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Scuola, Cirfood: per 94% delle famiglie mensa è molto più di un momento di ristoro

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(Adnkronos) – All’avvio del nuovo anno didattico, la mensa scolastica si conferma molto più di un luogo in cui consumare il pranzo. Per le famiglie italiane rappresenta un servizio essenziale per accompagnare bambini e bambine nella costruzione di abitudini alimentari sane, varie e durature, organizzare la quotidianità, conciliando lavoro e cura dei figli. È quanto emerge dalla ricerca 'Food Trend 2026 – Osservatorio sulle famiglie italiane: ristorazione scolastica', realizzata da Teha Group, The European House-Ambrosetti per l’Osservatorio Cirfood District. L’indagine, condotta nel giugno 2026, ha coinvolto un campione di 853 famiglie italiane con almeno un figlio o una figlia di età compresa tra 1 e 11 anni che usufruisce del servizio di ristorazione scolastica. Per il 94% delle famiglie, la mensa scolastica è molto più di un semplice momento di ristoro. Essa rappresenta, infatti, un servizio che accompagna la quotidianità delle famiglie e costituisce un vero e proprio pilastro per un corretto work-life balance, secondo il 50% dei genitori, contribuendo a rendere più sostenibile l’organizzazione tra tempi di lavoro, scuola e cura dei figli. Allo stesso tempo, il pasto consumato insieme assume un valore relazionale e educativo: il 58% delle famiglie riconosce infatti nella mensa un’importante occasione di condivisione e socialità. Un luogo in cui bambini e bambine non solo mangiano, ma imparano a stare insieme, sperimentano nuove abitudini e vivono il cibo come parte integrante del proprio percorso di crescita. È proprio nell’intreccio tra queste diverse funzioni che emerge il valore della ristorazione scolastica come vera e propria infrastruttura sociale. In una società in cui l’organizzazione del lavoro e della vita familiare diventa sempre più complessa, questo servizio rappresenta un presidio essenziale: garantisce ogni giorno pasti sicuri, equilibrati e adeguati alle esigenze dei bambini e delle bambine, sostiene le famiglie nella gestione della quotidianità, favorisce la socialità e contribuisce a diffondere una maggiore consapevolezza alimentare. Un servizio capace, quindi, di generare valore educativo, organizzativo ed economico per le famiglie e per l’intera comunità. “Questi dati mostrano con chiarezza come la ristorazione scolastica sia parte integrante del percorso di crescita di bambine e bambine e dell’organizzazione quotidiana delle famiglie – dichiara Daniela Fabbi, Direttore Comunicazione e Marketing Cirfood – Il pasto a scuola non risponde soltanto a un bisogno concreto, ma offre uno spazio educativo, di socialità e di scoperta, contribuendo inoltre a creare condizioni più favorevoli alla conciliazione tra vita privata e lavoro. È in questo equilibrio tra servizio, cura e responsabilità educativa che esprime pienamente il proprio valore per le persone e per le comunità. Per questo, auspichiamo che continuino ad aumentare le scuole con servizio mensa nel nostro Paese, perché purtroppo oggi solo 1 alunno su 2 ha accesso alla refezione scolastica”. Il ruolo educativo della ristorazione scolastica è riconosciuto dalla quasi totalità delle famiglie: per il 91% delle stesse, il servizio contribuisce in modo significativo alla diffusione di una corretta cultura del cibo e all’educazione delle nuove generazioni a un’alimentazione sana. La mensa diventa così un vero e proprio luogo di apprendimento quotidiano, nel quale bambini e bambine possono familiarizzare con un’alimentazione varia ed equilibrata, sviluppare maggiore consapevolezza nelle proprie scelte e acquisire abitudini destinate ad accompagnarli nel tempo. Un percorso che affianca il ruolo educativo delle famiglie e trasforma il momento del pasto in un’occasione concreta di crescita. La mensa contribuisce anche ad ampliare le esperienze alimentari dei bambini e delle bambine. 6 famiglie su 10, infatti, dichiarano che, grazie al pasto consumato a scuola, i propri figli e figlie mangiano cibi che a casa tendono a rifiutare oppure hanno iniziato a conoscere nuovi alimenti, successivamente introdotti anche nell’alimentazione domestica. Al contempo, la ristorazione scolastica si conferma un presidio di accessibilità e inclusività: il 21% dei genitori, infatti, richiede per i propri figli diete speciali per motivi sanitari (allergie o intolleranze), etici o religiosi. Andamento in crescita che genera importanti complessità organizzative. La ricerca analizza anche la percezione economica del servizio. A fronte di un costo giornaliero medio, dichiarato da chi ha figli da 1 a 11 anni che pranzano a scuola, di soli 5,20 euro per pasto (il quale comprende generalmente primo, secondo, contorno, pane, acqua e frutta e, in molti casi, anche la merenda), il 62% delle famiglie ritiene il prezzo in linea con il livello del servizio ricevuto, mentre il 14% lo giudica persino contenuto. Complessivamente, quindi, 3 famiglie su 4 percepiscono la mensa come un investimento capace di offrire alle famiglie un servizio completo e continuativo a fronte di un prezzo ritenuto, adeguato o addirittura troppo basso. La valutazione appare quindi legata non soltanto al pasto in sé, ma all’insieme delle funzioni garantite quotidianamente dal servizio e al valore concreto che questo genera nell’organizzazione familiare, tant’è che 1 famiglia su 3 cambierebbe la scuola qualora si interrompesse il servizio di mensa scolastica nell’Istituto frequentato dai propri figli. A questo link è possibile scaricare tutti i contenuti della ricerca condotta da TEHA Group per l’Osservatorio CIRFOOD DISTRICT:https://osservatorio.cirfood-district.com/it/ristorazione-scolastica-un-servizio-essenziale-per-famiglie-educazione-alimentare-e-benessere-delle-nuove-generazioni
 
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Pietrangelo Buttafuoco approda sull’emittente dei vescovi dopo l’uscita dalla Rai

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(Adnkronos) –
Pietrangelo Buttafuoco approda a Radio InBlu2000, l’emittente radiofonica della Conferenza episcopale italiana (Cei). La nuova collocazione arriva dopo l’uscita dalla Rai, dove lo scrittore e presidente della Biennale di Venezia conduceva 'Lupus in fabula', la striscia letteraria quotidiana di dieci minuti in onda al mattino su Rai Radio1, alle ore 6,50. I palinsesti delle emittenti che fanno capo alla Cei saranno ufficializzati domani, come anche quelli di Radio Rai, dove Buttafuoco non è stato riconfermato. Buttafuoco, dopo la chiusura del programma Rai, trova dunque spazio nella radio della Chiesa italiana, che fa capo allo stesso gruppo di Tv2000. Le due realtà sono dirette da Vincenzo Morgante, giornalista con un lungo passato in Rai. La conclusione di 'Lupus in fabula' aveva suscitato polemiche e interrogativi, anche per il contesto nel quale era maturata. Nei mesi precedenti Buttafuoco era stato al centro di un duro confronto con esponenti del governo sulla vicenda del padiglione russo alla Biennale d’Arte, in particolare con il ministro della Cultura Alessandro Giuli e con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari.  La decisione della Rai era stata da alcuni interpretata come una conseguenza di quello scontro politico. Una lettura che, tuttavia, non risulta essere stata ufficialmente confermata. Pochi giorni fa, alla Mostra del Cinema di Venezia, il ministro Giuli, in una cerimonia ufficiale, alla presenza di Buttafuoco ha espresso la sua solidarietà al programma 'Lupus in fabula'. Ad ascoltare il ministro c'erano tra gli altri il consigliere d'amministrazione Rai Simona Agnes e altri dirigenti della tv pubblica. Ora per Buttafuoco si apre una nuova esperienza radiofonica. In attesa di conoscere altri dettagli del nuovo progetto editoriale su Radio InBlu2000, secondo quanto risulta all'Adnkronos il programma parlerebbe sempre di letteratura e sarebbe collocato sempre alla stessa ora di 'Lupus in fabula'. 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alcaraz eliminato agli US Open, come cambia il ranking

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(Adnkronos) –
Carlos Alcaraz viene eliminato ai quarti di finale degli US Open e perde punti pesanti nel ranking Atp. Il tennista spagnolo è stato battuto da Ben Shelton al termine di una maratona di cinque set e saluta così l'ultimo Slam della stagione, in cui rientrava dopo lo stop di oltre quattro mesi per l'infortunio al polso e a cui arrivava da campione in carica. Alcaraz, proprio grazie al trionfo dell'ultima edizione, arrivava a New York con 2000 punti da difendere e la sconfitta con Shelton gli 'costa' ben 1600 punti nella classifica generale. Ora lo spagnolo si ritrova con 5560 punti e vede allontanarsi i primi due della classe, Jannik Sinner e Alexander Zverev, che potrebbe 'scappar via' in caso di trionfo agli US Open. Zverev può già contare su un vantaggio di 2500 punti e potrebbe allungare ancora in caso di semifinale (scenderà in campo questa notte contro l'olandese Van de Zandschulp), di finale o trionfo. Il tedesco arrivava a New York dopo l'eliminazione al terzo turno e ha tutto da guadagnare quindi, avendo già conquistato 300 punti in più rispetto allo scorso anno.  'Sorride' anche Jannik Sinner, che nonostante il forfait per infortunio, che gli è costato 1300 punti nel ranking, rimane saldo al primo posto e ora è a 5940 lunghezze di distanza dal rivale spagnolo. L'azzurro si deve guardare piuttosto dall'ascesa di Zverev, ora a quota 8090 ma che potrebbe avvicinarsi ancora alla vetta.  
—sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ia, Meloni “Al centro dell’azione di governo, nostro focus su persone e diritti”

ROMA (ITALPRESS) – L’intelligenza artificiale “è una sfida che questo governo ha messo al centro della propria azione, è stata una priorità della nostra presidenza del G7 con la storica presenza di Papa Francesco e oggi l’Italia è tra le prime nazioni d’Europa ad aver approvato una legge organica sull’intelligenza artificiale” che “porta con sè delle potenzialità straordinarie” ma “anche enormi rischi: pensate all’impatto sui diritti e sulla democrazia in un mondo nel quale è sempre più difficile distinguere quello che è vero da quello che è falso”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio trasmesso su Canale 5 durante “Forum”. “Poi le pesanti conseguenze che si rischiano sul mercato del lavoro, perchè questa rivoluzione, a differenza di tutte le altre, sostituisce l’uomo non nel lavoro fisico, ma nell’intelletto, e rischia di spazzare via decine di milioni di posti di lavoro, concentrando sempre di più la ricchezza in poche mani”, ricorda. “Quindi noi ci troviamo a un bivio: scegliere tra un’innovazione che rimane al servizio dell’uomo e rischiare un’innovazione che finisce per condizionarlo. Questo governo ha scelto la prima strada, per uno sviluppo dell’intelligenza artificiale che deve mantenere al centro la persona, i suoi diritti, la sua dignità. Da una parte serve svilupparla, ma dall’altra serve mettere in sicurezza la centralità dell’uomo”, sottolinea la premier. “Penso che questo sia un dibattito molto affascinante, anche per una trasmissione come Forum che ci consente di divulgare una materia così complessa, quindi vi faccio un in bocca al lupo e vi auguro buona stagione”, conclude Meloni.
(ITALPRESS)

– foto: Ipa Agency –

Melanoma colpisce testa e unghie, circa 800 casi all’anno: “Parrucchieri ed estetisti sentinelle”

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(Adnkronos) – "Sono all’incirca 800 ogni anno in Italia le diagnosi di melanoma che colpiscono due aree del corpo particolarmente insidiose e 'nascoste': il cuoio capelluto e l’apparato ungueale. Zone spesso escluse dall’auto-osservazione quotidiana o scambiate per semplici inestetismi". Per intercettare queste lesioni prima che sia troppo tardi, la Fondazione Melanoma lancia un appello e promuove un’iniziativa di sensibilizzazione rivolta a parrucchieri ed estetisti, chiamandoli a diventare vere e proprie ‘sentinelle’ nella prevenzione dei tumori cutanei. La proposta è stata lanciata in occasione dell’ottava edizione di ‘We in Action’, evento multidisciplinare dedicato all’importanza di fare squadra nella prevenzione e alle nuove frontiere nella lotta contro i tumori cutanei, in corso a Napoli, che ha visto come testimonial, per il terzo anno consecutivo, il campione di calcio Giuseppe Bergomi.   "Sebbene la testa e il collo rappresentino soltanto il 9% della superficie corporea, questa zona concentra circa il 20% di tutti i casi di melanoma in Italia – spiega Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus -. Di questi, oltre un terzo (35%) si sviluppa direttamente sotto la chioma. In quest’area, il melanoma viene spesso definito ‘killer invisibile’: i capelli lo nascondono alla vista del paziente, la forte vascolarizzazione della zona ne facilita la diffusione e la lesione tende a crescere in profondità più rapidamente”.  Il risultato è un tasso di sopravvivenza a 10 anni che si attesta attorno al 60%, un dato nettamente inferiore rispetto ai melanomi che compaiono sugli arti o sul tronco. Ed è qui che i parrucchieri possono entrare in gioco. “Parte del lavoro dei parrucchieri prevede di separare le ciocche dei capelli e questo consente di osservare la cute da angolazioni che nessuno di noi potrebbe mai raggiungere da solo allo specchio – dichiara Ascierto -. Segnalare con discrezione una macchia scura, asimmetrica o nuova durante un lavaggio o un taglio può fare la differenza tra una diagnosi tempestiva e una malattia avanzata”. 
Se il cuoio capelluto soffre di scarsa visibilità, l’unghia soffre di sottovalutazione. “Il melanoma della matrice ungueale – spiega Ascierto – è una forma rara ma aggressiva (pari a circa 130–300 casi l’anno in Italia), che si manifesta come una banda longitudinale scura sulla lamina ungueale (melanonichia)”. Uno studio recente, pubblicato sulla rivista 'Clinical and Experimental Dermatology', ribalta il falso mito che questo tumore colpisca solo in età avanzata. “Lo studio condotto su pazienti fino a 40 anni d'età, inclusi adolescenti e under 30, dimostra che il melanoma dell'unghia può insorgere subito dopo la pubertà – evidenzia Ascierto -. In questa fascia d'età, le lesioni vengono frequentemente scambiate per traumi da sport, ematomi o micosi. L'estetista o l'onicotecnica, rimuovendo smalti o ricostruzioni, è la prima figura in grado di notare striature scure verticali di ampiezza, forma o colore irregolare; cambiamenti progressivi nella pigmentazione della linea nel tempo, scurimento della cuticola o della cute attorno all'unghia (segno di Hutchinson)”. Ma attenzione: parrucchieri ed estetisti non devono fare diagnosi, compito che resta di esclusiva pertinenza del dermatologo. “Il loro ruolo è esclusivamente quello di ‘campanello d’allarme’: un invito gentile e riservato rivolto al cliente a far controllare dal medico una macchia insolita o una striscia sull'unghia che non accenna a scomparire – conclude Ascierto -. Chiediamo ai professionisti del settore beauty di fare squadra con noi. Con un piccolo gesto di attenzione in più, una semplice seduta in salone o in centro estetico può trasformarsi nel primo passo per salvare una vita”.  “Nella mia carriera ho imparato che le partite più importanti non si vincono mai da soli, ma grazie a un lavoro di squadra dove ognuno ha un ruolo fondamentale – dichiara il campione Giuseppe Bergomi, storico testimonial di We in Action -. In questa battaglia contro il melanoma, parrucchieri ed estetisti possono diventare nostri preziosi compagni di squadra: non come 'centravanti' della diagnosi, compito che spetta solo ai medici, ma possono servire l'assist vincente. Guardare dove gli altri non arrivano, notare un dettaglio e fare la segnalazione giusta al momento giusto: è così che si fa squadra per salvare una vita”. 
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Netanyahu denuncia Haaretz per diffamazione: “Bugie, nessuna telefonata con Mbz”

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(Adnkronos) – Il primo ministro Benjamin Netanyahu smentisce nuovamente un articolo pubblicato ieri da 'Haaretz', secondo il quale il presidente degli Emirati Arabi Uniti lo avrebbe avvertito, alcuni giorni prima dell’attacco del 7 ottobre 2023, di un attacco pianificato da Hamas e parte al 'contrattacco' denunciando il quotidiano israeliano per diffamazione. E' quanto annuncia lo stesso premier israeliano in un post su 'X' dove annuncia che ha dato mandato ai propri avvocati di fare causa alla testata e al suo giornalista, Shlomi Eldar.   Per il premier israeliano tutta questa vicenda "è una calunnia infame, dai chiari risvolti, nell’ambito della campagna elettorale della sinistra, e ci saranno altre calunnie false di questo tipo".  Netanyahu ribadisce che non ci fu alcuna telefonata tra lui e il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, tra l’inizio di settembre 2023 e il 7 ottobre del 2023, giorno dell'attacco di Hamas. "L'ufficio del primo ministro, il Consiglio di sicurezza nazionale e la segreteria militare hanno esaminato con cura il diario delle conversazioni del primo ministro in quei giorni – e non hanno trovato alcuna traccia di ciò. In generale, le conversazioni diplomatiche tra il primo ministro e il presidente degli Emirati si svolgono esclusivamente presso l'ufficio del primo ministro tramite il rappresentante degli Emirati che arriva all'ufficio con un dispositivo crittografato speciale. Tutte queste conversazioni sono documentate. Lo stesso Eldar ha dichiarato ieri sera in un'intervista al Channel 12 che la conversazione che sostiene sia avvenuta, e in cui afferma che sia stato dato un avvertimento al Primo Ministro, si è svolta in questo modo. Tuttavia, da un'indagine approfondita non solo nel diario delle conversazioni del Primo Ministro, ma anche nella documentazione delle visite nell'ufficio del Primo Ministro in quel periodo, non risulta alcuna visita del rappresentante degli Emirati nell'ufficio del Primo Ministro", sottolinea Netanyahu. "Non c'è alcuna possibilità di entrare nell'ufficio del primo ministro senza una documentazione o una registrazione effettuata dalle forze di sicurezza". 
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Guerra tra clan con sparatoria a Catania, 7 fermi

CATANIA (ITALPRESS) – Una guerra tra clan, a Catania, con una sparatoria già avvenuta e un’altra fermata poco prima. E’ il quadro ricostruito dai Carabinieri del Comando provinciale e dagli agenti della Polizia di Stato che hanno dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di 7 persone, di età compresa tra i 19 e i 43 anni. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura Distrettuale etnea. Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo e allo stato degli atti, responsabili di detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, clandestine e da guerra, ricettazione di arma clandestina, detenzione abusiva di munizionamento, detenzione illegale di un giubbotto antiproiettile e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, con l’aggravante mafiosa. I reati, infatti, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero stati commessi avvalendosi delle condizioni e della forza di intimidazione derivanti dal vincolo associativo e al fine di agevolare l’attività di un gruppo mafioso operante nel quartiere catanese di Monte Po.

Le indagini hanno consentito di ricostruire due distinti episodi, ritenuti riconducibili a una più ampia e pericolosa contrapposizione tra due gruppi criminali attivi nel territorio etneo. Il primo episodio risale alla sera del 23 agosto scorso, quando la Centrale Operativa dei Carabinieri ha ricevuto la segnalazione di un conflitto a fuoco in atto in via Oberdan, a Motta Sant’Anastasia. Le pattuglie giunte sul posto hanno rinvenuto numerosi bossoli e ogive sul selciato, avviando contestualmente i rilievi tecnici con il supporto della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Catania e acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Dall’analisi dei filmati sarebbe emerso che un’utilitaria, con a bordo due persone, era stata inseguita e raggiunta da due motocicli, ciascuno con due persone in sella. L’auto sarebbe stata bersaglio di una consistente azione di fuoco e, dopo aver urtato un veicolo parcheggiato lungo la strada, i due occupanti sarebbero scesi. Mentre, però, il conducente avrebbe cercato riparo tra le auto in sosta, il passeggero avrebbe risposto il fuoco esplodendo numerosi colpi in direzione dei motociclisti che sarebbero scappati. Le attività tecniche hanno consentito agli investigatori di collocare sul luogo un ventenne ritenuto responsabile, in relazione all’episodio, di tentato omicidio aggravato in concorso e reati in materia di armi. Per tali motivi, l’indagato è stato sottoposto a fermo. Dall’attività investigativa è emerso il contesto nel quale la sparatoria sarebbe maturata. Secondo gli elementi raccolti, infatti, il conflitto a fuoco di Motta Sant’Anastasia si inserirebbe in una più ampia contrapposizione tra gruppi criminali riconducibili, rispettivamente, all’area di Monte Po e a quella dei “Cursoti Milanesi”, in un contesto di crescente tensione legato anche alla gestione di attività illecite sul territorio.

Tre giorni dopo, nel pomeriggio del 26 agosto, i Carabinieri della Stazione di Catania Nesima, impegnati in un servizio di controllo del territorio, sono intervenuti in via Leonardo Vigo, nel quartiere di Monte Po, dove hanno individuato un gruppo composto da circa 8 persone: alcuni indossavano tute da lavoro, uno una divisa da soccorritore e un altro aveva il volto coperto da un passamontagna. L’arrivo della pattuglia ha provocato l’immediata fuga del gruppo che, nel dileguarsi nelle aree retrostanti gli edifici, ha abbandonato un borsone e numerosi oggetti successivamente recuperati e sequestrati dai militari. All’interno del borsone sono stati rinvenuti una pistola calibro 22 con matricola abrasa, munizionamento di diverso calibro, comprese 19 cartucce calibro 7,62 × 39 destinate ad arma tipo AK-47, oltre 2 chilogrammi di marijuana, un giubbotto antiproiettile con colorazione mimetica, un passamontagna, una tuta monouso, guanti in lattice e una giacca riconducibile al personale sanitario del 118. Dall’analisi integrata dei filmati sarebbe emerso un quadro ritenuto dagli investigatori particolarmente significativo, in quanto i componenti del gruppo sarebbero giunti progressivamente sotto i portici dello stabile, alcuni dei quali cambiando abbigliamento, indossando tute monouso, guanti e passamontagna e maneggiando armi da fuoco. Uno degli indagati sarebbe stato ripreso mentre consegnava una pistola a un altro componente del gruppo; un altro mentre indossava una divisa da soccorritore con due pistole occultate nella cintura dei pantaloni; un ulteriore soggetto mentre impugnava contemporaneamente un’arma e un passamontagna. Anche il ventenne, successivamente arrestato per la sparatoria di Motta Sant’Anastasia, sarebbe stato immortalato dalle telecamere mentre indossava una tuta bianca monouso e guanti neri e impugnava una pistola. Gli accertamenti investigativi avrebbero, inoltre, consentito di identificare tutti i presenti. Il gruppo, secondo una ricostruzione, non si sarebbe riunito casualmente nel quartiere, ma si stava organizzando ed equipaggiando per compiere un’imminente azione delittuosa. La disponibilità di diverse armi e munizioni, l’utilizzo di indumenti idonei a modificare l’aspetto o a rendere più difficile la loro identificazione, la presenza di un giubbotto antiproiettile e l’impiego di motocicli avrebbero rappresentato, secondo l’ipotesi accusatoria, gli elementi di un’organizzazione predisposta per affrontare un possibile conflitto a fuoco. L’intervento tempestivo dei Carabinieri della Stazione di Catania Nesima avrebbe pertanto interrotto ed evitato l’azione prima che potesse essere portata a compimento.

Gli approfondimenti investigativi successivi hanno consentito di ricondurre anche questo episodio alla contrapposizione criminale emersa dopo la sparatoria di Motta Sant’Anastasia. Le attività tecniche avrebbero, infatti, evidenziato una crescente escalation tra le due fazioni, caratterizzata da azioni intimidatorie e conflitti a fuoco, in un contesto che avrebbe visto il gruppo criminale di Monte Po contrapposto a soggetti riconducibili all’area dei “Cursoti Milanesi”. Alla luce del complessivo quadro indiziario emerso dalle indagini, la Procura Distrettuale di Catania ha emesso il decreto di fermo nei confronti dei 7 indagati. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Comando Provinciale e dai poliziotti della Questura di Catania.

– foto da video Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Scende in cantina per una riparazione, 31enne morto folgorato a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – E’ morto folgorato dopo essere sceso in cantina per verificare da dove provenisse una perdita d’acqua che aveva invaso il locale. E’ accaduto in un edificio di viale Michelangelo, a Palermo. La vittima è un uomo di 31 anni, che si trovava insieme ad un’altra persona. Al contatto con alcuni scaffali metallici, sarebbe stato investito da una scarica elettrica, probabilmente causata da fili elettrici scoperti. Inutili i soccorsi. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e personale del 118. Indaga la Polizia di Stato.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Crolla un balcone a Mazara del Vallo, morta una donna

TRAPANI (ITALPRESS) – Tragedia a Mazara del Vallo, nel Trapanese. Morta un’anziana di 86 anni, in via Raffaele Castelli, a seguito del crollo improvviso della soletta in cemento del balcone, facendola cadere da un’altezza di quattro metri. La donna è stata trasferita d’urgenza in ospedale, dove è deceduta a causa delle gravi lesioni.

L’Amministrazione Comunale ha già provveduto allo sgombero dell’area “perché in questo momento si stanno mettendo in campo accertamenti per capire se l’immobile è staticamente sicuro e se può essere ancora abitato. Le tre famiglie sono state sgomberate e sono adesso ospitate in strutture messe a disposizione nell’immediatezza da parte dell’amministrazione”, dichiara all’Italpress il Sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Prezzi benzina e diesel, non si fermano gli aumenti. Unc: “Pieno gasolio costa 40 cent in più in un giorno”

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(Adnkronos) –
La corsa del prezzo di benzina e diesel non si ferma. La verde è al livello più alto dal 30 giugno 2022, gasolio a un centesimo dal massimo dell’anno. Senza il taglio dell’accisa che scade domani (anche se si parla di nuove proroghe), saremmo a 2,346 euro al litro, ben oltre il record storico del 17 marzo 2022 di 2,229 euro al litro.  Oggi, mercoledì 9 settembre il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,067 €/l per la benzina (+9 millesimi rispetto a ieri), 2,176 €/l per il gasolio (+7), 0,747 €/l per il Gpl (invariato) e 1,769 €/kg per il metano (+7). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 2,152 €/l per la benzina (+9), di 2,248 €/l per il gasolio (+8), 0,884 €/l per il Gpl (+1) e 1,752 €/kg per il metano (+5).Stando alle rilevazioni di Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e diesel. Per IP rileviamo un rialzo di due centesimi sulla benzina e uno sul gasolio. Per Q8 +2 centesimi sul diesel. Per Tamoil +3 sulla verde e +2 sul gasolio. Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 24mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 2,059 euro/litro (compagnie 2,063, pompe bianche 2,051), diesel self service a 2,173 euro/litro (compagnie 2,177, pompe bianche 2,157). Benzina servito a 2,187 euro/litro (compagnie 2,230, pompe bianche 2,089), diesel servito a 2,302 euro/litro (compagnie 2,349, pompe bianche 2,196). Gpl servito a 0,748 euro/litro (compagnie 0,761, pompe bianche 0,738), metano servito a 1,759 euro/kg (compagnie 1,755, pompe bianche 1,727), Gnl 1,690 euro/kg (compagnie 1,705 euro/kg, pompe bianche 1,711 euro/kg). Sulla benzina self service Eni è a 2,059 euro/litro (2,277 il servito); IP a 2,067 (2,224 servito); Q8 a 2,067 (2,223 servito); Tamoil a 2,049 (2,111 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,173 (2,391 servito); IP a 2,185 (2,344 servito); Q8 a 2,179 (2,337 servito) e Tamoil a 2,158 (2,224 servito). Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,067 euro/l per la benzina e 2,177 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,152 euro/l per la benzina e 2,248 euro/l per il gasolio. "In un solo giorno, da ieri a oggi, in autostrada un pieno da 50 litri di gasolio costa 40 cent in più, uno di benzina 45 cent. Dal primo settembre a oggi, ossia in appena 8 giorni, il balzo è astronomico: +2,20 euro per il gasolio e +2,40 per la benzina" denuncia Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "Una progressione impressionante che si tradurrà in un incubo nel momento il cui sarà tolto lo sconto sulle accise. Il gasolio, infatti, passerà in autostrada dai 2,248 euro di oggi a 2,419 se i prezzi resteranno quelli di oggi, cosa impossibile considerata l'escalation in corso in Medio Oriente. Insomma, il Governo deve tornare sui suoi passi. Non rinnovare lo sconto in questo momento sarebbe un atto irresponsabile e non solo per gli automobilisti ma per gli effetti sull'inflazione già decollata in agosto", conclude Dona. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)