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“Pizza, caffè e… Nazionale di calcio”: Antonelli e il casco speciale per Monza (ispirato a Valentino Rossi)

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(Adnkronos) –
Kimi Antonelli a Monza come… Valentino Rossi al Mugello. Il pilota della Mercedes, leader del Mondiale, indosserà nel Gran Premio d’Italia di domenica 6 settembre un casco speciale, con il tricolore, per celebrare l’Italia e la leggenda della MotoGp, nove volte campione del mondo. “A casa corriamo con colori speciali – racconta il bolognese sui social, presentando il casco con la figura stilizzata del ‘Dottore’ direttamente dal quartier generale della Mercedes all'Autodromo -. Era un mio desiderio correre con un casco ispirato a quelli di Vale. Quando mi hanno proposto il casco del Mugello 2002 ho capito che era quello giusto”.  L’elmetto è impreziosito da 22 vignette rappresentanti ‘l’italiano vero’ e raccontate in un video da Antonelli. Dagli usi ai costumi, passando per vizi e… virtù. Le più simpatiche? Pizza, baffi, spaghetti, la Nazionale di calcio e il caffè. E poi, l’iconica moto di Valentino Rossi e il numero 12 a cui Antonelli è molto legato. “Un casco speciale, per una gara speciale”. Parola di Kimi. 
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Fra William e Harry per ora regna il silenzio, riconciliazione sarà lenta 

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(Adnkronos) – Il principe William e Kate Middleton stanno gestendo con discrezione il ritorno del principe Harry e di Meghan Markle nel Regno Unito, dove rimarranno per un "periodo prolungato", dopo oltre sei anni trascorsi in California. I loro figli, Archie e Lilibet, inizieranno la scuola in Gran Bretagna questo mese. La famiglia è arrivata nel Regno Unito la scorsa settimana, ma i dettagli sulla loro casa e sulla scuola rimangono riservati. Mentre una fonte ha recentemente dichiarato a People che il ritorno a casa offre a Harry la "migliore opportunità" per ricucire lo strappo di lunga data con il fratello maggiore, un'altra fonte vicina al principe e alla principessa di Galles ha affermato che la coppia sta adottando un approccio cauto.  William e Kate stanno evitando qualsiasi "reazione impulsiva" alla notizia, ha rivelato al tabloid americano la fonte vicina alla coppia. "Stanno tenendo la situazione sotto controllo. È una questione privata, non sentono il bisogno di dire nulla o di manifestare alcunché pubblicamente". La fonte aggiunge che qualsiasi riconciliazione "sarà un processo lento. Avvertono ancora un profondo senso di tradimento".  Da parte loro, anche Harry e Meghan sono rimasti in gran parte lontani dai riflettori da quando sono arrivati nel Regno Unito, il 26 agosto. Che se ne sappia, finora il loro ritorno non ha determinato alcuna riunione con il resto della famiglia reale. Il principe Harry aveva già espresso in passato il desiderio di ristabilire i rapporti con la sua famiglia, dichiarando alla Bbc, nel maggio 2025: "Mi piacerebbe molto riconciliarmi con la mia famiglia. Non ha senso continuare a litigare". Tuttavia, dopo anni di rancori tra i due fratelli, probabilmente ci vorrà più della semplice vicinanza geografica per farli riavvicinare. Harry ha fatto dei passi avanti per ricucire il rapporto con suo padre, Re Carlo. Assieme alla sua famiglia, ha incontrato il monarca e la Regina Camilla a Highgrove House a luglio, segnando la prima volta in quattro anni che il Re ha visto Meghan, Archie e Lilibet. Una fonte ha dichiarato a People che Re Carlo "vorrebbe, prima o poi, vedere i suoi figli insieme. Questa è la migliore opportunità che abbiamo avuto negli ultimi anni". Ma la situazione tra William e Harry è rimasta in una fase di stallo, a quanto pare, senza contatti da anni. Una fonte che conosce entrambi i fratelli ha aggiunto: "A dire il vero, pensavo che la situazione si sarebbe un po' calmata. Ma non c'è stato alcun progresso, soprattutto da parte di William. Non c'è alcun contatto". Lunedì scorso ricorreva l'anniversario della morte della principessa Diana, avvenuta il 31 agosto 1997, e, come negli anni passati, gli esperti di questioni reali hanno riflettuto su come l'assenza della madre abbia influito sulla frattura tra William e Harry nei quasi 30 anni trascorsi dalla sua scomparsa. Il biografo della principessa, Andrew Morton, lo scorso anno dichiarò a People che "Diana diceva sempre di aver avuto due figli maschi per un motivo: il più giovane avrebbe sostenuto il maggiore nel compito solitario di futuro re. Non c'è dubbio che Diana avrebbe cercato di fare da paciere tra di loro. Se fosse stata ancora in vita, avrebbero risolto le cose in modo diverso". 
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America’s Cup, Sirena (Luna Rossa): “Con Frecciarossa raccontiamo un pezzo di storia italiana”

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(Adnkronos) – "Frecciarossa e Luna Rossa rappresentano un po’ l’Italia. Noi siamo un team sportivo, ma siamo anche ambasciatori dell’Italia a livello mondiale: sulla nostra barca ci sono le vele con la bandiera italiana. È una sfida italiana a tutti i livelli e credo che la nostra partnership con Frecciarossa sia molto più importante di una semplice sponsorizzazione". Così Max Sirena, amministratore delegato di Luna Rossa, a margine della presentazione a Pietrarsa della partnership con Frecciarossa in vista della 38esima America’s Cup, che nel 2027 sarà ospitata a Napoli. "Questa partnership racconta un pezzo di storia importante, tecnologica e, alla fine, anche di uomini – sottolinea il team –. Parliamo di cento anni di storia delle Ferrovie dello Stato, che si sono evolute negli anni. Basta vedere quello che c’è qui, in questo museo, per capire il percorso fatto. E Luna Rossa rappresenta il massimo dell’espressione tecnologica applicata alla vela. Sono due mondi diversi, ma accomunati dalla tecnologia, dall’innovazione e dalla capacità di evolversi". "L’appuntamento napoletano, non lo vedo come una responsabilità, ma come un’opportunità – aggiunge -. Il fatto di avere tanti tifosi che inciteranno il team e tanti partner sarà una spinta in più per fare ancora meglio. Sono contento di regatare in casa". E proprio Napoli, secondo Luna Rossa, potrà diventare uno degli elementi distintivi della prossima America’s Cup. "Credo che il Golfo di Napoli, la città, ma anche tutta la Regione e tutta l’Italia, possano rappresentare un valore aggiunto per questo evento. Nello specifico, Napoli sarà il valore aggiunto, perché è un posto unico al mondo, che non è replicabile. Regatare nel Golfo di Napoli è come farlo in un anfiteatro: abbiamo la città alle spalle, Castel dell’Ovo, le isole. Credo che sarà un palcoscenico scenografico unico al mondo, che darà ulteriore valore a quello che sarà l’evento sportivo più importante del 2027". Il team non nasconde poi l’obiettivo con cui arriverà all’appuntamento. 2Noi partecipiamo per vincere, non vogliamo nasconderci. Io non sono particolarmente scaramantico e sarei bugiardo se dicessi che veniamo per partecipare". Quanto agli avversari, Luna Rossa mantiene un approccio prudente ma determinato. "Temiamo tutti gli avversari, ma prima di tutti temiamo noi stessi. Dobbiamo regatare al massimo livello che sappiamo e che conosciamo. Le regate che saranno qui a fine settembre saranno un’opportunità per assaggiare i livelli di preparazione, soprattutto perché abbiamo vinto la prima regata e quindi dobbiamo dimostrare di essere migliorati ancora, perché gli altri lo saranno sicuramente".  "L’area di Bagnoli ha una scenografia fantastica. Credo che dal punto di vista della Coppa America possa essere il ‘set’ migliore che si sia visto negli ultimi 50 anni". Il campo di regata, però, presenterà anche difficoltà tecniche. "È difficile non per mancanza di vento, ma perché, in base alla direzione, il vento può risultare molto rafficato, con differenze di angolo e di pressione. Ovviamente la città – conclude – ha un effetto su quello che è il vento. Però alla fine è uguale per tutti: dovremo essere più bravi degli altri a fare un errore in meno". 
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Governo Meloni, sondaggio Youtrend: per 53% degli Italiani il Paese va nella direzione sbagliata

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(Adnkronos) – Di fronte al record di longevità del governo Meloni, che supera il secondo governo Berlusconi, il 59% degli italiani ritiene che la durata in sé non conti e che contino i risultati ottenuti, mentre il 30% giudica positivo il fatto che un governo duri a lungo dopo tanti anni di instabilità; l’11% non si esprime.  E' quanto emerge dal sondaggio di Youtrend per Sky TG24. L’apprezzamento per la stabilità è un tratto quasi esclusivo dell’elettorato FdI (90%). Fra gli elettori di FI, Lega e Noi Moderati le due opinioni si dividono (50% stabilità, 39% risultati), mentre fra quelli di Futuro Nazionale prevale la lettura “contano i risultati” (46% contro 36%). Nel Campo Largo la stabilità in sé non è considerata un valore da circa 9 elettori su 10 (86% PD, 91% M5S).  Rispetto alle aspettative del 2022, il 39% degli italiani giudica il lavoro del governo peggiore di quanto si aspettasse, il 26% in linea con le attese, l’11% migliore; il 17% dichiara di non avere avuto aspettative particolari e il 7% non si esprime.  Secondo il sondaggio, inoltre, fra gli elettori FdI il 38% ritiene che il governo abbia fatto meglio del previsto e il 49% in linea; fra quelli di Futuro Nazionale prevale invece la delusione, con il 47% che indica “peggio di quanto mi aspettavo” (base campionaria ridotta).  Alla domanda se l’Italia sia andata nella direzione giusta o sbagliata, il 53% risponde “direzione sbagliata” e il 31% “direzione giusta”, con il 16% di indecisi. Il giudizio ricalca le differenze politiche (97% “direzione giusta” fra gli elettori FdI, 88% “direzione sbagliata” fra quelli PD), ma anche qui gli elettori di Futuro Nazionale si dividono (57% “direzione giusta”, 41% “direzione sbagliata”). Il segmento più critico è quello dei 18-34enni (60% “direzione sbagliata”), quello meno critico gli over 50 (44% “direzione sbagliata” fra i 50-64enni).  Su nessuno dei nove temi proposti i giudizi positivi raggiungono la maggioranza. Il tema in cui il governo ottiene il risultato migliore è la politica estera e il ruolo internazionale dell’Italia (33% positivi, 52% negativi, 15% non sa), seguita da immigrazione (27% positivi, 63% negativi) ed economia e crescita (26%-63%). Su lavoro e salari (24%-65%), sicurezza (24%-68%) e giustizia (22%-67%) i positivi sono poco sopra un quinto.  
Le bocciature più nette riguardano i temi che toccano direttamente il portafoglio: sanità (20% positivi, 72% negativi), tasse (18%-72%) e soprattutto costo dell’energia e delle bollette, dove i positivi si fermano al 16% contro il 76% di negativi (49% “molto negativo”).  Le crepe raggiungono anche l’elettorato di governo. Fra gli elettori FdI il consenso è altissimo su immigrazione (84%), politica estera (84%) ed economia (79%), ma scende al 57% sulle tasse e sull’energia i negativi (49%) superano i positivi (41%). Fra gli elettori di FI, Lega e Noi Moderati i positivi sono maggioritari su politica estera (81%), economia, lavoro, immigrazione e sanità, mentre su tasse (43%-57%) ed energia (37%-62%) prevalgono i negativi. Fra gli elettori di Futuro Nazionale il giudizio è negativo su tutti i temi tranne la politica estera (47%-51%, quasi in parità), con punte di bocciatura sulla sanità (80% negativi) e sull’energia (65%) (basi campionarie ridotte).  Per l’ultima manovra della legislatura- quello che emerge dal sondaggio di Youtrend per Sky TG24 – gli italiani chiedono di destinare la maggior parte delle risorse all’aiuto a famiglie e imprese sulle bollette (25%) e all’aumento della spesa sanitaria (24%), seguiti dalla riduzione delle tasse sui redditi medi (21%). Più staccati l’aumento delle pensioni più basse (9%), la riduzione del debito pubblico (8%) e la spesa per difesa e sicurezza (4%); il 9% non si esprime.  
Le priorità cambiano nettamente lungo l’asse politico: le bollette sono la prima voce fra gli elettori M5S (37%), AVS (36%) e Futuro Nazionale (30%); la sanità domina fra gli elettori AVS (46%) ed è la prima scelta anche fra gli over 65 (34%) e i laureati (33%); la riduzione delle tasse sui redditi medi è invece la priorità principale sia fra gli elettori FdI (31%) e di FI, Lega e Noi Moderati (34%) sia, un po’ a sorpresa, fra quelli del PD (35%). Sulla capacità del governo di affrontare il tema dei prezzi di energia e carburanti nei prossimi mesi, dopo i rincari innescati dalla crisi nel Golfo, il 68% degli italiani esprime poca (26%) o nessuna (42%) fiducia, contro il 20% che ne ha molta o abbastanza; il 12% non si esprime. La sfiducia è pressoché unanime nel Campo Largo (91% PD, 95% M5S, 97% AVS) e coinvolge anche metà degli elettori di FI, Lega e Noi Moderati (49%) e il 56% di quelli di Futuro Nazionale; solo fra gli elettori FdI la fiducia è maggioritaria (67%). Sull’immigrazione, dopo il caso di Ceuta e la sospensione degli accordi di Schengen con la Spagna, la fiducia è più alta ma resta minoritaria: il 28% ha molta o abbastanza fiducia nella capacità del governo di gestire il tema, il 64% poca o nessuna, l’8% non sa. L’elettorato di governo è più compatto che sull’energia (88% di fiducia fra gli elettori FdI, 64% fra quelli di FI, Lega e NM), mentre gli elettori di Futuro Nazionale si dividono esattamente a metà (50% fiducia, 49% sfiducia).  
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Vannacci sfiora l’8% e supera Forza Italia, M5S in recupero: sondaggio politico

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(Adnkronos) – Futuro Nazionale del generale Vannacci supera Forza Italia, mentre il M5S recupera terreno. Sono questi i dati salienti contenuti nell'ultimo sondaggio politico Youtrend per Sky TG24. Più nel dettaglio, Fratelli d’Italia si conferma primo partito al 26,5% (+0,1% rispetto al 22 luglio). Il Partito Democratico sale al 22,2% (+0,3%) e il distacco fra i due si attesta a 4,3 punti. Il Movimento 5 Stelle registra la crescita più consistente della rilevazione e risale al 12,6% (+1,1%), recuperando il terreno perso nelle ultime settimane di luglio. Nel centrodestra si compie il sorpasso che le rilevazioni di luglio avevano preannunciato: Futuro Nazionale sale al 7,9% (+0,3%) e supera Forza Italia, che scende al 7,1% (-0,8%), diventando la quarta forza nazionale. La Lega arretra al 4,4% (-0,5%) e Noi Moderati è allo 0,9% (+0,1%).  La maggioranza di governo (FdI, FI, Lega, NM) si ferma al 38,9% (-1,1%); includendo Futuro Nazionale, l’intera area di centrodestra vale il 46,8%.  A sinistra Alleanza Verdi-Sinistra scende al 5,8% (-1%). Il Campo Largo (PD, M5S, AVS) si attesta complessivamente al 40,6%, sopra la maggioranza di governo di quasi due punti ma sotto il centrodestra allargato a FN. Nell’area centrista Azione sale al 3,9% (+0,2%), Italia Viva al 2,4% (+0,3%), mentre +Europa scende all’1,6% (-0,3%); il Partito Liberaldemocratico è all’1,3% e la lista Ora all’1,1%. L’area degli indecisi e astenuti torna a calare sensibilmente, al 33,6% (-4,4%), riassorbendo buona parte del calo di affluenza registrato a fine luglio.  
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A Perugia nasce il Comitato Regionale ASC dell’Umbria, Pacialeo eletta presidente

PERUGIA (ITALPRESS) – Si è svolta a Perugia, presso la sede di Confcommercio Umbria, l’Assemblea Costituente del Comitato Regionale dell’Umbria di ASC – Attività Sportive Confederate, Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI. Si tratta del primo Comitato Regionale costituito nell’ambito del sistema Confcommercio: un passaggio che segna concretamente l’integrazione tra il mondo dello sport organizzato e la rete dell’impresa italiana.
L’Assemblea ha riunito numerose associazioni e società sportive, dirigenti, tecnici e realtà del territorio umbro, a testimonianza dell’interesse con cui il movimento sportivo regionale guarda a una rappresentanza capace di unire sport, professioni e impresa.
Al tavolo dei lavori Stefano Lupi, Vicepresidente di Confcommercio Umbria; Alessandro Londi, Direttore Generale di ASC e Presidente della FIIS – Federazione Italiana Imprenditori Sportivi; Valter Vieri, Consigliere ASC e Presidente di EBISport; e Annamaria Pacialeo, Presidente di Confcommercio Professioni Umbria e Consigliere nel Direttivo delle Associazioni Professioni di Confcommercio Nazionale. Gli interventi hanno messo al centro il valore dell’integrazione tra sport e impresa nel sistema confederale, il ruolo del CCNL Sport e della bilateralità di EBISport a tutela dei lavoratori e delle organizzazioni sportive, e le opportunità che il sistema Confcommercio offre alle realtà sportive del territorio.
Al termine del dibattito, l’Assemblea ha eletto alla Presidenza del nuovo Comitato Regionale Annamaria Pacialeo. Il Consiglio Regionale risulta composto da Vasco Gargaglia, Stefano Lupi, Giovanni Rubeca e Barbara Carli. Grande elettore dell’Assemblea, Maddalena Terracina.
Il Comitato Regionale dell’Umbria opererà per lo sviluppo delle attività sportive confederate sul territorio, per l’affiliazione e l’assistenza di ASD e SSD, per la promozione di eventi e attività formative e per la costruzione di progettualità condivise con Confcommercio Umbria, cui va il ringraziamento di ASC per la collaborazione e l’ospitalità.
A conclusione dei lavori è stata sottoscritta la Convenzione Quadro di adesione, integrazione confederale e disciplina dei servizi tra ASC, Confederazione dello Sport, FIIS e Confcommercio Umbria: un accordo che rende l’Umbria la prima Regione in cui il sistema sportivo confederale si integra pienamente nel sistema associativo di Confcommercio.
Per effetto della Convenzione, le associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate ad ASC, le imprese sportive aderenti a FIIS e i lavoratori sportivi del territorio entrano a far parte del sistema associativo Confcommercio, con l’accesso ai servizi confederali, alle convenzioni e alle agevolazioni della più grande rete di rappresentanza d’impresa del Paese.
L’accordo, di durata triennale, prevede inoltre: servizi di consulenza, assistenza amministrativa, fiscale e giuslavoristica dedicati al mondo sportivo; attività di formazione, sicurezza e welfare in raccordo con EBISport, ente bilaterale del CCNL Sport; spazi, sportelli e segreteria organizzativa presso le sedi Confcommercio; e, in senso inverso, condizioni agevolate per gli associati Confcommercio nell’accesso a palestre, piscine, centri e impianti sportivi affiliati ASC, insieme a tornei, eventi e programmi di benessere aziendale dedicati alle categorie del commercio, del turismo e dei servizi. Un Tavolo Tecnico Territoriale tra le Parti ne garantirà l’attuazione e il coordinamento.
“La costituzione del Comitato Regionale dell’Umbria e la firma della Convenzione Quadro – ha dichiarato Alessandro Londi, Direttore Generale di ASC – rappresentano un modello che mettiamo a disposizione dell’intero sistema: lo sport come impresa e come servizio alle comunità, con una rappresentanza territoriale che unisce associazioni e società sportive, professionisti e imprese. Da oggi i nostri affiliati umbri sono parte del sistema Confcommercio, con servizi e tutele reali. L’Umbria apre una strada che intendiamo percorrere in tutte le Regioni, insieme alle Confcommercio territoriali che vorranno condividere questo percorso”.
“Ringrazio l’Assemblea per la fiducia – ha aggiunto Annamaria Pacialeo -. Lavoreremo per radicare ASC sul territorio umbro, al fianco delle realtà sportive e delle imprese del settore, valorizzando le sinergie con il sistema Confcommercio. Il primo passo concreto arriverà già nella seconda metà di settembre, con l’attivazione presso Confcommercio Umbria dello Sportello PASS – Punto Assistenza Sport e Sociale: uno sportello di orientamento gratuito rivolto ad associazioni e società sportive dilettantistiche, lavoratori sportivi ed enti del Terzo Settore, che offrirà un primo supporto informativo su adempimenti, lavoro sportivo, registri e opportunità di finanziamento. PASS è la rete nazionale promossa da ASC con il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e ospitata presso le sedi territoriali di Confcommercio: l’Umbria entra così, da subito, in un sistema di servizi pensato per chi fa sport ogni giorno sul territorio”.

– foto ufficio stampa ASC –
(ITALPRESS).

Sospetti finanziamenti illeciti, due dirigenti di Reform Uk si dimettono: Farage in piena bufera

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(Adnkronos) – Due responsabili del partito britannico Reform Uk si sono dimessi oggi, dopo che il partito è stato coinvolto in una nuova controversia, legata a sospetti finanziamenti illeciti. Ieri, nel primo giorno del congresso del partito a Birmingham, l’emittente Channel 4 ha trasmesso un servizio realizzato con una telecamera nascosta, nel quale si vede uno stretto collaboratore del leader di Reform Uk, Nigel Farage, proporre un modo per aggirare la legge elettorale al fine di ottenere denaro da un donatore americano. Il donatore americano e suo figlio, comparsi nel servizio di Channel 4, erano in realtà investigatori di un gruppo d’inchiesta chiamato Verbatim Investigations, fondato da giornalisti del Centre for Climate Reporting. "Le due persone coinvolte si sono dimesse dai rispettivi incarichi in attesa delle conclusioni dell’indagine", ha annunciato un portavoce del partito in un comunicato. Si tratta del principale collaboratore di Nigel Farage, Dan Jukes, e il responsabile della politica della Riformista James Orr.  Il Partito Laburista e i Liberal Democratici hanno denunciato Reform alla Metropolitan Police. La polizia ha dichiarato giovedì che avrebbe valutato la questione e le eventuali informazioni fornite. Il partito intanto ha aperto un'indagine interna. "Il partito ritiene importante che l'indagine possa procedere in modo indipendente e senza pregiudizi", ha spiegato un portavoce di Reform Uk secondo quanto riferisce la 'Bbc'. Reform, comunque, intanto, ha affermato di essere stata "il bersaglio di una bufala perpetuata da attivisti per il cambiamento climatico finanziati dall'estero".  Channel 4 ha trasmesso immagini girate durante un pranzo a Clacton, nell’Essex, con un giornalista che si fingeva il figlio residente nel Regno Unito e un attore che interpretava il suo presunto padre americano. Di fronte a loro c’erano Jukes e il leader di Reform UK, Nigel Farage. Nel servizio, andato in onda ieri sera, racconta la 'Bbc', si vede Jukes suggerire un modo per aggirare la legge elettorale e assicurarsi una donazione straniera di 500.000 di sterline per il partito. Farage afferma che "è tutto perfettamente regolare", dopo che il figlio gli ha detto di essere da tempo in discussione sia con Jukes sia con James Orr, responsabile delle politiche di Reform, riguardo alla questione. "Sarò io il donatore ufficialmente registrato", dice il figlio. "Ma poi papà manderà i soldi a me e, non appena sarà fatto tutto questo e si saranno avute tutte quelle conversazioni, il denaro sarà disponibile". "Grazie. Bene, grazie a entrambi. Grazie", afferma Farage. La legge elettorale stabilisce che, per poter effettuare una donazione legalmente ammessa a un partito politico britannico, è necessario essere un elettore registrato nel Regno Unito oppure una società registrata nel Regno Unito. In questo caso, il figlio sarebbe un donatore autorizzato, mentre suo padre non lo sarebbe. In precedenza, nel servizio di Channel 4 News, prima che venisse suggerita una donazione di mezzo milione di sterline, Channel 4 afferma che Orr aveva suggerito al giornalista sotto copertura che il padre avrebbe potuto finanziare dei sondaggi d’opinione per sostenere la campagna elettorale di Reform.  
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Miracolo in Nepal, estratti vivi due operai rimasti intrappolati in una galleria 9 giorni dopo l’alluvione

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(Adnkronos) – Nessuno più ci credeva, eppure quello che è successo in Nepal qualche ora fa è un vero e proprio miracolo: due operai, rimasti intrappolati in un tunnel afferente alla centrale idroelettrica situata lungo il fiume Trishuli, sono stati estratti vivi a nove giorni dall'alluvione che ha devastato il Paese.   L'ufficio del Ministro dell'Energia Biraj
Bhakta Shrestha ha identificato i due lavoratori estratti dal tunnel della centrale idroelettrica Upper Trishuli 3A come Sanjay
Sah, un caposquadra meccanico, e Kabir Maharjan, un supervisore meccanico. Secondo quanto riportano Reuters e Bbc, che citano fonti ufficiali, le condizioni del primo non sono critiche mentre il secondo non riesce a muovere mani e gambe. Il medesimo funzionario ha confermato l'avvenuto trasferimento dei due uomini presso una struttura ospedaliera di Kathmandu.
 Le autorità e le squadre di soccorso ipotizzano che il crollo di un ghiacciaio, verificatosi il 26 agosto nel corso superiore del fiume Trishuli, abbia intrappolato almeno 900 persone all'interno dei tunnel di sei distinti progetti idroelettrici dislocati lungo il bacino fluviale. In totale sono oltre 1200 le vittime dell'alluvione al confine con la Cina, mentre altre 5.083 sono le persone che risultano al momento disperse come afferma l'agenzia nepalese per la gestione delle catastrofi, citata dall'agenzia Afp.  
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Scuola, Save the Children: “In istituti professionali il tasso di abbandono è quadruplo rispetto ai licei”

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(Adnkronos) – L’8,2% dei giovani tra i 18 e i 24 anni possiede al massimo la licenza media e non è inserito in percorsi di istruzione o formazione, un dato, quello della dispersione scolastica, che ha registrato un sensibile miglioramento negli anni attestandosi in Italia su un valore di poco inferiore alla media dell’Unione europea (9,1%), con una differenza tra ragazzi (10,1%) e ragazze (6,2%). Tale miglioramento non ha tuttavia colmato le disuguaglianze territoriali: nelle Isole la dispersione è al 13,7% contro il 6,8% del Nord Est. E' quanto emerge dal dossier 'Attraversamenti. La formazione tecnica e professionale: tra percorsi di riforma, equità e orientamento', diffuso oggi da Save the Children, in vista della riapertura delle scuole e alla luce del dibattito ancora in corso sull’avvio della riforma, che ridisegna la formazione tecnico-professionale in Italia, con un rafforzamento del legame tra scuola e mondo del lavoro. Negli istituti professionali il tasso di abbandono raggiunge il 5,3%, circa quattro volte rispetto a quello dei licei (1,3%), e negli istituti tecnici è del 3,7%3. La probabilità di completare il secondo ciclo di istruzione è influenzata da fattori come il livello di istruzione della famiglia (tra chi ha genitori con al massimo la licenza media gli Elet sono il 20,7%, il 3,9% tra chi ha genitori diplomati e l’1,1% laureati) e la cittadinanza (tra i giovani con cittadinanza straniera, gli Elet sono il 26,2%, circa 20 punti percentuali in più rispetto ai giovani con cittadinanza italiana, con le differenze più elevate tra chi è arrivato in Italia dopo aver compiuto 10 anni).  Il dossier analizza la riforma della filiera tecnico-professionale con l’introduzione del modello 4+2 nel sistema di istruzione italiano – cioè quattro anni di scuola superiore più due anni negli Its Academy (Istituti Tecnologici Superiori) – un modello che da quest’anno scolastico entra nell’offerta ordinaria del secondo ciclo, dopo una fase sperimentale. Attraverso la voce di 15 esperti tra rappresentanti delle amministrazioni centrali e regionali, dirigenti scolastici, enti di formazione professionale e soggetti del mondo produttivo, e quella di 65 studentesse e studenti di istituti tecnici, professionali e Iefp (Istruzione e Formazione Professionale), lo studio realizzato dal Polo Ricerche di Save the Children in collaborazione con Ipazia Ricerche, approfondisce il nuovo modello di istruzione tecnico-professionale in termini di equità e diritto all'istruzione.  "Il sistema di istruzione secondaria tecnica e professionale in Italia oggi è uno specchio delle disuguaglianze educative: esperienze di assoluta avanguardia coesistono con la povertà strutturale e formativa, realtà diametralmente opposte. La riforma della filiera tecnico-professionale incide nell’area dove si concentrano i più forti divari economici e territoriali del sistema di istruzione e attualmente i percorsi di istruzione professionale e di IeFP intercettano in misura maggiore proprio studenti di contesti socioeconomici fragili, con background migratorio e difficoltà scolastiche pregresse". A dirlo è Raffaela Milano, direttrice ricerca di Save the Children Italia, in occasione della pubblicazione del dossier dell'ong. Il report analizza la riforma della filiera tecnico-professionale con l’introduzione del modello 4+2 nel sistema di istruzione italiano. "È fondamentale, dunque, comprendere come potrà garantire opportunità educative di qualità, senza accentuare le debolezze già presenti – aggiunge -. Uno degli obiettivi essenziali della riforma è il superamento dell’attuale frammentazione dei percorsi, per costruire una offerta formativa integrata che stia al passo con l’innovazione del mondo del lavoro, strutturando alleanze sui territori. Vi sono, però, molti nodi critici sui quali è necessario intervenire. A partire dalle necessità di colmare il deficit di informazione che ha caratterizzato questa prima fase di avvio; di investire sull’orientamento; di assicurare percorsi di studio che non comprimano le discipline di base; di garantire la possibilità di modificare la scelta iniziale, vista la giovane età in cui questa si compie; di costruire percorsi laboratoriali di alto livello anche nei territori più fragili a livello imprenditoriale e un incontro con il mondo del lavoro che assicuri sempre qualità, coerenza con il progetto formativo, tutela della sicurezza e della salute", ha concluso Milano. Nei primi due anni di sperimentazione della riforma della filiera tecnico-professionale con l’introduzione del modello 4+2 nel sistema di istruzione italiano, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha autorizzato 628 percorsi quadriennali di istruzione tecnica e professionale, ma ne sono stati avviati solo 442 in 307 scuole, con una concentrazione maggiore al Sud e nelle Isole. A marzo 2026 il ministero ha autorizzato 532 nuovi percorsi quadriennali per l’offerta 2026/27, con il coinvolgimento di oltre 700 istituzioni scolastiche, circa 400 delle quali entrano nella filiera per la prima volta. L’avvio di questo anno scolastico (2026/27) registra 10.532 iscrizioni online ai percorsi quadriennali, circa 5mila in più rispetto al precedente, ma a scegliere questi percorsi è ancora un numero limitato di studenti, l’1,9% dei neo-iscritti alle scuole superiori. Nei primi due anni di sperimentazione, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha ampliato l’offerta, soprattutto di percorsi di istruzione tecnica al Sud e nelle Isole.  In Italia negli ultimi dieci anni, a fronte di un numero complessivo nelle scuole secondarie statali di secondo grado rimasto pressoché invariato, i licei hanno guadagnato più di 100mila studenti mentre l’area professionale ne ha persi 103mila e gli istituti tecnici sono rimasti stabili. Per l’anno scolastico 2026/27, più della metà degli studenti ha scelto un liceo (55,9%), poco meno di uno su tre un istituto tecnico (30,8%) e il 13,3% uno professionale, con un forte squilibrio di genere: nell’anno scolastico 2024/25 se nei licei le ragazze rappresentavano il 61,5%, negli istituti tecnici scendevano al 31,8% ed erano il 44,2% negli istituti professionali. Nell'anno che si avvia a partire, spiegano dall'ong, restano marcate anche le differenze territoriali: in Lazio, Sicilia, Abruzzo, Campania, Molise e Umbria più del 60% degli studenti sceglie il liceo, mentre in Veneto ed Emilia-Romagna prevalgono gli indirizzi tecnici e professionali, invece in Lombardia la distribuzione è quasi paritaria (49,4% licei, 50,6% indirizzi tecnici e professionali).  Negli istituti tecnici, il settore tecnologico raccoglie il 19,1% delle domande online di iscrizione al primo anno complessive; il settore economico l’11,8%. Tra gli istituti professionali, l’indirizzo più scelto è Enogastronomia e ospitalità alberghiera (4,2% delle domande di iscrizione al primo anno complessive), seguito da Servizi per la sanità e l’assistenza sociale (2,3%), Manutenzione e assistenza tecnica (1,9%), Servizi commerciali (1,4%) e Industria e artigianato per il Made in Italy (1,1%). Per quanto riguarda, invece, i percorsi di istruzione e formazione professionale (Iefp), la maggior parte degli iscritti al primo anno frequenta istituzioni formative accreditate (80,7%) rispetto ai percorsi erogati dagli istituti scolastici in regime di nuova sussidiarietà (19,3%), con significative differenze territoriali: il Nord raccoglie il 67,4% del totale degli iscritti dal primo al quarto anno – con la Lombardia che da sola ne conta quasi un terzo del totale nazionale – il Centro l’11,2% e il Mezzogiorno il 21,4%. Il 69% degli studenti dell’Iefp si trova in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna e Sicilia. Gli studenti iscritti al primo anno con cittadinanza straniera sono il 20,6% . Tra il 2017/18 e il 2023/24 i percorsi Iefp hanno perso il 37,7% degli studenti iscritti al primo anno e solo il 10% frequenta il quarto anno necessario al conseguimento del diploma. "La riforma tecnico-professionale ha l’ambizione di fornire a ragazze e ragazzi competenze di alto livello e di rafforzare il dialogo tra scuola e mondo del lavoro – sottolinea Giorgia D’Errico, direttrice delle Relazioni istituzionali di Save the Children -. Per farlo è necessaria una domanda di lavoro in grado di valorizzare tali competenze attraverso occupazioni qualificate, retribuzioni adeguate e prospettive di crescita, da garantire anche con un investimento in innovazione, politiche industriali e qualità del lavoro. Senza questi elementi si rischia di attribuire alla scuola la responsabilità di squilibri che dipendono anche dalle strategie industriali e dalle caratteristiche strutturali dell’economia italiana. Al tempo stesso, è necessario assicurare un adeguato equilibrio tra competenze di base e civiche e competenze tecniche, con particolare attenzione ai settori maggiormente interessati dalle trasformazioni tecnologiche, digitali e ambientali".  Per D'Errico è "fondamentale che Governo e Regioni investano in modo strutturale nell’orientamento, nella qualità della didattica, nel rafforzamento di reti territoriali inclusive e in un sistema stabile di governance. Un elemento essenziale resta l’orientamento scolastico. La scelta del percorso avviene precocemente e la possibilità di modificarlo non è uguale per tutti. Occorre, quindi, prevenire rischi di esclusione che potrebbero penalizzare gli studenti più svantaggiati per condizione sociale, background migratorio, genere o storia scolastica. Per farlo, serve un orientamento equo, capace di sostenere concretamente famiglie e studenti, affinché ogni adolescente possa costruire il proprio futuro e scegliere la propria strada senza che le condizioni di partenza ne determinino il percorso", conclude. "A 14 anni, quando scegliamo la scuola superiore è difficile capire subito cosa vogliamo fare in futuro, quindi la scelta avviene anche in maniera abbastanza superficiale. Mi sembra che questa riforma vincoli abbastanza gli studenti e li concentri più su un settore specifico, eliminando poi anche [le possibilità] di lavoro al di fuori della scuola scelta". E' il punto di vista di uno studente del quarto anno di un istituto tecnico raccolto nel dossier 'Attraversamenti. La formazione tecnica e professionale: tra percorsi di riforma, equità e orientamento', diffuso oggi da Save the Children in vista della riapertura delle scuole. Il report analizza la riforma della filiera tecnico-professionale con l’introduzione del modello 4+2 nel sistema di istruzione italiano che da quest’anno scolastico entra nell’offerta ordinaria del secondo ciclo, dopo una fase sperimentale. Lo fa dando voce a 15 esperti tra rappresentanti delle amministrazioni centrali e regionali, dirigenti scolastici, enti di formazione professionale e soggetti del mondo produttivo e 65 studenti di istituti tecnici, professionali e Iefp (Istruzione e formazione professionale). "Studenti e famiglie si trovano spesso disorientati, con difficoltà a comprendere le proposte offerte dalla riforma – spiegano dall'organizzazione non governativa -: dalla formula del 4+2 alle differenze tra i titoli di studio, ma anche il collegamento tra percorsi quadriennali e Its Academy, il passaggio tra diversi canali e i possibili sbocchi futuri non risultano sempre chiari, secondo quanto emerge dalle interviste. Oltre alle scarse risorse informative, nella fase di orientamento c’è il rischio che le scelte tendano a riprodurre stereotipi e pregiudizi a scapito di studentesse e studenti con fragilità sociali ed economiche. C'è poi, secondo quanto emerge dalle interviste, un altro rischio, quello che la riforma rafforzi i meccanismi di ‘selezione implicita’, ovvero che ostacoli diversi – dai vincoli informativi, a quelli socioeconomici, didattici, organizzativi e territoriali – si concentrino sugli stessi studenti, restringendo le opportunità di chi parte da situazioni meno favorevoli per condizione socioeconomica, background migratorio, genere o storia scolastica. "Il rischio – sottolineano da Save the Children – è che con la riforma si amplino le disuguaglianze territoriali e sociali, soprattutto nei contesti di povertà educativa o dove le risorse informative, culturali e socioeconomiche sono limitate".  "Magari capita a un ragazzo di trovare una scuola che gli piace, con un indirizzo che gli piace, però effettivamente la scuola è troppo lontana e quindi difficile da raggiungere e diventa anche questo un ostacolo molto grande per alcune famiglie che fanno più fatica dal punto di vista economico – racconta uno studente del quarto anno di un istituto professionale -. Altre scuole, invece, necessitano di comprare dell'attrezzatura oppure dei particolari servizi per accedere diventano più difficoltose anche qui per le famiglie che hanno una condizione economica più svantaggiata". Per questo, secondo gli esperti intervistati da Save the Children, è "fondamentale sostenere la reversibilità, cioè la possibilità effettiva per gli studenti di modificare la scelta del percorso nel secondo ciclo: per renderla effettivamente praticabile servono, però, informazioni chiare, procedure condivise per il riconoscimento dei crediti, attività di recupero e forme di accompagnamento". Alcuni esperti evidenziano, inoltre, che molti studenti arrivano alla Iefp o a percorsi professionalizzanti dopo "traiettorie scolastiche non lineari" con il rischio, in una filiera rigida, di non intercettare i bisogni degli adolescenti. Nei percorsi statali, il passaggio da cinque a quattro anni e la riorganizzazione della didattica rischiano di ridurre lo spazio dedicato alle materie umanistiche e all’acquisizione di competenze di base e civiche necessarie per comprendere problemi complessi. "La scuola dovrebbe assolutamente aiutarci a prepararci a entrare nel mondo del lavoro, ma non solo nella prospettiva di saper fare quel mestiere – dice D. che frequenta il quarto anno di un Istituto tecnico -. Per questo penso che il modello 4+2 ha le sue incertezze. Prima di entrare nel mondo del lavoro devi sapere come funziona il mondo in generale. Secondo me le superiori ti aiutano anche a darti queste nozioni che non sono solo sul saper fare quel mestiere, ma anche sul saper gestire l'ambiente in cui sei". "Una delle principali sfide della riforma – sottolineano da Save the Children – riguarda proprio l’attuazione della filiera 4+2 nei territori: se i percorsi statali sono diffusi in modo piuttosto uniforme in tutto il Paese, la Iefp presenta una distribuzione diseguale, con il Nord che raccoglie il 65,8% degli iscritti al primo anno. La filiera non si costruisce dunque in modo uniforme: i sistemi più solidi sono quelli in cui le regioni hanno investito in modo continuativo nel tempo, come Lombardia, Veneto e Piemonte, e dove esiste già un sistema Iefp consolidato e relazioni di fiducia e collaborazione tra scuole, enti di formazione, Its Academy e imprese. Nei territori dove uno o più segmenti della filiera sono deboli, la loro integrazione rischia di rimanere fragile, rafforzando i divari". A livello nazionale è significativo il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Nel 2025, circa nel 47% dei casi le aziende dichiaravano difficoltà nel reperire diplomati tecnici e professionali, mentre per i diplomati ITS Academy la quota sale al 57,3%. “Ogni anno decine di migliaia di giovani lasciano l’Italia, alla ricerca di un lavoro che sappia valorizzare le loro competenze e offrire stabilità economica, prospettive che non vedono nel nostro Paese – dice Raffaela Milano, direttrice Ricerca di Save the Children Italia -. Dobbiamo ricucire i fili questa fiducia spezzata. La scuola e gli attori della formazione professionale non possono essere lasciati soli di fronte a un compito che riguarda tutti: il mondo delle imprese e delle professioni, le università, i sindacati, il terzo settore, le istituzioni a ogni livello: solo attraverso alleanze educative e formative che mettano al centro il protagonismo giovanile, con investimenti concreti e obiettivi condivisi, si può dare libero corso alle aspirazioni dei ragazzi e delle ragazze", conclude. 
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Incendio al Conca d’Oro di Palermo, si riunisce un tavolo di confronto permanente. Tamajo: “Niente allarmismi”

PALERMO (ITALPRESS) – Si è riunito presso la sede dell’assessorato alle Attività produttive della Regione Siciliana un tavolo di confronto straordinario convocato dall’assessore regionale, Edy Tamajo, per fronteggiare gli sviluppi in seguito all’incendio divampato al centro commerciale Conca d’Oro di Palermo lo scorso 1 settembre.

L’incontro, durato circa due ore, si è svolto alla presenza del sindaco del capoluogo, Roberto Lagalla, e di una cerchia di rappresentanti sindacali e titolari delle aziende più colpite. L’incontro ha evidenziato “ottimismo”, parola dell’assessore Tamajo, che ha sottolineato l’analisi generale messa in campo coinvolgendo da subito tutti i soggetti preposti al sostegno economico di lavoratori, famiglie e imprese, per un tavolo di confronto permanente e già riconvocato per il prossimo 11 settembre alle ore 10:C’è la volontà da parte di tutti gli uffici di procedere in maniera rapidissima alla ricostruzione delle parti del Conca d’Oro interessate dall’incendio. Non vogliamo creare allarmismi e preoccupazioni – sottolinea -, è presto per quantificare i lavoratori che potranno tornare operativi (dei 1500 circa in totale ndr.). Abbiamo invitato tutti gli uffici competenti, dai Vigili del Fuoco, a Inail, Inps, Curatela fallimentare e le varie proprietà immobiliari, cercando di comprendere – afferma Tamajo – quali sono i tempi e le questioni rispetto a una riapertura del centro dal punto di vista settoriale, considerando che il 70% della struttura non è stata interessata dall’incendio e dai suoi danni”.

A domanda specifica sulle tempistiche, l’assessore rimarca come sia “sbagliato” parlarne, perché “nel momento in cui lo facciamo e sbagliamo di un giorno dite che la politica non le rispetta”.

Una fiducia di massima condivisa anche dal sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, che attenziona l’efficienza di un “sistema città” che in questa occasione ha “funzionato come non mai”. “Oggi – ricorda il primo cittadino – sarà depositata la perizia tecnica del nucleo investigativo dei Vigili del Fuoco, abbiamo buon motivo per dire che i tempi di riapertura del 70% del centro non direttamente colpito siano auspicabilmente molto brevi. Per il restante 30% – dichiara – si deve parlare di un medio termine, che concretizzeremo nella stabilizzazione di questo tavolo presso le attività produttive”.

“C’è la volontà della proprietà – sottolinea Lagalla -, così come quella di sostenere i lavoratori che resteranno esclusi e l’impegno per creare una procedura autorizzativa per poter tagliare tutti i tempi burocratici ordinari, che non farebbero altro che minare il raggiungimento degli obiettivi sul piano della pronta rioccupazione dei dipendenti che dell’economia produttiva del territorio”.

-Foto xi6/Italpress-
(ITALPRESS).