliardo di euro arriva dai mercati esteri, confermando il ruolo dell’e-commerce come leva per accompagnare le imprese italiane nei percorsi di internazionalizzazione e per portare le eccellenze del Made in Italy a nuovi clienti globali".  "Per supportare le aziende che ci scelgono, promuoviamo attivamente il Made in Italy – rimarca – attraverso strumenti dedicati, come la Vetrina Made in Italy, che oggi raccoglie oltre 5.500 aziende italiane e più di 3 milioni di prodotti disponibili ai clienti in 11 Paesi del mondo, e attraverso programmi di formazione come Accelera con Amazon, realizzati anche in collaborazione con istituzioni e partner nazionali. Per molte di queste imprese, in particolare quelle che operano lontano dai grandi poli economici, Amazon rappresenta un canale strutturato di accesso ai mercati internazionali: sostenere la crescita delle pmi italiane significa anche fornire strumenti concreti per superare le barriere legate alla dimensione aziendale e alla distanza geografica dai grandi mercati. Attraverso la nostra infrastruttura logistica e digitale, programmi di formazione e iniziative dedicate, aiutiamo le imprese a digitalizzarsi, valorizzare il proprio patrimonio produttivo e raggiungere milioni di clienti in Italia e all’estero". "Un dato particolarmente significativo – puntualizza – emerge infatti dal contributo delle imprese del Sud: le regioni del Sud e le Isole hanno generato oltre il 40% del valore complessivo delle vendite realizzate dalle pmi italiane su Amazon nel 2025, dimostrando la capacità delle aziende del territorio di competere sui mercati digitali. Le imprese meridionali hanno inoltre spedito il 43% dei prodotti venduti attraverso Amazon, per un totale di oltre 50 milioni di prodotti, evidenziando un modello imprenditoriale dinamico e produttivo".   "In questa direzione si inserisce anche – fa notare – il nostro impegno per il Sud. Nell’ambito di Amazon Destinazione Sud, abbiamo introdotto incentivi dedicati alle nuove pmi del Sud Italia che scelgono di vendere nella vetrina Made in Italy, offrendo un supporto concreto per accompagnarle nel percorso di accesso ai mercati digitali e internazionali. L’iniziativa si affianca a un ecosistema più ampio di attività sul territorio, dalla formazione sulle competenze digitali e sull’intelligenza artificiale alle iniziative dedicate agli studenti, fino agli investimenti nelle infrastrutture e nell’energia rinnovabile. Dal nostro arrivo in Italia, Amazon ha investito oltre 2 miliardi di euro nelle regioni del Sud, contribuendo a generare più di 3.000 posti di lavoro a tempo indeterminato e oltre 1,5 miliardi di euro di impatto economico aggiuntivo. Un impegno che conferma come la trasformazione digitale possa rappresentare una leva concreta per valorizzare i territori, sostenere le imprese locali e contribuire alla crescita dell’intero Paese". 5. Tra le prime 25 aziende per contributo fiscale allo Stato con 1,89 miliardi di euro nel 2025. "Il contributo alle finanze pubbliche – va avanti – è uno dei modi più concreti in cui l'attività economica di Amazon produce benefici per l'intero sistema Paese. Nel 2025, infatti, i ricavi totali delle attività di Amazon in Italia sono stati di oltre 12 miliardi di euro e il contributo fiscale complessivo (combinando imposte dirette e indirette) ha raggiunto oltre 1,89 miliardi di euro, in crescita rispetto agli 1,7 miliardi di euro del 2024".  "Questo totale – chiarisce – può essere suddiviso in due macro-categorie: le imposte sostenute da Amazon sono state pari a oltre 480 milioni di euro (+14% rispetto al 2024), si tratta delle imposte maturate e pagate da Amazon, tra cui l’imposta sulle società (Ires e Irap), le imposte sulla proprietà, imposta di registro, le imposte sui salari e le tasse per la previdenza sociale pagate dai datori di lavoro, i dazi di importazione e la Dst (Digital Services Tax); le imposte raccolte e versate da Amazon hanno superato 1,41 miliardi di euro (+7% rispetto al 2024), si tratta delle imposte raccolte e versate per conto dei nostri clienti, dipendenti e altre terze parti come conseguenza delle nostre attività commerciali in Italia. Queste imposte includono l'Iva e i contributi previdenziali a carico dei nostri dipendenti".  "Questi dati includono – sintetizza – tutte le imposte generate dalla nostra attività in Italia e riflettono il modo in cui le economie moderne generano effettivamente gettito fiscale. Inoltre, secondo una ricerca della Luiss Business School, Amazon si colloca tra i principali contribuenti fiscali del Paese, con un livello di contribuzione diretta significativamente superiore alla media delle 25 aziende analizzate. Lo stesso studio evidenzia come il settore del commercio, tradizionale e online, sia tra quelli con il livello di tassazione più elevato rispetto al valore aggiunto prodotto, con un'incidenza media nell'e-commerce intorno al 20%". 6. Sostenibilità e impegno per le comunità: 40 progetti di energia rinnovabile e 600.000 prodotti donati. "La crescita economica – dichiara – è sostenibile solo quando crea opportunità per le persone e per i territori. Secondo un report di Frontier Economics, dal 2021, Amazon ha investito in Italia 0.5 miliardi di euro in aziende, tecnologie e infrastrutture nei settori dell'energia, dei trasporti e del packaging. Questi investimenti hanno generato un impatto sull’occupazione stimato in circa 6.000 posti di lavoro e 0,4 miliardi di euro di valore aggiunto lordo".  "Questi numeri trovano riscontro – sottolinea – in interventi concreti lungo l’intera catena del valore, che stanno aiutando l’azienda a progredire verso il raggiungimento dei suoi obiettivi di decarbonizzazione. Amazon punta su fonti carbon-free per il suo approvvigionamento energetico. In linea con questo impegno, ha contribuito allo sviluppo in Italia di 8 parchi solari su scala industriale e 32 impianti fotovoltaici sui tetti dei siti logistici. L’azienda sta inoltre lavorando per ridurre i propri imballaggi. L’Italia, in questo processo, riveste un ruolo centrale grazie al suo Operations Innovation Lab di Vercelli, dove sono stati sviluppati i macchinari automatizzati che creano packaging su misura con carta ultraleggera, oggi adottati in tutta Europa".  "Infine, per quanto riguarda la rete dei trasporti, Amazon – ricorda – sta elettrificando le flotte dei suoi partner di consegna. Nel 2025 sono stati introdotti nel Paese più di 500 furgoni elettrici, mentre in 8 città italiane (Milano, Roma, Napoli, Bologna, Firenze, Genova, Trento e Verona) hub di micromobilità consentono di effettuare consegne nei centri storici con cargo scooter elettrici e cargo bike a pedalata assistita". "Sul fronte dell’impegno per le comunità, il programma Amazon Dona, dal 2025 ad oggi, ha già supportato 35.000 famiglie in tutta Italia, dando una seconda vita – aggiunge – a oltre 600.000 prodotti in eccedenza per un valore superiore a 8 milioni di euro, attraverso una rete di 1.400 organizzazioni benefiche. Ci siamo inoltre impegnati a sostenere 200.000 talenti in Italia nella formazione Stem entro la fine del 2026, con programmi come Amazon Future Engineer che avvicinano le nuove generazioni alle professioni scientifiche e tecnologiche". Quindi conclude: "Quello che è iniziato nel 2010 con l’apertura dello store italiano è diventato oggi un ecosistema articolato di infrastrutture, con oltre 60 siti su tutto il territorio, da Trento a Palermo, persone, tecnologie e collaborazioni che contribuisce a generare valore per clienti, imprese, comunità e territori in tutto il Paese. Un percorso costruito negli anni, attraverso investimenti di lungo periodo e una presenza sempre più radicata in Italia, con l’obiettivo di sostenere la crescita economica e l’innovazione del Paese tramite le opportunità offerte dalla trasformazione digitale".  
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Paola Coco nominata Medical Affairs Director Italy di BeOne Medicines Italy

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(Adnkronos) – BeOne Medicines Italy annuncia la nomina di Paola Coco a Medical Affairs Director Italy. In questo ruolo, spiega in una nota azienda oncologica, entrerà a far parte del Leadership Team di BeOne Italia, contribuendo alla definizione e all'implementazione della strategia aziendale. “Paola vanta oltre vent’anni di esperienza, maturata in ambito clinico e nell’industria farmaceutica – afferma Marco Sartori, General Manager di BeOne Medicines Italia – Nella sua carriera, ha guidato aree terapeutiche strategiche in oncologia ed ematologia, ricoprendo anche incarichi internazionali e contribuendo allo sviluppo e all’accesso a terapie innovative. Il suo ingresso in BeOne rappresenta un importante rafforzamento del nostro Leadership Team e del nostro focus strategico in ambito scientifico, a sostegno delle grandi ambizioni di crescita della nostra azienda. La sua esperienza e leadership contribuiranno ad accelerare lo sviluppo di BeOne in Italia, incrementando ulteriormente la nostra capacità di innovare e generare valore per i pazienti, la comunità scientifica e tutti i nostri stakeholder”. Paola Coco è oncologo medico. Dopo gli anni trascorsi alla Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano, dove ha svolto attività clinica e di ricerca in oncologia, è entrata nel settore farmaceutico, assumendo incarichi di crescente responsabilità in aziende leader quali Roche e Novartis. Recentemente ha ricoperto il ruolo di Country Chief Scientific Officer e Head of Medical Affairs di Novartis Italia. “Sono entusiasta e onorata di entrare a far parte di BeOne Medicines Italia in un momento così significativo della sua evoluzione – spiega Coco – Entrare in BeOne Medicines significa unirsi a un'organizzazione che sta contribuendo a ridefinire il futuro dell’oncologia e dell’onco-ematologia attraverso una scienza innovativa e una profonda attenzione ai bisogni dei pazienti. La qualità della Ricerca di BeOne è testimoniata da una pipeline ampia e diversificata. Mi impegnerò perché ricerca e innovazione si traducano in benefici concreti per i pazienti. Sono orgogliosa di assumere questo incarico e di contribuire, insieme a un team di straordinario valore, ad accelerare lo sviluppo e l'accesso a terapie trasformative e credo che il dialogo tra ricerca, comunità scientifica, istituzioni e pazienti – conclude – sia la chiave per generare un impatto duraturo sulla salute delle persone e sul progresso del sistema sanitario”. 
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Sindrome di Rett, ok in Europa a trattamento per sintomi neurocomportamentali

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(Adnkronos) – La Commissione europea (Ce) ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio per trofinetide “nel trattamento dei sintomi neurocomportamentali della sindrome di Rett in pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a cinque anni. Il farmaco è il primo e unico trattamento approvato per questa indicazione nell’Unione Europea (Ue)”. Lo annuncia, in una nota Acadia Pharmaceuticals. "La sindrome di Rett è caratterizzata da un quadro neurocomportamentale complesso che include una fase regressiva, contraddistinta dalla rapida perdita delle competenze linguistiche e comunicative, frequentemente associata a disturbi del sonno, ansia e altre alterazioni comportamentali che compromettono significativamente la qualità di vita delle pazienti e delle loro famiglie”, spiega commenta Aglaia Vignoli, professore associato di Neuropsichiatria infantile dell'Università Statale di Milano, direttore del dipartimento di Neuropsichiatria infantile Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano. “Con la progressione della malattia, il coinvolgimento si estende ad altri aspetti, in particolare a quello motorio, determinando una disabilità complessa che interessa pressoché ogni aspetto della vita quotidiana. Per questo siamo entusiasti del passo avanti compiuto a livello europeo, per dare ai pazienti, alle loro famiglie e a tutta la comunità clinica, una nuova opportunità per contrastare i sintomi neurocomportamentali della malattia”. L’approvazione di trofinetide “segna un importante passo avanti nella nostra missione di fornire un trattamento innovativo alle migliaia di persone che convivono con la sindrome di Rett nell’Ue e che da tempo vivono con ampi bisogni medici insoddisfatti – afferma Catherine Owen Adams, Ceo di Acadia Pharmaceuticals – Siamo entusiasti di questo traguardo e siamo impegnati a collaborare con le autorità regolatorie competenti e con la comunità di clinici e di pazienti europea, per favorire l’accesso tempestivo a questa nuova opportunità terapeutica per i pazienti europei idonei”. L’autorizzazione all’immissione in commercio di trofinetide nell’Ue – informa la nota – si basa principalmente sui risultati dello studio di fase 3 Lavender™, che ha dimostrato miglioramenti statisticamente e clinicamente significativi nelle caratteristiche principali della sindrome di Rett, misurati mediante i seguenti endpoint co-primari: il Questionario sul comportamento della sindrome di Rett (Rsbq) e la scala dell’impressione clinica globale di miglioramento (Cgi-I).  “Questo traguardo storico – commenta Pedro Rocha, presidente di Rett Syndrome Europe – rappresenta un progresso significativo per i pazienti, i caregiver e la più ampia comunità della sindrome di Rett in Europa, che da molto tempo è in attesa di un’opzione terapeutica incentrata specificamente sui sintomi neurocomportamentali di questo disturbo complesso. Troviamo incoraggiamento in questa approvazione e nutriamo fiducia circa l’impatto positivo che potrebbe avere per le famiglie in Europa affette dalla sindrome di Rett”. Con questa approvazione – conclude la nota – trofinetide, un analogo sintetico del tripeptide N-terminale del fattore 1 di crescita insulino-simile (Igf-1), ha ricevuto l’autorizzazione all'immissione in commercio in tutti i 27 Stati membri dell’Ue, nonché in Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Come passo successivo per rendere disponibile trofinetide ai pazienti nell’Ue, Acadia intraprenderà i necessari processi approvativi con le autorità competenti. 
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Sicilia nella morsa degli incendi, ancora allerta rossa nelle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna

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PALERMO (ITALPRESS) – Dopo un weekend drammatico sul fronte incendi in Sicilia la situazione ieri è apparsa in lieve miglioramento: pochi episodi significativi e un’allerta che, per la giornata di oggi, appare più contenuta. Nel documento diramato dalla Protezione civile regionale solo in tre province (Agrigento, Caltanissetta ed Enna) persiste il livello massimo di attenzione (allerta rossa), mentre nelle altre sei vige il livello intermedio (allerta arancione). Ieri in provincia di Palermo le fiamme si sono concentrate in particolare su tre zone, ovvero Santa Caterina, Misilmeri e Bompietro, mentre è stato domato dopo quasi 36 ore l’incendio che sabato sera aveva sconvolto Ciminna. In tutto il weekend i roghi in Sicilia sono stati 198, con venti interventi aerei tra Canadair ed elicotteri.

A TAORMINA EVACUAZIONI NELLE ZONE A RISCHIO, FIAMME VERSO CASTELMOLA

Ore di apprensione a Taormina per un vasto incendio divampato in contrada Sant’Antonio, nella zona sottostante la casa di riposo per anziani. Le fiamme si sono rapidamente propagate raggiungendo anche contrada Zappulla e contrada Tirone e avanzando verso l’area boschiva al confine con il territorio di Castelmola. La presenza del fronte del rogo nelle vicinanze di abitazioni e strutture ha reso necessaria l’evacuazione delle zone maggiormente esposte. Sul posto sono impegnati i vigili del fuoco e le altre squadre di emergenza, mentre è stato richiesto anche l’intervento di un elicottero per contrastare dall’alto le fiamme nelle aree più difficili da raggiungere. A seguire le operazioni c’è anche il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, presente sul posto e impegnato nel coordinamento delle attività legate all’emergenza. Il primo cittadino ha fornito aggiornamenti sulla situazione anche attraverso i social. Resta alta l’attenzione sull’avanzata del fuoco verso Castelmola. L’obiettivo delle squadre impegnate sul campo è contenere il fronte e impedire che possa raggiungere altre abitazioni o estendersi ulteriormente alle aree boschive. Le operazioni di spegnimento sono in corso e la situazione resta in evoluzione.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).