(Adnkronos) – “Il matrimonio dei Me contro Te rappresenta bene un fenomeno tipico del nostro tempo: la progressiva sovrapposizione tra esperienza privata, rappresentazione pubblica e spettacolo. Non credo che il punto sia giudicare la scelta in sé. Dal punto di vista psicologico è più interessante chiedersi che cosa accade quando momenti molto personali, come un matrimonio, vengono vissuti anche attraverso lo sguardo di migliaia di persone”. Così all’Adnkronos il professor David Lazzari, presidente di Benèpsys, l'Osservatorio benessere psicologico e salute, commenta il ‘matrimonio show’ della coppia di YouTuber, Luì e Sofì, i 'Me contro Te', celebrato all'Unipol Arena di Milano, con migliaia di spettatori paganti per partecipare. “I social hanno modificato profondamente il rapporto tra esperienza e rappresentazione. Sempre più spesso non viviamo soltanto qualcosa, ma contemporaneamente pensiamo a come apparirà, a come verrà raccontato, fotografato, condiviso – sottolinea lo psicologo -. Questo può spostare una parte dell’attenzione dall’esperienza reale alla sua immagine e, nel tempo, rischia di farci attribuire alla visibilità un valore che non coincide necessariamente con la qualità di ciò che stiamo vivendo. Nel caso dei Me contro Te c’è poi un elemento particolarmente significativo: una parte molto importante del loro pubblico è costituita da bambini e preadolescenti. A quell’età i modelli hanno un peso forte nella costruzione delle aspettative sulla vita, sul successo e anche sulle relazioni. Un matrimonio trasformato in grande spettacolo può assumere la forma di una fiaba contemporanea, nella quale amore, notorietà, bellezza, consenso e successo finiscono facilmente per fondersi. Non significa che un bambino che assiste a questo spettacolo svilupperà un’idea distorta dell’amore. Sarebbe una conclusione semplicistica. Ma proprio perché i più giovani costruiscono i propri modelli attraverso ciò che vedono, è importante che gli adulti li aiutino a distinguere tra la rappresentazione di una relazione e la relazione stessa”. Secondo Lazzari “il rischio culturale più generale è che, in una società dominata dall’immagine, si finisca per confondere sempre di più la felicità con la sua rappresentazione. Possiamo mostrare una relazione senza necessariamente raccontarne la struttura profonda. Per capire davvero come funziona un legame – conclude – bisogna guardare soprattutto a ciò che accade quando il pubblico non c’è e le telecamere si spengono”.
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Matrimonio show dei Me contro Te, lo psicologo: “Privato e spettacolo ormai si sovrappongono”
Turismo: non solo finanza e fiere, Francoforte attrae sempre più come destinazione culturale
(Adnkronos) – E’ il cuore della finanza del Vecchio Continente, la sede della Banca centrale europea, ospita una delle più importanti Fiere del mondo e un aeroporto che è uno dei principali scali internazionali. E’ la Francoforte che tutti hanno in mente, con i suoi grattacieli che le hanno valso l’appellativo di ‘Mainhattan’, quasi a sfidare la city newyorkese ma sulle rive del fiume Meno (Main) che la attraversa. Eppure, questa che è una delle maggiori città della Germania ha molto di più da offrire anche al visitatore ‘leisure’. Oltre al suo volto ‘business’, infatti, c’è una vita culturale ricchissima, fatta di tradizioni e di heritage, di musica e festival, di musei di prim’ordine, teatri e opera. Una Francoforte che non ti aspetti e che è tutta da scoprire. Sarà anche per questo che Francoforte, insieme alla regione circostante del Reno-Meno, è stata designata per il 2026 ‘Capitale mondiale del design’. Per tutto l’anno un ricco programma di eventi anima la città all’insegna del claim ‘Design per la democrazia. Atmosfere per una vita migliore’. Il design, infatti, nel progetto della Wdc 2026 (World Design Capital) è declinato sul fronte urbano e su come può contribuire alle sfide del nostro tempo, dall’edilizia sostenibile allo sviluppo di alloggi accessibili, dalla mobilità ecocompatibile alla conservazione ed espansione delle aree verdi, fino al grande tema dell’integrazione sociale, che in una città cosmopolita come Francoforte ha un impatto profondo. Un anno, quindi, molto importante per Francoforte, per affermarsi come destinazione culturale e non solo come tappa di un lungo viaggio o come città che si attraversa frettolosamente mentre si va in Fiera o si tengono meeting finanziari. Una meta facile da raggiungere, proprio grazie ai numerosi voli che in un paio di ore la collegano a tutta l’Europa, ideale per un city break anche per un fine settimana. Fiore all’occhiello della Francoforte culturale è il distretto dei Musei, il Museumsufer, una concentrazione unica al mondo che vede susseguirsi sulle due sponde del fiume Meno, il Mainkai e lo Schaumainkai, una trentina di collezioni dedicate alle discipline più varie e considerato uno dei complessi culturali più grandi in Europa. Proprio nei giorni scorsi è stato il palcoscenico del Museumsuferfest, o Museum Embankment Festival per dirlo nella versione inglese. Uno degli eventi culturali più importanti della Germania che ogni anno, a fine agosto, apre le porte degli innumerevoli musei della città e offre ai visitatori tedeschi e internazionali la possibilità di scoprire questo enorme patrimonio che Francoforte custodisce, con aperture serali straordinarie. Una grande festa della cultura, arricchita da performance musicali, spettacoli e area food, che culmina con spettacolari fuochi d’artificio sul fiume Meno. Tra i più gettonati dai visitatori, sulla sponda sud, lo Städel Museum, una delle pinacoteche più importanti della Germania, con oltre tremila dipinti e 100mila fra disegni e incisioni, che illustrano 700 anni di storia dell’arte, passando anche dai capolavori di Dürer, Botticelli, Rembrandt, Monet, Degas, Picasso e Beckmann. Incredibile anche la collezione di sculture ospitata, a pochi passi, nella Liebieghaus, con pezzi dall’antichità, Egitto compreso, fino al Barocco. Sulla stessa sponda c’è poi, solo per citarne alcuni, il Museo del film, che ripercorre la storia del cinema, il Museo della comunicazione, dedicato all’evoluzione mediatica fino all’era digitale, il Museo di Architettura tedesca, recentemente rinnovato, con progetti e modellini di edilizia civile, il Museo delle arti applicate, che ospita mostre temporanee e una selezione di esemplari iconici e che quest’anno è anche l’hub per la Wdc 2026. Spostandosi sull’altra riva del fiume, si incontrano, sempre facendo solo qualche esempio, il Museo archeologico, ospitato nei suggestivi spazi della ex chiesa dei carmelitani, il Museo storico di Francoforte, dove si passa sopra alle fondamenta della città, il Museo ebraico, che si trova all'interno dello storico Palazzo dei Rothschild e narra la storia della cultura ebraica e di come si è intrecciata con quella della famiglia destinata a diventare una delle più potenti al mondo, e completato con il vicino Museo Judengasse, dedicato alla storia moderna della comunità. Spostandosi dalle rive del fiume, si incontra uno dei luoghi più visitati della città e più ‘cari’ al turista appassionato di cultura: la casa natale di Johann Wolfgang von Goethe, al numero 23-25 di Großer Hirschgraben. Qui il grande scrittore è nato nel 1749, ha vissuto con la sua famiglia la sua infanzia (in mostra anche il teatro di marionette con cui giocava da bambino), ha scritto le prime opere tra cui ‘I dolori del giovane Werther’, prima di trasferirsi a Weimer a 26 anni e prima del suo famoso viaggio in Italia. La casa, che dopo alterne vicende diventò museo sin dal 1863, fu bombardata durante la Seconda Guerra mondiale e fedelmente ricostruita subito dopo e inaugurata nel 1951. Oggi, adiacente alla casa natale si può visitare il Museo del Romanticismo tedesco, il primo al mondo, allestito in 35 stazioni interattive e di grande impatto. Ancora, tra i musei più curiosi di Francoforte, ci sono pure il Museo della caricatura e quello della fotografia, il Museo dei giovani e quello di Musica elettronica. Poi, il Museo di storia naturale, tra i più grandi d’Europa. E ci sono anche i Musei che riportano all’anima finanziaria di Francoforte, come il Museo della Moneta e il Museo della Cassa di Risparmio. Visitabili su prenotazione sono anche la sede storica della Deutsche Börse, che permette di accedere alla mostra interattiva e alla galleria da dove si vede la sala in cui avvengono le contrattazioni, e quella ‘nuova’ della Banca centrale europea, grattacielo di vetro e acciaio nella zona est, che sorge sopra la Grossmarkthalle, il vecchio mercato generale all'ingrosso della città. L’esterno che svetta volgendo lo sguardo a est si può vedere anche facendo una crociera turistica lungo il fiume Meno, scegliendo la direzione nord o quella sud o entrambe in un tour che dura dai 50 ai 100 minuti. A ricordare invece la vecchia sede della Bce, prima del trasferimento nel 2015, in centro città è una enorme scultura blu e gialla simbolo dell’euro, tra i punti più instagrammati di Francoforte, in Willy-Brandt-Platz, di fronte all’edificio modernista che ospita la Oper Frankfurt, la ‘nuova’ Opera inaugurata nel 1963 dopo la distruzione durante la guerra dell’Opera storica, poi ricostruita com’era e dov’era e riaperta nel 1981, oggi nota come ‘Alte Oper’. Un edificio maestoso in stile neo-rinascimentale che si affaccia su una piazza teatro ogni anno a giugno di un altro dei Festival più importanti di Francoforte, dedicato proprio alla musica, l’Opernplatzfest. E’ proprio camminando tra Willy-Brandt-Platz e la Alte Oper che si attraversa il distretto finanziario, con i grattacieli che formano quello che è diventato lo skyline di Francoforte, compresa la Main Tower, dove si può salire al 56° piano per affacciarsi dalla piattaforma panoramica, l’unica aperta al pubblico, e che tuttavia non è la più alta essendo stata superata dalla torre della Commerzbank, che attualmente con i suoi 259 metri ha il record nel Paese. Il panorama sullo skyline si può ammirare anche dai ponti sul fiume Meno: il più iconico è quello pedonale, l’Eiserne Steg, disseminato sulle campate in ferro battuto dai ‘lucchetti dell’amore’ che anche qui le coppie usano lasciare a suggello beneaugurante della loro unione. Di fronte al ponte ci si trova direttamente nel cuore del centro storico di Francoforte, quell’agglomerato di case in parte a graticcio quasi interamente ricostruite dopo la guerra, in parte edificate negli anni Cinquanta e con la loro identità (spesso decorate con mosaici sulla facciata), in parte più moderne, come quelle che gli architetti locali hanno costruito negli anni Ottanta interpretando in chiave contemporanea le antiche strutture. Un giro in questa zona, dove è così percepibile quanto si è perso del patrimonio storico-artistico a causa della distruzione portata dalla guerra, è sicuramente un ‘tuffo al cuore’ ma anche un bell’esempio di rinascita civica. Pochissimi gli esemplari di edifici sopravvissuti ai bombardamenti. Tra questi, quasi miracolosamente, l’iconico Römer, che da oltre 600 anni è il Municipio di Francoforte, con la caratteristica facciata merlata che unisce tre edifici, visibile in molte immagini simbolo della città. Domina la Römerberg, la piazza principale dove si affacciano sul lato opposto la Chiesa di San Nicola e una fila di case a graticcio ricostruite fedelmente. E’ su questa piazza che sono nate le fiere, che qui si svolgevano sin dall’epoca medievale e che poi con il passare dei secoli si sarebbero trasferite in quello che è diventato tra i più importanti quartieri fieristici al mondo, la Messe Frankfurt, che si estende tra il quartiere finanziario e la Hauptbahnhof, la stazione centrale inaugurata nel 1888, tra le più trafficate d’Europa. All’interno del Römer si può salire nella Sala dove si tenevano i banchetti in onore degli imperatori appena incoronati nella vicina Cattedrale di San Bartolomeo, altro luogo simbolo della città storica: è a Francoforte, infatti, che furono incoronati dieci imperatori del Sacro Romano Impero. La storia civile della Germania ha a Francoforte un altro forte simbolo: la Paulskirche, costruita tra il 1789 e il 1833 in stile neoclassico, anch’essa bombardata e rifatta, per prima tra gli edifici della città, dopo la guerra, che nel 1848 fu scelta come sede del primo Parlamento tedesco e oggi, non più luogo di culto, resta un ‘tempio’ della democrazia tedesca, con una mostra interattiva e una grande sala per eventi istituzionali. Una delle aree di maggiore impatto da visitare, in un viaggio della ‘ricostruzione’ di Francoforte, è sicuramente la Neue Altstadt, la ‘Nuova città vecchia’, il quartiere storico che collega la Römerberg con la Cattedrale di San Bartolomeo, distrutto durante la Seconda guerra mondiale e poi sostituito da un edificio ‘monstrum’ della burocrazia, che un gigantesco lavoro di rigenerazione urbana ha riportato a nuova vita e restituito alla cittadinanza. Grazie a questo progetto concluso nel 2018, infatti, il centro storico è stato interamente ricostruito, basandosi su documenti, dipinti e fotografie; così, oggi, fanno bella mostra di sé casette colorate (in tutto 35, di cui 15 esattamente fedeli alle originali), piazze e locali storici, come la pasticceria Goldene Waage (dove si può degustare la famosa Frankfurter Kranz, una torta farcita con strati di confettura di lamponi o ribes e crema al burro), e nuove attività che hanno aperto con vincoli commerciali molto stringenti. C’è un altro quartiere storico di Francoforte, di là dal fiume: Sachsenhausen, meno colpito dai bombardamenti e tra i più autentici. Qui, infatti, si trovano le tradizionali taverne dove gustare il famoso vino di mele, l’Apfelwein, che è un prodotto tipico della città, dal 2022 riconosciuto Patrimonio immateriale dell’Umanità dall’Unesco. Questo particolare sidro è abbinato a specialità gastronomiche come i würstel nella versione francofortese, la Schnitzel, sempre in versione locale (per lo più con carne di maiale), servita con la famosa salsa verde a base di erbe aromatiche (Grüne Soße), o ancora l’Handkäse mit Musik, formaggio marinato con cipolle crude, olio, aceto e semi di cumino. Per assaporare le specialità culinarie è d’obbligo anche una visita al mercato centrale della città, il Kleinmarkthalle. Fin dalla fine del 19° secolo, nei suoi 1.500 metri quadrati coperti, ospita 156 bancarelle che vendono prodotti alimentari freschi, fiori, spezie, carne e insaccati, ma anche prelibatezze da ogni parte del mondo, a conferma dell’anima cosmopolita di Francoforte. E’ un luogo di ritrovo soprattutto il sabato, quando residenti e turisti si danno appuntamento per uno spuntino nei numerosi punti di ristoro che ospita al suo interno. Altri luoghi di incontro autentici, simbolo della città, sono le Wasserhäusjer, piccoli chioschi di quartiere dove tradizionalmente si vende l’acqua (storicamente per limitare l’uso di alcool) e che fanno parte della vita quotidiana, tanto da avere anche una data dedicata, il 12 settembre, quando si celebra la ‘Giornata delle casette dell'acqua’. Tra i luoghi dove cercare ristoro, soprattutto nelle estati sempre più calde, ci sono i grandi parchi che ruotano attorno alla cinta cittadina; uno su tutti è il Palmengarten, da 150 anni giardino botanico con serre in vetro in stile liberty e innumerevoli piante autoctone ed esotiche. Mercati contadini tipici si tengono anche più volte a settimana in alcune zone della città, come nella piazza del mercato di Höchst, sobborgo a una decina di chilometri che si raggiunge facilmente con il tram diretto: un quartiere rimasto autentico, che sembra uscito da una fiaba, con viuzze che si aprono tra le case a graticcio di tutti i colori e la chiesa di San Giustino, risalente al 9° secolo che domina il corso del fiume, fra le più antiche della Germania. E poi importanti dimore nobiliari, come il Palazzo Bolongaro, costruito nel Settecento da una ricca famiglia di mercanti piemontesi, o i due castelli, per lungo tempo residenza di funzionari dell’arcivescovado di Magonza: l’Altes Schloss (Castello Vecchio), costruito tra il 14° e il 16° secolo, che svetta con una torre alta bianca affacciato sulla piazza principale e ospita un museo di storia locale, e il Neues Schloss (Castello Nuovo), costruito alla fine del 16° secolo in stile rinascimentale. In centro città, invece, un mercato contadino si tiene ogni giovedì e sabato nella piazza che sovrasta la stazione Konstablerwache, luogo di ritrovo, snodo per le linee della metro e dei treni urbani e ‘porta’ di accesso alle vie dello shopping. Da qui, infatti, si apre il rinomato Zeil, un viale su cui un tempo si affacciavano palazzi di mercanti e oggi si susseguono le insegne di brand globali. Dalla strada prende il nome il centro commerciale MyZeil, fra i più famosi della Germania, che occupa 52mila metri quadrati in una struttura avveniristica in vetro e acciaio che ruota attorno a una grande cono ricurvo che dalla facciata arriva fino al tetto, progettata dallo studio dell’archistar italiano Massimiliano Fuksas e inaugurato nel 2009; dal piano inferiore, con le insegne commerciali, si accede a quello superiore, adibito a food court, salendo con la scala mobile più lunga d’Europa. Non lontano, per un’esperienza di shopping di lusso, ci sono la Goethestraße e la Neue Rothofstraße, con le boutique di alta gamma e i marchi esclusivi. Non mancano sparsi per la città negozietti più autentici, anche se sempre più rari, come i pochi antiquari che ancora ‘resistono’ tra Berliner Straße, Braubachstraße e Fahrgasse: a metà tra mercatini delle pulci e bric-à-brac, rovistando tra migliaia di oggetti se si è fortunati si possono trovare originali souvenir, come le Bembel, antiche brocche decorate con smalto azzurro-grigio usate ancora oggi per versare il vino di mele. Un giro per la Francoforte culturale è, quindi, l’occasione per un viaggio nella storia europea e per scoprire un volto della città meno noto ma altrettanto importante. “Siamo una città di banche e grattacieli, ma anche – afferma Luisa Rützel, Marketing Manager responsabile per l’Italia di Tourismus-und Congress GmbH Frankfurt, l’ente del turismo locale – di antiche case a graticcio e quartieri con il loro personale carattere. Credo che questo mix sia ciò che rende Francoforte speciale. E’ una città di contrasti: internazionale ma personale, moderna ma radicata nella tradizione”. E i dati indicano il crescente appeal culturale di Francoforte. “I dati mostrano che la città è sempre più importante non solo come destinazione business ma anche come destinazione leisure con un’ampia offerta culturale”, aggiunge sottolineando che “l’Italia è rimasta un mercato di provenienza molto importante per Francoforte” e che “c’è un evidente potenziale di ampliare l’immagine della città: l’identità finanziaria è una parte importante di Francoforte, ma è solo un capitolo della storia”. A confermare questo potenziale attrattivo culturale sono anche gli operatori dell’industria turistica. “Francoforte è sempre più frequentata durante gli eventi culturali, come il Museumsuferfest, che sono molto importanti per attirare visitatori. Oltre alla clientela business, abbiamo sempre di più anche una clientela leisure, soprattutto nei fine settimana. Anche nel nostro hotel cerchiamo di offrire pacchetti speciali e di promuovere eventi, soprattutto legati al food nel nostro ristorante latino-americano ‘Greta Oto’. Francoforte è una città dalle molte anime e il nostro hotel vuole rappresentarle”, spiega Holger Hanselmann, general manager del Jw Marriott Hotel Frankfurt, tra le più recenti strutture ricettive della città, finito di rinnovare a gennaio di quest’anno, integrato nel centro commerciale MyZeil. A imprimere una spinta importante è sicuramente l’anno della Capitale mondiale del design, come assicura Carolina Romahn, Managing Director di Wdc 2026: “Wdc 2026 amplia l’immagine di Francoforte e della regione Reno-Meno, che sta guadagnando riconoscimento come hub per la cultura, la creatività e il design. Ora, è cruciale portare avanti il processo che è stato avviato”. (Per informazioni sulla città si può consultate il sito di Visit Frankfurt https://www.visitfrankfurt.travel/). (di Alessia Trivelli)
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Turismo, Rützel (Tcf): “L’anima culturale di Francoforte una nuova storia da raccontare e da scoprire”
(Adnkronos) – Oltre ai grattacieli ci sono le case a graticcio, oltre alle grandi banche i più importanti musei della Germania. Dietro la sua immagine di city finanziaria, Francoforte svela un’anima culturale che in pochi conoscono e che la rende sempre più attrattiva per i visitatori. Per scoprire questo volto inaspettato di una delle principali città tedesche, Adnkronos/Labitalia ha intervistato Luisa Rützel, Marketing Manager responsabile per l’Italia di Tourismus-und Congress GmbH Frankfurt (Tcf), l’ente del turismo locale (https://www.visitfrankfurt.travel/).
Francoforte è conosciuta principalmente, in Europa e in particolare in Italia, come città finanziaria, ma ha anche un significativo appeal culturale. Quali sono i punti di forza in questo senso?
Francoforte è spesso vista principalmente come una città finanziaria e fieristica e molte persone ne conoscono solo l’aeroporto. Per questo, può non essere la prima destinazione che viene in mente per un city break di un weekend in Germania. Sì, siamo una città di banche e grattacieli, ma anche di antiche case a graticcio e quartieri con il loro personale carattere. Abbiamo rooftop bar moderni e tradizionali pub di vino di mele, così come le Wasserhäuschen, i piccoli chioschi che vendono acqua, che sono una parte molto tipica della vita quotidiana di Francoforte. Con circa 780mila residenti, Francoforte non è una città enorme, ma allo stesso tempo vi abitano persone di 180 nazioni diverse, quindi è un posto molto internazionale e vario. Quello che sorprende forse è che, nonostante questo carattere internazionale, Francoforte può ancora essere sentita quasi come un paese in alcuni quartieri, dove le persone conoscono i loro caffè, pub e negozi locali e tutto è relativamente vicino. Abbiamo anche musei e gallerie di livello internazionale, una vivace scena culturale, il fiume Meno che scorre attraverso il centro e il verde per più della metà della città. Si può esplorare un quartiere diverso, gustare un bicchiere di vino di mele, visitare una mostra, cenare lungo il fiume e, in pochi minuti, essere circondati dalla natura. Credo che questo mix sia ciò che rende Francoforte speciale. E’ una città di contrasti: internazionale ma personale, moderna ma radicata nella tradizione. E quando guardi oltre lo skyline c’è molto di più da scoprire.
I musei sono sicuramente un’importante attrazione culturale e c’è anche un Festival dedicato che si tiene ogni anno a fine agosto. Cosa lo rende così unico?
Un altro highlight della città è il Museum Embankment, il distretto dei musei sul lungofiume: è unico al mondo, in nessuna altra parte si possono trovare così tanti differenti musei vicini uno all’altro. Francoforte ha più di 60 musei, dalle collezioni maggiori a quelli dedicati al cinema, all’architettura, alla storia e altro, con mostre di alto livello ogni anno e innumerevoli eventi culturali. E, appunto, ogni anno, nell’ultimo fine settimana di agosto, Francoforte celebra i suoi musei e il suo fiume per tre giorni con il Museum Embankment Festival, il Museumsuferfest, che è una combinazione unica di arte e cultura, musica e gastronomia, e tutto ha luogo direttamente lungo il fiume Meno. Ciò che lo rende particolarmente speciale è anche il suo carattere internazionale e multiculturale. A Francoforte vivono persone da 180 nazioni diverse e questo si può davvero percepire al Festival. L’offerta gastronomica spazia dalle specialità locali alla cucina internazionale, mentre il programma musicale mette insieme molti stili e culture differenti. C’è qualcosa per quasi tutti. Si può visitare una mostra, ascoltare musica live, provare cibo e bevande diversi o semplicemente godere dell’atmosfera della città, tutto in un’area molto piccola. Per l’accesso, c’è anche la possibilità di acquistare uno speciale ‘bottone’ del festival che, per 7 euro, offre l’ingresso libero a tutti i musei partecipanti all’iniziativa per tutta la durata: una grande opportunità, quindi, per scoprire musei che altrimenti non si visiterebbero. Il Festival attrae intorno a un milione di visitatori ed è diventato uno dei più grandi eventi annuali di Francoforte. Mostra davvero cosa rende la scena culturale di Francoforte così speciale: il fatto che qui la cultura non è qualcosa di separato dalla vita della città, ma si svolge proprio al centro di essa.
Quali sono gli altri eventi culturali più importanti dell’anno, in particolare nei prossimi mesi fino a dicembre?
Il calendario dell’autunno e dell’inverno è in effetti molto ricco. Tra gli eventi in programma a settembre, c’è la Festa del vino del Rheingau, in corso fino all’11, che connette Francoforte con la regione vinicola circostante, e la Dippemess d'autunno, un importante festival tradizionale di Francoforte, dall’11 al 27 settembre. Quanto al mese di ottobre, è particolarmente importante dal punto di vista culturale perché si tiene la Frankfurter Buchmesse, la Fiera del libro, che quest’anno è in programma dal 7 all’11, con la Repubblica ceca come ospite d’onore; è la più importante a livello mondiale per i contenuti stampati e digitali e unisce letteratura, editoria, media, film, giochi e uno scambio culturale internazionale. Ottobre è anche un buon mese per sperimentare la tradizione del jazz di Francoforte e i tanti teatri della città, le performance di opera e le mostre; ad esempio, l’annuale ‘Jazz zum Dritten’, nel Giorno dell’unità tedesca, unisce la musica con la storia contemporanea e democratica di Francoforte. In novembre e dicembre, il focus naturalmente si sposta verso le tradizioni natalizie della città. Il Mercatino di Natale di Francoforte si svolge quest’anno dal 23 novembre al 22 dicembre, con più di 230 bancarelle sparse per il centro storico, dal Römerberg a Paulsplatz, fino al Mainkai, Hauptwache e Roßmarkt. Non è solo un mercatino di Natale, ma anche un’esperienza culturale, con i concerti, le performance dei tradizionali ottoni a corno di torre e le famose campane della città. Menzionerei anche le ‘Luci d’inverno’ al Palmengarten, così come i cartelloni dell’opera e dei teatri, e le numerose mostre temporanee nei musei. Quindi, anche al di là della stagione estiva, Francoforte offre un’ottima ragione culturale per un city break.
Ci sono dei dati sul crescente interesse culturale di chi visita Francoforte? E come si colloca il mercato italiano in termini di presenze e di interesse per il lato culturale della città?
I dati sul turismo di Francoforte mostrano che la città è sempre più importante non solo come destinazione business ma anche come destinazione leisure con un’ampia offerta culturale. Nel 2025, Francoforte ha registrato 6,36 milioni di arrivi e 11,02 milioni di pernottamenti. Nonostante fosse un risultato leggermente inferiore rispetto al record eccezionale del 2024, è stato comunque il secondo anno migliore per il turismo nella storia della città. Il mercato nazionale è stato particolarmente forte, con 6,85 milioni di pernottamenti di visitatori tedeschi, un nuovo record. Il mercato internazionale, invece, ha affrontato condizioni più sfidanti nel 2025. Tuttavia, l’Italia è rimasta un mercato di provenienza molto importante per Francoforte. I visitatori italiani hanno generato 179.829 pernottamenti, collocando l’Italia al secondo posto come mercato di provenienza europeo per i pernottamenti a Francoforte, dopo il Regno Unito e prima dei Paesi Bassi. Un dato in calo del 5,6% rispetto al 2024. Per il mercato italiano, c’è un evidente potenziale di ampliare l’immagine di Francoforte. La città è già ben conosciuta in Italia per la finanza, le fiere e il suo aeroporto. Allo stesso tempo, Francoforte offre un forte mix di esperienze culturali; musei e mostre internazionalmente riconosciuti; l’eredità letteraria di Goethe; la musica classica e l’opera; l’arte e l’architettura contemporanea; la gastronomia e i vivaci quartieri. Il Museum Embankment, la Neue Altstadt (la ‘Nuova Città Vecchia’), lo skyline, la zona di Sachsenhausen e il fiume Meno. Insieme creano un’esperienza culturale per un city break che è al tempo stesso internazionale e distintamente locale, il tutto in una città compatta e facilmente accessibile.
Come Ufficio del turismo, che tipo di azioni promuovete per incrementare questo potenziale culturale della città?
Il nostro approccio è quello di rendere il lato culturale di Francoforte molto più visibile e, soprattutto, di connettere la cultura con le altre ragioni per cui le persone vengono qui. Non vogliamo presentare Francoforte semplicemente come ‘la città con i musei’. Al contrario, vogliamo raccontare una narrazione più ampia: Francoforte come città dove arte, storia, architettura, musica, gastronomia e vita urbana stanno insieme, con lo skyline e il Meno come scenario molto caratteristico. Un altro vantaggio è che Francoforte è davvero molto facile da scoprire. Come detto, non siamo una città da un milione di abitanti, e con circa 780mila residenti abbiamo una gamma sorprendentemente ampia di cose da vedere e da fare. La città è anche connessa molto bene a livello internazionale, e una volta giunti qui non serve un’automobile. Francoforte è compatta e la maggior parte dei posti possono facilmente essere raggiunti a piedi o con il trasporto pubblico. Questo rende possibile sperimentare molto anche solo in un fine settimana, dai musei e mostre ai diversi quartieri, ristoranti, vita notturna e il fiume Meno. Per i mercati internazionali, questo vuol dire lavorare su diversi livelli: digital marketing e social media, cooperazione con media e influencer, attività di travel-trade, viaggi stampa e partnership con l’industria turistica e le istituzioni culturali. Da questo punto di vista, l’Italia è un particolare buon esempio: dal 2024, il Tcf lavora con l’agenzia italiana di pr R.C. Marketing & Communication per incrementare la visibilità di Francoforte nei media italiani. Stiamo anche lavorando con l’Ente del turismo germanico in Italia per campagne digitali targetizzate, come quella del 2026 focalizzata specificamente su Francoforte come destinazione invernale e natalizia. Usiamo anche i grandi eventi come piattaforme internazionali di comunicazione: il Museumsuferfest, la Book Fair, le principali mostre, concerti e il mercatino di Natale ci offrono elementi e storie concrete da comunicare che non dire semplicemente che Francoforte è ‘culturale’. In ultimo, credo che la strategia più efficace sia di cambiare la percezione di Francoforte: non da città finanziaria a città culturale, ma da città finanziaria anche a città culturale. L’identità finanziaria è una parte importante di Francoforte, ma è solo un capitolo della storia. Il lato culturale dà ai visitatori una ragione per fermarsi più a lungo, tornare per il tempo libero e scoprire una Francoforte molto più personale e sorprendente. (di Alessia Trivelli)
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Ghribi all’inaugurazione dell’Università di Bengasi “Faro di sapere e conoscenza”
BENGASI (LIBIA) (ITALPRESS) – “Ho avuto l’onore di partecipare alla cerimonia di inaugurazione dell’Università di Bengasi, accogliendo l’invito del mio caro fratello e amico, l’ingegner Belqasim Haftar. In tale occasione, ho avuto altresì l’onore di incontrare il Generale Khalifa Haftar. Un’occasione di particolare rilievo, che testimonia l’importanza di questo prestigioso polo accademico e il suo ruolo al servizio della scienza e della conoscenza”. Lo ha detto Kamel Ghribi, Presidente di GKSD e Vicepresidente di Gruppo San Donato, esprimendo “la più sincera gratitudine e il mio profondo apprezzamento al mio caro fratello Belqasim Haftar per l’invito e per la calorosa accoglienza, formulando i miei più sentiti auguri per ulteriori successi e affinchè l’Università continui a essere un faro di sapere e conoscenza”.
– foto Gksd –
(ITALPRESS).
Don Patriciello: “Nozze ‘Me contro Te’ a pagamento ci interrogano, nel rapporto coi giovani qualcosa si è inceppato”
(Adnkronos) – "E' un fatto che merita attenzione perché ci dobbiamo chiedere come mai ragazzi siano disposti a spendere soldi per partecipare e come mai queste persone sono così interessanti per questi giovani". E' quanto afferma all'Adnkronos don Maurizio Patriciello, parroco al Parco Verde di Caivano, all'indomani del matrimonio show della coppia di youtuber, Luì e Sofì, i 'Me contro Te', celebrato all'Unipol Arena di Milano, con gli spalti sold out di spettatori paganti per partecipare. Prete anti-camorra, da sempre in prima linea contro il disagio giovanile, don Patriciello conosce bene il mondo dei giovani e spesso incontra le nuove generazioni, convinto che l'educazione sia la chiave di volta. Eppure questo fenomeno lo coglie di sorpresa: "Perché questi due YouTuber sono così interessanti per questi giovani? E cosa trovano i ragazzi in questa serata se sono disposti a pagare un biglietto?", si domanda don Patriciello secondo il quale "è veramente incredibile. Basti pensare – osserva – che quando una persona viene invitata a un matrimonio magari deve fare salti mortali per poter mettere in una busta i soldi per i regali: so di certo che tante persone desidererebbero non essere invitate proprio perché c'è un problema molto serio a livello economico". Ecco perché il fenomeno delle nozze a pagamento di 'Me contro Te' "mi incuriosisce". "Io sono convinto che tra il mondo degli adulti e il mondo degli adolescenti qualcosa si è inceppato – osserva don Patriciello -. Noi non parliamo più lo stesso linguaggio ed, evidentemente, siamo noi che non riusciamo a intercettarli. E' un aspetto che mi interessa in quanto prete e formatore".
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Natale Giunta denuncia “Colpito da un POS nel mio locale”. Lo chef “Non abbasso la guardia, certa gentaglia da me non entra” / Video
PALERMO (ITALPRESS) – “Ieri sera, mentre circa 400 giovani si divertivano in maniera sana e civile, alcuni soggetti hanno preteso ripetutamente di entrare, nonostante non fossero in lista e avessero mostrato comportamenti incompatibili con la nostra serata”. A denunciarlo su Instagram è lo chef Natale Giunta che posta un video dell’episodio avvenuto al Molo Trapezoidale di Palermo. “Dopo essere stati respinti più volte – racconta lo chef- hanno spinto le transenne, raggiunto la zona della cassa e assunto atteggiamenti aggressivi e minacciosi nei confronti del personale e della sicurezza. Quando ho detto che avrei chiamato il 112, uno di loro ha continuato a urlarmi contro: “Sbirro, sbirro, sbirro!”. Subito dopo ha scagliato un POS con una violenza inaudita, sfiorando le persone accanto a me e colpendo me personalmente, fortunatamente soltanto in maniera lieve“. Giunta spiega che “il tempestivo intervento della Polizia di Stato ha riportato la situazione sotto controllo, evitando che degenerasse ulteriormente. Nelle prossime ore sporgeremo formale querela in Questura, mettendo a disposizione tutte le registrazioni delle telecamere”.
Lo chef ringrazia “la Polizia di Stato per la rapidità e la professionalità dell’intervento. Ringrazio inoltre tutto il personale del nostro nucleo interno di sicurezza, che ha agito con fermezza e grande responsabilità, proteggendo centinaia di giovani. Al Prefetto, al Questore e al Ministro dell’Interno chiediamo maggiore tutela. Chi lavora onestamente e chi desidera trascorrere una serata serena non può essere lasciato in balìa della violenza e della prepotenza di pochi. Nei nostri locali la violenza non entrerà mai. Scegliamo la sicurezza. Scegliamo la legalità. Sempre”.
IL RACCONTO DI GIUNTA
“Sto bene, tranne un livido al braccio e un problema a un dito, perché mi sono preso un colpo di POS, per fortuna non in faccia. Però vi volevo dire che non abbasso la guardia, non ho paura di questa gentaglia, che non è mai entrata all’interno della mia attività e non entrerà mai, mai“, ha detto in un altro video Giunta. “Questi delinquenti hanno provato a forzare le transenne, sono arrivati alla cassa, alla cassa dell’anfiteatro, e da lì si sono ritrovati 7 uomini alla sicurezza che non li volevano far entrare. E’ iniziato il tafferuglio, minacciando la sicurezza per più di 5-6 minuti – aggiunge Giunta -. Ho chiamato il 112 e quando uno di loro se ne è accorto ha iniziato ad aggredirmi”. Ma, ribadisce, “da noi non si entra. Io non abbasso la testa, non abbasso la guardia, non voglio questa gentaglia all’interno delle mie attività. Noi, quando apriamo l’attività di discoteca, di feste, sono feste per gente perbene. A me fate schifo. Fate schifo, schifo, schifo. Dovete stare con i vostri simili, dovete essere emarginati. Mi dispiace dire questa cosa, ma non siete degni di stare con le persone civili. Siete lo schifo di questa terra. Dovete stare chiusi con quelli come voi. Fate schifo”.
Giunta ha ringraziato le forze dell’ordine e gli uomini della sicurezza, “e ringrazio tutti i nostri ospiti che sanno che vengono da noi e c’è un locale pulito, sicuro, e non c’è mai marmaglia e gentaglia di questo genere in giro. Mi batterò sempre, finché avrò attività di pubblico spettacolo, a non far entrare questo tipo di personaggi. Questa è una promessa: ve l’ho sempre fatta, quando ho lanciato l’associazione No Maranza. Ma qui non parliamo solo di maranza, parliamo di delinquenti e di criminali. Da noi non si entra”. “Volevo lanciare solo un messaggio al Prefetto e al Questore, al Ministro Piantedosi: dovete fare qualcosa per le attività di pubblico spettacolo – insiste lo chef -. Il pubblico spettacolo è un diritto dei ragazzi, è un diritto di chi si vuole divertire, è un diritto della vita, il divertimento e lo svago. Quella gente non merita di entrare, non merita di frequentare posti come i nostri, non merita di stare con gente civile e perbene. Io non abbasso la guardia di un attimo, di un centimetro, di un millimetro. Sono sempre lì a fare battaglie, e battaglie sane, senza secondi fini”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Venezia 83, premiato ‘The 3 Bitcoin Opera’ di Claudix Vanesix e Cristina Soto Arias
(Adnkronos) – "The 3 Bitcoin Opera" di Claudix Vanesix e Cristina Soto Arias (Perù/Francia) è il progetto vincitore dell’edizione pilota di Biennale College – Blend, il programma Biennale di Venezia – che coinvolge tutti i suoi Settori con i direttori artistici – rivolto a chi intende realizzare opere che non appartengano a una sola disciplina predefinita. "A The 3 Bitcoin Opera" è stato conferito oggi un premio di 20.000 euro come miglior progetto durante la cerimonia di premiazione alla presenza di Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, e Alberto Barbera, direttore Artistico Biennale Cinema, presso lo Spazio Incontri Immersive, alla Venice Immersive Island (Lazzaretto Vecchio) al Lido, in occasione di Venezia 83. "The 3 Bitcoin Opera" reinterpreta "L'opera da tre soldi" di Bertold Brecht attraverso un mondo contemporaneo plasmato dal potere algoritmico, dal capitalismo della sorveglianza, dall'intelligenza artificiale, dalle economie di guerra e dal collasso ecologico. Al centro dell'opera c'è la storia d'amore tra Xenon9, un cyborg transfemminile intrappolato nei sistemi tecnologici e finanziari di una città futuristica, e Felicidad, un essere non umano transmaschile proveniente dalle montagne, custode della memoria ancestrale del mondo vivente. La loro relazione apre la possibilità di una diversa forma di connessione e di un altro futuro possibile, pur affrontando un paradosso centrale: può l'amore sopravvivere al di fuori dei sistemi violenti che lo hanno reso possibile? Biennale College – Blend, sostiene lo sviluppo di 6 progetti internazionali presentati da 6 artisti, accompagnati da altrettanti componenti dei loro team di produzione (12 partecipanti in tutto). Gli altri cinque team dell’edizione pilota di Biennale College – Blend (2025 – 2026), formati da regista e produttore/produttrice, sono: " I was looking at the ceiling and then I saw myself" di Simone Marino (Italia) e Giacomo Rinaldini (Italia); "My Body Is A Resonance Chamber" di Mei Liu (Cina), Chiaki Soma (Giappone) e e Jia Y Ding (Cina); "Sephirot – The Hypatia Equation" di Carla Andolina (Italia) e Enea Lorenzoni (Italia); "The Agharta City" di Hongbo Cai (Cina) e Yinx Zhou (Cina); "Youth" di Daria Zhuravel (Ucraina) e Anastasiia Zakhiiko (Ucraina). Il bando della seconda edizione di Biennale College – Blend è aperto fino al 19 ottobre 2026. I sei progetti selezionati saranno annunciati a gennaio 2027 e parteciperanno ad un workshop a Venezia, presso l’isola di San Servolo, dal 22 al 28 febbraio 2027 e ad un workshop online dal 12 al 15 aprile 2027. Biennale College – Blend è realizzato grazie al sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo.
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Van Aert batte Romele in volata, Mas resta leader della Vuelta
CORDOBA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Wout Van Aert vince la 15esima tappa della Vuelta a Espana 2026, la Palma del Rio-Cordoba di 110.2 km. Il belga, che regala al Team Visma-Lease a Bike la quinta affermazione nella corsa roja (la seconda di Van Aert), ha trionfato in una volata ristretta battendo l’italiano Alessandro Romele (XDS Astana) ed il connazionale Thibau Nys (Lidl-Trek). Lo scalatore spagnolo Enric Mas (Movistar) rimane in maglia rossa di leader della classifica generale. E’ stata una corsa accorciata per via del caldo torrido che ha colpito la Spagna, sin dai primi chilometri ci sono stati attacchi e fughe. In dodici hanno provato l’affondo, poi a 30 chilometri dal traguardo le carte si sono rimescolate: Van Aert, Nys, Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) e Romele sono andati avanti di comune accordo guadagnando circa 2′ sul gruppo maglia rossa. I cinque si sono giocati la vittoria finale: a trionfare è stato Van Aert, in grado di anticipare ancora una volta la concorrenza e di consolidare la sua maglia verde di leader della classifica a punti. Domani ultimo giorno di riposo, martedì si ripartirà con la Cortegana-Palos de la Frontera di 181.1 chilometri.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Il ‘royal wedding’ all’Unipol Dome di Milano, biglietti fino a 250 euro e il ‘sì’ davanti a 6mila persone: dietro il fenomeno ‘Me contro Te’
(Adnkronos) – Nel 2011 il royal wedding tra il principe William e Kate Middleton venne seguito in diretta in Italia da milioni di telespettatori. Non è, naturalmente, dello stesso tenore, ma quanto accaduto ieri sera, sabato 5 settembre, all'Unipol Dome di Milano si avvicina – almeno per la formula e per la partecipazione del pubblico – a un matrimonio trasformato in un vero e proprio evento mediatico. In diretta su Youtube e davanti a seimila fan di tutte le età, Luì e Sofì, al secolo Luigi Calagna e Sofia Scalia, conosciuti come i 'Me contro Te', hanno pronunciato il fatidico “si”.
Un matrimonio insolito, diventato a tutti gli effetti uno spettacolo: una cerimonia celebrata da un funzionario del Comune di Milano davanti a un pubblico pagante. Ed è forse proprio questo l'aspetto che ha fatto storcere il naso al 'tribunale' dei social network. Per assistere alla celebrazione, infatti, i biglietti andavano da 48 a 110 euro. Per chi voleva aggiungere l'incontro con gli sposi prima dello show, al prezzo del biglietto bisognava aggiungere altri 250 euro. E considerando che i Me contro Te sono soprattutto idoli di bambini e ragazzine, a sostenere il costo sono stati in molti casi i genitori che, oltre ad acquistare i biglietti per i figli, hanno dovuto pagare i biglietti per accompagnarli e assistere al matrimonio. Ciliegina sulla torta, il merchandising: dalle t-shirt a 35 euro a veli a 20, posizionati fuori e dentro l'arena per permettere ai bambini di entrare nel mood ancora prima dell'inizio dello show. Coroncine, cappelli e bacchette luminose. Tutto impreziosito con la scritta 'The Wedding'. La polemica, però, si è azzerata non appena le luci del nuovissimo Dome di Milano si sono spente e lo show ha preso il via. L'arena è stata allestita come una vera e propria location nuziale, con una navata a dividere il parterre e un sipario sul palco. La location è stata studiata nei minimi dettagli per permettere anche a chi ha pagato il minor prezzo del biglietto di godersi ogni momento. Luì ha fatto il suo ingresso in doppiopetto bianco e papillon. È stato accolto da urla e applausi che sembravano quelli di un normale concerto, anche se quella sera la musica e il concept erano altri. Poi è arrivato il momento di accogliere la sposa, Sofì che per il suo giorno speciale ha scelto di raccogliere i capelli in uno chignon, bouquet bianco alla mano e pizzo sulle braccia. Tutto pronto. Il celebrante ha invitato il pubblico a lasciare spazio al rito solenne: "Sofia, Luigi, famiglia, testimoni, amici e bambini: benvenuti tutti". Il matrimonio prosegue come una vera celebrazione. Non c'è finzione. I testimoni, le damigelle, le fedi nuziali. Poi, le promesse. "Se siamo arrivati qui non è perché è stato tutto facile ma perché abbiamo deciso di continuare ad amarci anche nei momenti difficili. Rifarei tutto esattamente allo stesso modo perché per me il regalo più bello sei sempre stata tu", ha detto Luigi. "Se ripenso all’inizio della nostra storia mi vengono i brividi. Avevo solo 15 anni ma con te ho sempre saputo di avere incontrato qualcuno che sarebbe rimasto. Siamo diventati grandi l’uno accanto all’altra. Ti prendi cura di me senza far rumore", ha promesso Sofia. Una cerimonia che, dal punto di vista legale, non coincideva con le nozze ufficiali, celebrate altrove. Chiusa la parte solenne – durata circa 47 minuti – che i bambini hanno seguito con rigoroso silenzio, quello che non ti aspetteresti mai in un vero matrimonio, è iniziato un vero e proprio spettacolo: balletti e canzoni legate alla loro storia d'amore. Si sono alzati i cori, tutti hanno celebrato qualcosa, anche parte della loro infanzia. E la mente, inevitabilmente, è tornata al 2014 quando è cominciato tutto. Il momento in cui è nato il loro canale Youtube, che oggi conta sette milioni di iscritti e grazie al quale hanno creato una carriera e un marchio. I Me contro Te hanno conquistato il pubblico più giovane con le loro 'challange', poi sono arrivati i primi spettacoli dal vivo e gli incontri con i fan, il primo film nel 2020 e altri sei titoli, uno all'anno. La proposta di matrimonio risale all’ottobre 2021. Le nozze, inizialmente, si attendevano per il 2025, poi sono state rinviate. Ma ieri il sogno si è coronato. Il pubblico sui social urla al 'flop', sottolineando che il numero delle presenze non ha rispecchiato l'ideale che i due sposini si erano prefissati: circa 6mila spettatori a fronte dei 16mila posti disponibili all'Unipol Dome. Ma il dato, almeno sul palco, non sembra aver scalfito Sofì e Luì che hanno portato avanti il loro show, fino alla fine. Fino al 'e vissero per sempre felici e contenti'. Resta però il nodo, impossibile da sciogliere, di una formula che ha creato polemiche. E forse, quello che più pesa, è che l'invitato in questo matrimonio è stato un cliente. Il pubblico è stato invitato a partecipare acquistando un biglietto, facendolo passare ai bambini come un momento da non perdere. Perché sì, immaginare di partecipare al matrimonio del proprio idolo d'infanzia, effettivamente sembra una proposta allettante. I Me contro te sono, prima ancora che una coppia dello spettacolo, un vero fenomeno sociale. Rivolto ai più piccoli, sicuramente, ma capace di costruire nel tempo un vero e proprio mondo di cinema, merchandising e ricordi. E quello che ieri è successo all'Unipol Dome di Milano ha lasciato il segno, nel bene o nel male. È comunque diventato un appuntamento destinato a restare nella storia della macchina dello spettacolo e dei social.
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Trump cambia look, addio ciuffo biondo: i capelli castani scatenano il web
(Adnkronos) – Il nuovo look di Donald Trump sta scatenando il web. Secondo quanto riporta il New York Post, il presidente americano, da sempre noto per la sua inconfondibile chioma biondo-dorata, è stato fotografato con i capelli nettamente più scuri, quasi castani. Il cambiamento è stato notato venerdì, subito dopo l'atterraggio dell'Air Force One, mentre Trump si dirigeva al suo Trump National Golf Club di Bedminster, nel New Jersey, per trascorrere il fine settimana. Le immagini hanno rapidamente fatto il giro dei social network, suscitando sorpresa e ironia. Trump ha, infatti, modificato molto raramente quella chioma di cui è da sempre particolarmente orgoglioso e che negli anni è diventata una delle caratteristiche più riconoscibili della sua immagine. "Se non avessi scaricato io stesso le foto da Getty Images, non ci avrei creduto", ha commentato un utente. Il giorno seguente il tycoon si è concesso una partita a golf con il giornalista di Fox News Bret Baier, ma ha indossato un cappellino rosso con la scritta "Trump aveva ragione su tutto", lasciando intravedere ben poco della nuova tonalità. Resta quindi da capire se si tratti di un cambiamento temporaneo o di un nuovo look destinato a durare.
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