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Brics, a Delhi il vertice del Sud Globale: il blocco alla prova della crisi del Golfo

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(Adnkronos) – E' in programma questo fine settimana a Nuova Delhi il vertice Brics, 11 Paesi con maggior peso economico del Sud Globale, che sulla crisi del Golfo forse può iniziare a definire un'identità oltre la spinta a una governance economica alternativa all'Occidente su cui si è formato. La presenza di Emirati arabi uniti e Iran, su posizioni opposte nella guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro Teheran all'inizio dell'anno, mette alla prova, ma potrebbe anche essere occasione per un possibile salto di qualità politico. La dichiarazione congiunta al vertice dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) di Bishkek dello scorso primo settembre, un altro forum in cui Pechino gioca il ruolo di maggior peso, di cui è leader di fatto, e verso cui l'India ha mostrato un inedito interesse, ha aperto lo spiraglio a un linguaggio comune sulla crisi del Medio Oriente anche per i Brics che forse l'abilità diplomatica dell'ospite, il Premier indiano Narendra Modi e una eventuale versione attenuata della sua tradizionale "prudenza strategica", renderà possibile adottare a Delhi. Una dichiarazione congiunta al termine dei lavori, spiegano esperti di politica estera citati da Reuters, "difficilmente influenzerà il panorama geopolitico del momento ma dimostrerà, per esempio, che un forum di Paesi emergenti può essere unito contro politiche economiche debilitanti come le sanzioni occidentali". Ancora più che in altre occasioni multilaterali saranno cruciali in questi giorni, già da oggi, gli incontri bilaterali organizzati al margine del vertice (e anche i mancati incontri, come quello fra Xi Jinping e Vladimir Putin, a ora assente dall'agenda ufficiale del Presidente russo). Putin, che si trova già in India, vedrà nelle prossime ore Modi.  Non è ancora stato confermato ufficialmente, ma è "in via di organizzazione" – come ha detto stamane il portavoce del ministero degli Esteri a Pechino, Mao Ning – il colloquio cruciale fra il Premier indiano e il Presidente cinese, in India per la prima volta da sette anni e con una delegazione di 400 persone. Un incontro importante, il terzo dopo quelli di Kazan, nel 2024, e Tianjin, nel 2025, sia per le relazioni bilaterali, vale a dire per consolidare il riavvicinamento dopo gli scontri alla frontiera fra India e Cina del 2020, che per iniziare a creare una massa critica necessaria al Brics per incidere sugli equilibri politici internazionali e dare forma al Sud Globale considerato a ora, lo scrive una recente analisi di Chatham House, "amorfo".  "La Cina è pronta a lavorare con l'India per seguire la leadership strategica dei due leader, per considerare le relazioni bilaterali da una prospettiva strategica e di lungo termine, per rafforzare la comunicazione, la cooperazione e per gestire in modo funzionale le differenze e per essere amici di buon vicinato e partner per risultati reciproci", ha anticipato Mao. La dichiarazione finale del vertice Sco (che riunisce Paesi che rendono conto per un terzo del pil mondiale, laddove i Brics il 40%) riconosce che l'organizzazione "non è un blocco politico militare e non è diretta contro altri Stati od organizzazioni internazionali". Ma, come sottolinea una analisi firmata da Temur Umarov per Carnegie Politika, "molti in Occidente sono scettici e alcuni osservatori ritengono che possa diventare il fondamento di un nuovo ordine mondiale anti democratico". Che non si è materializzato dopo che la Russia ha invaso l'Ucraina. Anzi, al quinto anno di guerra, Modi ha anche strigliato Putin a telecamere aperte sul protrarsi del conflitto.  E' stata però espressa a Bishkek "grande preoccupazione sugli sviluppi in Medio Oriente e nella regione intorno all'Iran" e "condanna degli attacchi militari contro il Paese che hanno provocato numerose vittime civili e danni significativi alla sua economia". Un risultato, compromesso fra Paesi con posizioni diverse, pur senza gli Emirati, considerato comunque importante, ottenuto grazie a una intesa raggiunta fra Xi, Modi e Putin, dopo che la riunione dei ministri degli Esteri Brics di maggio si era invece conclusa senza un testo comune. I piccoli passi di Bishkek possono forse essere percorsi anche Delhi. 
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Serie A, oggi Lazio-Milan: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Big match in Serie A. Oggi, sabato 12 settembre, la Lazio ospita il Milan – in diretta tv e streaming – all'Olimpico nella quarta giornata di campionato. I biancocelesti arrivano al match dopo la vittoria in trasferta contro l'Udinese, battuta 2-1 in rimonta grazie alle reti di Frattesi e Gudmundsson, e che ha permesso a Gattuso di restare a punteggio pieno in classifica. I rossoneri invece hanno pareggiato 1-1 all'Allianz Stadium contro la Juventus, con Gatti a riprendere l'iniziale vantaggio di Cissè.  La sfida tra Lazio e Milan è in programma oggi, venerdì 11 settembre, alle ore 18. Ecco le probabili formazioni: 
Lazio (4-3-3): Mandas; Floriani Mussolini, Doekhi, Provstgaard, Nuno Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor; Isaksen, Pinamonti, Zaccagni. All. Gattuso. 
Milan (3-4-2-1): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Musah, Modric, Estupinan; Rabiot, Cissè; Ramos. All. Amorim.  Lazio-Milan sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv. Il match si potrà seguire in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn.  
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Serie A, oggi Atalanta-Cagliari: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Torna in campo l'Atalanta. Oggi, sabato 12 settembre, la Dea ospita il Cagliari – in diretta tv e streaming – nella quarta giornata di Serie A. La squadra di Sarri arriva al match dopo la sconfitta in rimonta contro la Roma, che si è imposta per 2-1 all'Olimpico, mentre quella di Pisacane ha vinto in casa contro il Lecce per 1-0 grazie alla rete di Maldini.  La sfida tra Atalanta e Cagliari è in programma oggi, sabato 12 settembre, alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni: 
Atalanta (4-3-3): Carnesecchi; Zappacosta, Kossounou, Scalvini, Bernasconi; Kessié, Ederson, Samardzic; De Ketelaere, Scamacca, Rowe. All. Sarri 
Cagliari (4-3-3): Caprile; Zé Pedro, Deiola, Rodriguez, Obert; Adopo, Winks, Romano; Maldini, Mendy, Fazzini. All. Pisacane  Atalanta-Cagliari sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. Il match si potrà seguire in streaming sull'app SkyGo, su quella Dazn e su NOW.  
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MotoGp, oggi qualifiche e gara Sprint a Misano: orari e dove vederle in tv

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(Adnkronos) – Torna in pista la MotoGp. Oggi, sabato 12 settembre, il Mondiale torna protagonista con le qualifiche e la gara Sprint del Gran Premio di San Marino sul circuito di Misano Adriatico – in diretta tv e streaming. Nell'ultima gara disputata due settimane fa, a trionfare è stata la Ducati di Marc Marquez, che si è imposta ad Aragon davanti alla Ktm di Pedro Acosta e all'Aprilia di Marco Bezzecchi. A caccia di riscatto Pecco Bagnaia dopo le ultime prestazioni deludenti.  Le qualifiche e la gara Sprint del Gp di San Marino di MotoGp sono in programma oggi, sabato 12 settembre. La griglia di partenza si definirà a partire dalle ore 10.50, mentre per la gara corta bisognerà aspettare le 15. Le qualifiche e la gara Sprint del Gp di Aragon di MotoGp saranno trasmesse in diretta televisiva sui canali SkySport, ma disponibili anche in chiaro su TV8. Gli appuntamenti si potranno seguire inoltre in streaming sull'app SkyGo, su NOW e sulla piattaforma web di TV8. 
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Omicidio-suicidio in famiglia a Pietralata: oggi i funerali di Valentina, Luca e Bianca

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(Adnkronos) –
Si celebreranno oggi sabato 12 settembre, alle 11, nella parrocchia San Giovanni della Croce, in via Apecchio 4 in zona Colle Salario a Roma, i funerali di Valentina Pambianco, del marito Luca Abbasciano e della figlia Bianca di 5 anni, la famiglia morta a Pietralata il 31 agosto scorso.  Secondo quanto ricostruito, i coniugi avrebbero prima ucciso la bimba e il cane, poi, con la stessa pistola legalmente detenuta dall'uomo, si sarebbero uccisi passandosi l'arma. Sui corpi è stata effettuata l'autopsia. Con ogni probabilità è stato il 42enne, ma non è del tutto escluso che possa essere stata Valentina Pambianco a sparare al marito e alla figlia. Nell'abitazione in via dell'Antracite, i vigili del fuoco e i carabinieri hanno trovato numerosissimi biglietti lasciati dalla coppia. Troppe, secondo quanto emerso, le spese sostenute e ancora da sostenere per le cure della piccola, gravemente disabile. Durante l’esame autoptico i medici legali, coordinati dal professore Vittorio Fineschi, hanno eseguito anche prelievi per effettuare ulteriori accertamenti i cui risultati si conosceranno nelle prossime settimane. I carabinieri hanno acquisito computer e telefonini trovati nell’abitazione della famiglia. La procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per omicidio, ha avviato accertamenti sui conti bancari e sui grossi costi affrontati dalla coppia per portare la figlia disabile in Messico per farla visitare da un medico.  
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Ue, da difesa a economia e Ucraina: Von der Leyen verso il discorso su Stato dell’Unione

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(Adnkronos) – Delineare un quadro dello stato di salute dell'Unione europea, fare un bilancio del progresso sugli impegni presi in passato e tracciare la strada delle nuove iniziative per far fronte alle nuove sfide che si stagliano sul percorso del blocco. Questo l'obiettivo del consueto discorso State of the European Union (Soteu, o discorso sullo Stato dell'Ue) che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, pronuncerà davanti alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo il prossimo mercoledì, 16 settembre. Seguiranno gli interventi dei leader dei gruppi dell'Eurocamera, sia gli appartenenti alla maggioranza che sostiene la Commissione, sia quelli di opposizione. Introdotto nel 2010 con un accordo tra Parlamento e Commissione e ispirato direttamente al tradizionale discorso sullo Stato dell'Unione che il presidente Usa tiene ogni anno davanti al Congresso in seduta comune, il Soteu è diventato il principale appuntamento istituzionale annuale della politica comunitaria. Il bilancio dei risultati e le priorità legislative dell'anno a venire sono affiancate dalla tradizionale lettera d'intenti che la guida dell'esecutivo europeo invierà ai vertici di Parlamento e Consiglio. La rilevanza del confronto risiede nell'esercizio concreto della responsabilità democratica, ponendo la Commissione al vaglio politico dell'Eurocamera, unico ente comunitario eletto direttamente dai cittadini dei ventisette Paesi membri. A differenza del modello presidenziale statunitense, l'appuntamento comunitario non prevede un semplice monologo programmatico, ma si articola in una sessione d'aula in cui i gruppi parlamentari interrogano e incalzano la presidente sulle scelte dell'esecutivo. E viste le tensioni che attraversano la tradizionale maggioranza centrista al Parlamento europeo, dovute principalmente alla "politica dei due forni" che porta i Popolari a cooperare con i gruppi alla propria destra su temi come sostenibilità e migrazione, il Soteu di quest'anno rappresenterà anche un osservatorio d'eccellenza per sondare la distanza tra von der Leyen, espressione del Ppe, e gli altri gruppi che hanno contribuito a sostenerla: Socialisti (S&D), Liberali (Renew) e Verdi (Greens/Efa), con i Conservatori (Ecr) formalmente fuori ma collaborativi in alcune istanze. Secondo indiscrezioni di stampa, a livello di sicurezza esterna l'intervento di von der Leyen tratterà della formalizzazione del piano per uno scudo aereo comune europeo e il rafforzamento della prontezza civile e militare contro le minacce ibride, tema particolarmente caldo dopo che Berlino ha accusato Mosca di un tentato attacco via drone nell'aeroporto di Lipsia/Halle. Von der Leyen intende ribadire l'assistenza strategica a lungo termine all'Ucraina e chiarire i criteri per la protezione delle infrastrutture sottomarine e digitali comunitarie, accelerando le procedure per gli acquisti congiunti di sistemi d'arma e la mobilità rapida delle truppe tra i Paesi membri. Sul piano produttivo e commerciale, la presidente dell'esecutivo comunitario dovrebbe insistere sull'approvazione rapida delle clausole di preferenza europea contenute nell'Industrial Accelerator Act, nonché sul lancio di una rete di calcolo dedicata all'intelligenza artificiale a sostegno delle imprese del continente. Ci si aspettano anche chiarimenti sulla linea di difesa commerciale dinanzi alla concorrenza sleale e alle sovvenzioni cinesi, collegati ai piani di reindustrializzazione del continente, che von der Leyen intende portare avanti anche attraverso il Fondo per la competitività, volto a concentrare in un unico strumento le risorse per innovazione, industria e autonomia energetica. A completare le direttrici dell'indirizzo politico dovrebbe esserci una forte attenzione alla dimensione sociale, a partire dal piano per l'edilizia residenziale a prezzi accessibili per consentire ai singoli governi di sostenere la realizzazione di alloggi popolari. Previsti riferimenti a una futura legge sui posti di lavoro di qualità a tutela del potere d'acquisto dei lavoratori, misure per fronteggiare i rincari dell'energia e interventi mirati di contrasto alla siccità e al dissesto idrogeologico dopo le emergenze climatiche dell'estate. Queste ultime saranno il perno per il consueto richiamo alle ambizioni di decarbonizzazione dell'Ue, su cui l'esecutivo intende tenere la barra dritta. Infine, la stessa von der Leyen ha anticipato che esporrà la proposta della Commissione per intervenire a livello comunitario sull'utilizzo dei social media da parte dei minori.  A stagliarsi su tutti i lavori delle istituzioni comunitarie è l'ombra del prossimo Quadro finanziario pluriennale, il bilancio comunitario per il settennato 2028-2034, concretizzato nella proposta della Commissione da quasi duemila miliardi di euro. In questo dossier spicca la proposta di dotare l'Ue di nuovi flussi di entrate dirette proprie, tema che von der Leyen dovrebbe toccare nel discorso. Su questo e altri nodi le capitali "frugali" e quelle favorevoli a una politica economica più espansiva (come gli "Amici della coesione", che annoverano l'Italia) non hanno ancora trovato un quadro negoziale: la palla è nelle mani della presidenza irlandese del Consiglio dell'Ue. Gli altri nodi che i gruppi passeranno al pettine spazieranno dalla crisi energetica alla tenuta del modello sociale europeo a fronte dell'aumento del costo della vita. Non mancherà la discussione sull'equilibrio tra la tabella di marcia della decarbonizzazione dell'Ue, che l'esecutivo guidato da von der Leyen complessivamente sta portando avanti nonostante l'immensa pressione proveniente dalle capitali e dai comparti industriali, già alle prese con costi dell'energia tra i più alti al mondo. Sul radar degli eurodeputati anche la protezione dei settori produttivi tradizionali a fronte di rapporti commerciali internazionali sempre più complessi, l'attuazione delle nuove regole comuni su asilo e immigrazione e le misure necessarie a garantire la sicurezza delle frontiere esterne dell'Unione. Nell'ultimo discorso, pronunciato il 10 settembre 2025, von der Leyen aveva incentrato la sua relazione sulla necessità di una mobilitazione politica ed economica senza precedenti, definendo il momento storico "una battaglia per la nostra libertà e per il nostro futuro".   Sul versante della sicurezza e della politica estera la presidente aveva confermato l'impegno verso Kiev, proponendo un prestito per le riparazioni garantito dai proventi degli attivi russi immobilizzati in Ue: quella spinta è naufragata al Consiglio europeo di dicembre (ma è tornata sul tavolo di recente) ed è stata sostituita dalla decisione di emettere debito comune per un il prestito comunitario da 90 miliardi di euro all'Ucraina. La presidente della Commissione europea aveva anche sollecitato una decisa accelerazione verso una vera Unione europea della difesa, con iniziative di rafforzamento della cooperazione industriale militare e di acquisti congiunti di armamenti, che oggi si stanno concretizzando attraverso il programma dell'Industria della difesa europea Edip e lo strumento di finanziamento Safe. Vi era poi la promessa di istituire un meccanismo di sorveglianza per il fianco orientale, esteso dal Baltico al Mar Nero. Infine, si prevedeva anche di coordinare le politiche militari nazionali attraverso un ciclo strutturato entro il 2030, sviluppo tecnico che oggi fronteggia nodi importanti come la mancanza di coperture strutturali e l'integrazione operativa con la Nato. Sul fronte economico e produttivo, l'intervento del 2025 aveva fatto proprie le indicazioni avanzate nei rapporti strategici redatti da Mario Draghi ed Enrico Letta, indicando nella competitività la chiave della sovranità continentale dinanzi alle tensioni commerciali internazionali. La leader dell'esecutivo Ue aveva annunciato misure concrete a supporto della manifattura, tra cui l'attuazione del Patto per l'industria pulita (riedizione del Green deal in chiave competitività), una legge per l'accelerazione industriale nei settori ad alta intensità tecnologica, incentivi mirati per la filiera delle batterie e l'introduzione di criteri preferenziali legati alla produzione europea negli appalti pubblici: tutte misure presentate negli ultimi mesi e attualmente al vaglio di Parlamento e Consiglio. A queste misure si era affiancato l'impegno per una drastica semplificazione burocratica per le piccole e medie imprese, portato avanti dalla Commissione con la presentazione di altri sei pacchetti "omnibus" nello scorso anno, e l'abbattimento delle barriere residue nel mercato unico dei capitali, obiettivo fatto proprio anche dal Consiglio europeo a partire dalla riunione informale dello scorso febbraio su cui si registra qualche progresso, come gli atti varati su cartolarizzazione e investimenti, a fronte di una frammentazione persistente dei regimi fiscali nazionali. 
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US Open, oggi Sabalenka-Rybakina: orario, precedenti e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – E' il giorno della finale femminile allo Us Open. Oggi, sabato 12 settembre, la bielorussa Aryna Sabalenka, uno numero del mondo e prima testa di serie, sfida la kazaka Elena Rybakina, numero 2 del ranking Wta e del seeding – in diretta tv e streaming – nella finale dello Slam americano, l'ultimo della stagione. Sabalenka arriva al match dopo aver eliminato Osorio, Iatcenko, Rakhimova, Townsend, Noskova e Pegula, mentre Rybakina ha sconfitto Frodin, Bouzas Maneiro, Starodubutseva, Osaka Zheng e Gauff. Il match tra Sabalenka e Rybakina è in programma alle ore 22. Le due giocatrici si sono affrontati in ben venti occasioni con il bilancio di 12-8 in favore della bielorussa che ha anche vinto gli ultimi due confronti in finale a Indian Wells e in semifinale a Miami.  Tutte le partite degli US Open 2026 sono trasmesse in Italia in diretta tv in chiaro su SuperTennis e in diretta tv via satellite su Sky Sport per gli abbonati. Match visibili in streaming sulle piattaforme SuperTenniX, NOW Tv e Sky Go. 
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Elezioni Svezia, il Pse spera in Andersson: il ruolo della Russia sotto i riflettori

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(Adnkronos) – Domani, domenica 13 settembre, la Svezia va al voto, uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario elettorale dell'Ue di qui a fine anno. Il Paese, che è entrato nella Nato nel 2024 abbandonando la sua storica neutralità, pesa per oltre il 3% del Pil dell'Unione, ha un Pil pro capite di gran lunga superiore alla media Ue e, con i suoi 10,7 milioni di abitanti (poco più della Lombardia), è il peso massimo tra i nordici, un gruppo di Stati molto influente sulle politiche comunitarie.  Oggi a Stoccolma governa Ulf Kristersson, dei Moderaterna (Moderati), che guida una coalizione di centrodestra insieme ai Democratici Cristiani e ai Liberali, con l'appoggio esterno degli Sverigedemokraterna, i Democratici svedesi, un partito della destra radicale. A contendere il primato a Kristersson è la socialdemocratica Magdalena Andersson, già a lungo ministra delle Finanze. Pur essendo del Pse, come altre socialdemocratiche nordiche Andersson è tutt'altro che tenera con i Paesi del Sud: durante le trattative su Next Generation Eu, disse al Financial Times che non si può "fondare l'Unione Europea sul presupposto che alcuni Paesi non devono seguire sempre le regole e ottenere sempre delle eccezioni". Un messaggio che era diretto anzitutto all'Italia e alla Spagna.  Andersson, alla testa di una coalizione che riunisce, oltre ai Socialdemocratici, il Partito di Centro, i Verdi e la Sinistra, è comunque la grande speranza dei Socialisti Europei, che ormai possono contare solo su tre leader nel Consiglio europeo: lo spagnolo Pedro Sanchez, la danese Mette Frederiksen e il maltese Robert Abela. I Popolari ne hanno 12, quattro volte tanti. Una vittoria in Svezia aiuterebbe il partito che esprime il secondo gruppo del Parlamento Europeo dopo il Ppe a riguadagnare terreno a Bruxelles.  Il centrodestra, tuttavia, è un avversario assai tenace. L'ultimo sondaggio Novus/TV4, riferisce l'Atlantic Council in un report dedicato, assegna ai quattro partiti di opposizione (Socialdemocratici, Partito di Centro, Verdi e Partito della Sinistra) una quota complessiva del 50,3% dei voti. I tre partiti di governo (Moderati, Democratici Cristiani e Liberali), insieme ai Democratici Svedesi, si attestano al 47,7%. Il divario si è notevolmente assottigliato rispetto a due settimane prima, cosa che indica una competizione più serrata e un esito più incerto.  Kristersson ha aperto all'ingresso dei Democratici svedesi nella compagine di governo, in caso di vittoria: finora il partito della destra radicale si è limitato all'appoggio esterno. Come in altri Paesi nordici e dell'est, il ruolo della Russia, accertato o presunto, è sotto i riflettori: Andersson ha usato l'argomento in campagna elettorale. In una intervista a Politico.eu, ha detto che Kristersson "deve fare chiarezza sulla crisi della sicurezza. Si tratta di accuse estremamente gravi… la Russia rappresenta la maggiore minaccia per la Svezia". Secondo l'organizzazione non governativa Expo, una funzionaria dei Democratici Svedesi avrebbe promosso narrazioni filo-Cremlino per un decennio, coltivato legami con un gruppo attivo in Svezia e sostenuto dallo Stato russo, e introdotto russi all'interno del Parlamento svedese. La funzionaria, Polina Malaberg, lavora tuttora per i Democratici Svedesi.  Il fatto che la Russia tenti di influenzare l'esito elettorale dei Paesi che le sono vicini rientra nell'ambito del prevedibile: il ministro della Difesa polacco, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, ha invitato ieri i servizi di sicurezza dei Paesi dell'Europa Centro-Orientale a stare all'erta, con un particolare riferimento alla Lettonia, che il 3 ottobre voterà per rinnovare la Saeima, il Parlamento monocamerale del Paese baltico. Anche l'Agenzia per la Difesa Psicologica svedese, ricorda l'Atlantic Council, considera la Russia la principale minaccia informativa estera per le elezioni, a causa soprattutto del forte sostegno della Svezia all'Ucraina. Tuttavia, l'agenzia ritiene che la Svezia non sia attualmente un obiettivo prioritario per le operazioni di influenza russe. Diversamente da Alternative für Deutschland in Germania e da Fidesz in Ungheria, nessun partito svedese sta facendo campagna per ridurre il sostegno all'Ucraina. Anche i Democratici, che a Bruxelles siedono nel gruppo Ecr, tendenzialmente filo-ucraino, hanno sostenuto il trasferimento a Kiev di sedici aerei da guerra. Questo consenso trasversale, osserva l'Atlantic Council, limita le possibilità della Russia di indebolire il sostegno svedese all'Ucraina attraverso interferenze elettorali. Tutto questo, tuttavia, non rende il Paese immune dalle operazioni ordite dal suo potente vicino: la rete filo-russa Matrjosjka, ricorda il paper firmato da Anna Wieslander, Louise Blomqvist e Carl Ågård, ha recentemente messo in campo operazioni di disinformazione, sostenendo l'esistenza di brogli elettorali e lanciando false accuse contro il primo ministro, anche tramite video contraffatti che avevano i loghi di importanti testate svedesi ed europee. Secondo l'Atlantic Council, tuttavia, il rischio principale è un tentativo di minare la fiducia nel processo elettorale o di esacerbare le divisioni interne esistenti, piuttosto che un ribaltamento della posizione del Paese su questioni quali l'adesione alla Nato o la guerra in Ucraina. Quale che sia l'esito del voto, è probabile che per i migranti in Svezia le cose si faranno più complicate: il think tank nota che anche i Socialdemocratici prevedono un irrigidimento delle politiche migratorie, per non lasciare campo libero al centrodestra su un tema che, anche se ultimamente è sceso nelle priorità dei cittadini svedesi, resta politicamente incandescente. Il voto di domenica, inoltre, potrebbe anche preludere ad un periodo piuttosto lungo di formazione del nuovo esecutivo. Il sistema svedese è intrinsecamente favorevole alla nascita di governi di minoranza, a causa del sistema del cosiddetto parlamentarismo negativo. In pratica, spiega il think tank estone Rkk-Icds , il primo ministro viene eletto ed entra in carica a meno che la maggioranza assoluta dei membri del Riksdag, il Parlamento monocamerale, non voti contro. In teoria, in Svezia è possibile diventare premier con un voto favorevole e 174 astensioni, purché i contrari non raggiungano quota 175 (l'Aula ha 349 seggi). Questo sistema facilita, appunto, la nascita di governi di minoranza ed evita il rischio di paralisi politiche prolungate. Malgrado siano in svantaggio nei sondaggi, i partiti attualmente al governo, osserva l'Atlantic Council, si presentano con un percorso chiaro per la formazione di un nuovo esecutivo. Dopo l'accordo che ha portato alla nascita del governo a tre con l'appoggio esterno degli Sverigedemokraterna, Kristersson ha esplicitamente aperto alla possibilità di far entrare ministri dell'estrema destra nel prossimo esecutivo.  Per contro, sottolinea il think tank, l'opposizione non ha un programma di governo unitario. Il Partito di Centro esclude la formazione di un governo che includa il Partito della Sinistra. Dal canto suo, il Partito della Sinistra ha dichiarato che voterà contro qualsiasi governo in cui non sia rappresentato. L'opposizione, secondo gli esperti, ha maggiori possibilità di raggiungere una maggioranza parlamentare, ma Andersson "potrebbe comunque faticare a trasformare questo vantaggio in un governo stabile". L'ultima parola ora spetta agli elettori.  
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Europei pallavolo, oggi Italia-Grecia: orario e dove vederla in chiaro

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(Adnkronos) – Secondo match per l'Italia agli Europei di pallavolo maschili. Oggi, sabato 12 settembre, la nazionale azzurra, guidata dal commissario tecnico Ferdinando De Giorgi, sfida la Grecia a Modena. La Nazionale, inserita nel gruppo A e che all'esordio a Napoli ha superato 3-0 la Svezia, affronterà poi Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia. Ecco orario e dove vedere la partita in tv e streaming. La partita tra Italia e Grecia, secondo impegno degli Azzurri di De Giorgi agli Europei di pallavolo maschili, è in programma oggi, sabato 12 settembre, alle 21:05 a Modena. Le partite dei Campionati europei di pallavolo maschile 2026 sono visibili in diretta tv via satellite sui canali Sky Sport e in streaming su Sky Go, Now, Dazn ed Eurovolley TV. Le partite dell’Italia saranno visibili in diretta tv e in chiaro sui canali Rai e in streaming su RaiPlay. 
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Ucraina, Meloni “Resistenza è vero patriottismo, su sostegno non cambio idea”

ROMA (ITALPRESS) – “Il tentativo russo di conquistare Kiev ha risvegliato l’Europa da un lungo torpore e dalla illusione che fosse al riparo dai grandi rischi del passato. La guerra in Ucraina ha dimostrato che la storia si è tutt’altro che fermata e che è finita l’era nella quale il Vecchio Continente poteva delegare ad altri la propria sicurezza. Nonostante molte contraddizioni e tentennamenti, l’Europa ha saputo reagire in modo ben più determinato di quanto ci si potesse immaginare, sicuramente più di quanto Mosca si aspettasse. Ed è vero che l’incredibile resistenza ucraina ha fatto riscoprire a molti europei il senso dell’identità e del patriottismo”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista al Foglio. “Concetti che in tanti consideravano superati, ma certo non chi appartiene alla mia comunità politica, che ha sempre posto la Patria e l’identità nazionale al centro del proprio agire. Per quello che mi riguarda, credo da sempre che il patriottismo sia una cosa molto seria. Non è solo una bandiera da sventolare, o un inno da cantare. Quando ti definisci un patriota la prima domanda a cui devi rispondere è: sei in grado di mettere la Patria prima di te stesso? E’ questo il punto”, spiega. “Per me in questi anni sarebbe stato elettoralmente più vantaggioso non sostenere l’Ucraina, piuttosto che farlo. Solo che io non ho sostenuto l’Ucraina per Kiev io ho sostenuto l’Ucraina per Roma. Perchè, come ho detto molte volte, l’Italia avrebbe tutto da perdere in un contesto internazionale in cui vengono meno le regole della pacifica convivenza tra le nazioni e torna a prevalere la legge del più forte. E, purtroppo, un assaggio di quello scenario lo stiamo avendo in questi anni”, prosegue Meloni. Sarebbe disposta a stabilire una regola per la futura coalizione: nessuna alleanza con i finti patrioti che votano contro il sostegno all’Ucraina? “Giorgia Meloni non è certamente disposta a fare il contrario di quello che ha fatto finora, o di quello in cui crede, per calcolo politico o elettorale. Io sono una persona seria, e non sono buona per tutte le stagioni. Chi cerca un premier che cambia idea in base al sostegno di questo o quel partito, sempre e solo per tornaconto personale, deve rivolgersi altrove”.
Sull’Europa, aggiunge Meloni, “il meccanismo di funzionamento dell’Unione europea si è dimostrato inadeguato ad affrontare le grandi sfide della nostra epoca. Sono felice che ora siamo tutti d’accordo sul fatto che serva un cambio di passo, perchè quando lo dicevamo noi venivamo tacciati di antieuropeismo. Non credo però che la soluzione sia cercare ancora più integrazione europea o il superamento dell’unanimità o l’Europa federale che supera gli stati nazionali, e quindi non sono d’accordo con Mario Draghi. Insieme alla famiglia dei conservatori europei, ho sempre ritenuto che servisse l’esatto opposto, ovvero un modello di Europa confederale, nel quale gli Stati membri mantengano ampia sovranità ma interagiscano in modo più efficace sulle materie di rilevanza strategica. E’ una visione che sta prendendo sempre più piede, tanto che ora diversi Stati membri invocano il ricorso alla cooperazione rafforzata”.
Commentando poi la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt, spiega: “Da anni, in Europa sono cresciuti quei movimenti politici che pongono in primo piano la difesa dell’identità, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, il pericolo dell’islamizzazione dell’Europa. Nei confronti di questi movimenti, molto spesso la reazione dell’establishment è stata quella di provare a creare dei ‘cordoni sanitarì, non invece di affrontare nel merito le questioni. Come si vede, è una strategia che non funziona. Funziona invece ascoltare quelle istanze e rispondere. E’ quello che sta facendo il centrodestra in Italia, con soluzioni serie e non demagogiche: in tema di lotta all’immigrazione clandestina, di difesa dei confini, di tutela delle fasce più fragili, di attenzione alle periferie, di centralità del lavoro. Da noi il contesto politico è radicalmente diverso da quello che vediamo in Germania e in altre nazioni”, conclude Meloni.
(ITALPRESS)

– foto: Ipa Agency –