(Adnkronos) – Si è conclusa a Senigallia l'edizione 2026 del Cantagiro. La serata finale, andata in scena sabato 12 settembre in una Piazza Roma gremita di gente, ha visto salire sul gradino più alto del podio il cantautore Sarfè (Lombardia), che ha conquistato la giuria con il suo brano inedito. Il secondo posto è andato a Mayra Mannarino (Calabria), mentre al terzo posto si è classificata Sara I (Emilia-Romagna). Nel corso della serata sono stati assegnati anche premi speciali e riconoscimenti della critica e dei partner: Premio Cantagiuria: Sarfè; Premio Little Tony: Antonix; Premio Emozione Elvino Echeoni: Lilian De Paolis; Premio 2duerighe: Asia; Premio Mio: Benedetta Tinè; Premio Musica Live: Nicola Squillace; Premio Radio Italia Anni 60: Carlotta Grillo; Premio Il Resto del Carlino / Quotidiano Nazionale: Caterina Arcuri; Premio Nuovo Imaie: Miele; Premio Sergio Bardotti: Caterina Arcuri. La conduzione della finalissima è stata affidata a Marco Zingaretti, volto ormai consolidato della manifestazione, con la regia curata da Giulia Carla De Carlo. Grande soddisfazione è stata espressa dal patron Enzo De Carlo per la qualità delle proposte musicali e per la risposta del pubblico, che rinnova il legame tra la città di Senigallia e la storica kermesse canora. Nato nel 1962 e rilanciato nel 2005, Il Cantagiro continua a rappresentare uno spazio di formazione e visibilità per la scena indipendente ed emergente (un percorso intrapreso negli anni anche da voci come Elena D'Elia, ospite della finale insieme ad Antonio Mezzancella, e nel cast dell’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi).
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Cantagiro 2026, Sarfè si aggiudica il primo posto
Emma Bonino, camera ardente in Campidoglio: lunga fila in piazza per ultimo saluto
(Adnkronos) – Una bandiera dell’Europa sul feretro di Emma Bonino in Campidoglio dove, nella Sala delle Protomoteca, è stata allestita la camera ardente della storica leader radicale per le giornate di oggi e domani. Ad accogliere il feretro il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il fratello di Bonino Giovanni e la sorella Domenica, i leader di +Europa Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova. In piazza già una lunga di persone per l’ultimo saluto a Bonino.
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Sant’Anna di Vinadio, donna dispersa ritrovata viva dopo cinque giorni in montagna
(Adnkronos) –
Una donna dispersa nella zona di Sant’Anna di Vinadio è stata ritrovata viva dopo cinque giorni passati all'addiaccio. La settantenne è stata individuata lungo il versante tra il Passo di Tesina e i Bagni di Vinadio da una squadra mista del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. La donna era scomparsa dopo essere partita per un’escursione nella zona dei laghi di Sant’Anna. Per cinque giorni, soccorritori e forze dell’ordine hanno battuto senza sosta un territorio particolarmente complesso, utilizzando elicotteri, droni, unità cinofile e speleosub. La svolta è arrivata quando la squadra mista ha individuato la donna lungo il versante. Era viva e cosciente, ma fortemente provata dopo aver trascorso cinque giorni e cinque notti in montagna. Sul posto è intervenuto il servizio regionale di elisoccorso di Azienda Zero Piemonte, che ha provveduto al recupero e al trasferimento della donna in ospedale per le necessarie cure. Le ricerche hanno visto impegnati il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri, oltre al servizio regionale di elisoccorso. Un imponente dispiegamento di uomini e mezzi che ha permesso di controllare anche le aree più difficili da raggiungere. Per giorni le squadre hanno continuato a cercare senza mai interrompere le operazioni. La complessità del territorio montano e il passare delle ore non hanno fermato i soccorritori, che hanno continuato a mantenere aperta la possibilità di trovare la donna ancora in vita. Una ricerca lunga e difficile che si è conclusa nel migliore dei modi, che testimonia ancora una volta l'importanza della collaborazione tra le diverse forze impegnate nelle operazioni di soccorso.
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Manovra, Giorgetti: “A studio taglio tasse giovani, penso a flat tax 5% su aumenti stipendio”
(Adnkronos) – Aumenti di stipendio per i giovani con una possibile agevolazione fiscale: è l’idea lanciata dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in vista della prossima legge di bilancio. L’obiettivo è favorire la crescita delle retribuzioni degli under una determinata età attraverso una tassazione più favorevole sugli aumenti riconosciuti dalle aziende. "L'idea che ho messo sul tavolo" per i giovani, è che "gli aumenti stipendiali che potrebbero essere riconosciuti dai datori di lavoro per i giovani sotto una determinata età potrebbero avere un trattamento fiscale agevolato. Ricordo il grande successo che ha avuto l’iniziativa del governo, l’anno scorso, di riconoscere una tassazione flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali. Penso che questo successo possa essere trasferito, con i dovuti accorgimenti, anche su gli eventuali aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani nelle aziende", afferma Giorgetti, intervenendo alla festa dell'Udc in videocollegamento. "Sono tutte idee devono essere discusse nella coalizione di governo" e "ci vuole cooperazione datori lavoro e la disponibilità dello Stato a riconoscere questo tipo di agevolazioni", aggiunge il ministro. Giorgetti spiega che "ci approcciamo all’ultima legge di bilancio, forse, con grande spirito di responsabilità ma anche con la consapevolezza che dobbiamo, in un contesto così difficile, cercare di aiutare e promuovere lo sviluppo e andare in contro alle classi sociali e ceti che fino a questo momento non hanno avuto l’attenzione che meritavano". "Dobbiamo fare anche una specie di inventario di tutte le misure che abbiamo adottato, come le abbiamo adottate, i limiti di reddito e come questi incidono, perché c’è il rischio di duplicare delle misure per determinate classi di reddito ed escludere totalmente le altre", sottolinea il ministro. "Noi abbiamo intenzione di continuare nella direzione di intervenire in modo selettivo e il più possibile equo e, tra virgolette, intelligente per quanto riguarda la riduzione della pressione fiscale su determinate categorie: il ceto medio non è importante solo in termini economici ma anche politici perché sappiamo perfettamente che quando le società fanno aumentare i gap inevitabilmente genera tensioni sociali e politiche". Per il ministro "dobbiamo continuare a promuovere lo spirito imprenditoriale, strettamente collegato con la dimensione dell’investimento. Un imprenditore esiste nella misura in cui è coinvolto dalla dimensione aziendale, continua a crederci e investire nel lungo periodo". "Per promuovere la dimensione degli investimenti abbiamo spinto molto su due dimensioni: iper ammortamento, misura semplice, diretta che riguarda determinate tipologie di investimenti", e che ha dimostrato di riscuotere "interesse perché, avendo continuità nel corso del tempo, garantisce questo tipo di sicurezza rispetto alle decisioni imprenditoriali". L'altra dimensione è la zes: "I risultati ha dimostrano che il sud in qualche modo si è rimesso in moto". Parlando del recente aumento dei tassi d’interesse della Bce, proprio per contrastare inflazione e l'aumento dei prezzi, Giorgetti spiega che "in realtà di traduce per chi è indebitato, sia famiglie che imprese e anche per lo Stato, in maggiori oneri. In questi momenti in cui i tassi d’interesse aumentano si capisce quanto sia importante tenere sotto controllo il debito, avere la possibilità di riuscire a collocarlo e quindi avere la fiducia dei mercati e dei risparmiatori".
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Incidente stradale per Daniel Maldini a Milano, sei feriti in scontro tra auto
(Adnkronos) –
Sei persone sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto a Milano e che ha coinvolto anche Daniel Maldini, attaccante del Cagliari e figlio dell'ex capitano del Milan Paolo. Il 24enne era reduce dal match vinto 2-1 sul campo dell'Atalanta a Bergamo. Nella sfida, il figlio d'arte ha firmato il gol decisivo su calcio di rigore. Maldini, a quanto apprende l'AdnKronos, sta bene ed è già a casa dopo gli accertamenti sanitari. Secondo la ricostruzione, un veicolo che percorreva via Caracciolo in direzione di via Mac Mahon si è scontrato con l'auto condotta da Maldini, proveniente da piazza Caneva e in transito in via Tolentino. All'intersezione, non regolato da semaforo, il veicolo guidato dal calciatore avrebbe impegnato l'incrocio senza concedere la precedenza ai mezzi provenienti da sinistra.
L'impatto è avvenuto tra la parte anteriore destra del primo veicolo e la parte anteriore sinistra dell'auto di Maldini. A seguito dello scontro, la prima vettura è stata proiettata contro una terza auto regolarmente parcheggiata negli spazi riservati ai residenti lungo via Caracciolo. Il bilancio è di sei feriti, tutti soccorsi in codice giallo e trasportati negli ospedali Policlinico, San Carlo e Fatebenefratelli. Sono stati inoltre richieste le verifiche sanitarie previste dagli articoli 186 e 187 del Codice della strada. Le autorità stanno effettuando gli accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica dell'incidente.
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Houthi, Tajani: “Situazione complicata, i nostri militari in sicurezza”
(Adnkronos) – "Ci sono normali misure di sicurezza che vengono adottate per far sì che i nostri militari siano garantiti. Certamente sappiamo che è una situazione complicata, ci auguriamo che si possa trovare alla fine un accordo". Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, risponde così all'Adnkronos, a margine della giornata conclusiva di Azzurra Libertà, la festa dei giovani di Forza Italia a Montesilvano, sull'allarme per i militari italiani che operano con la missione Task Force Arabia in Arabia Saudita dopo gli attacchi missilistici degli Houthi. "Abbiamo condannato gli attacchi degli Houthi all'Arabia Saudita e ci auguriamo che la situazione possa cambiare. Bisogna lavorare per costruire un nuovo processo e continuare a difendere con la missione Aspides le nostre navi mercantili che passano nel Mar Rosso", aggiunge Tajani. La presenza di soldati italiani in Arabia Saudita, evidenzia Tajani, non è una 'sorpresa'. "Ma sono tutti informati…e non è una missione in Arabia ma è stato fatto uno spostamento di truppe che stavano in Kuwait e per metterli in sicurezza sono stati spostati in Arabia Saudita. Le polemiche strumentali non servono a nulla, il Parlamento è stato sempre informato, io sono andato oltre 100 volte in Parlamento, altrettanto il ministro Crosetto. Le polemiche non servono…", aggiunge il ministro. "Sento anche polemiche – continua – sul fatto che noi non difendiamo la diplomazia ma il partito che lo dice è lo stesso che ha voluto far fare l'alto rappresentante presso l'Unione Europea un non diplomatico, figuriamoci. L'opposizione deve fare il suo gioco ma si deve essere anche seri", ha concluso.
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Camera ardente Bonino, il feretro della leader radicale arriva in Campidoglio
ROMA (ITALPRESS) – E’ stata aperta, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, la camera ardente di Emma Bonino, scomparsa venerdì scorso all’età di 78 anni. Numerose le presenze istituzionali e politiche per rendere omaggio alla storica esponente radicale. Tra i primi ad arrivare il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il segretario di +Europa Riccardo Magi, Matteo Hallissey e i familiari di Bonino.
Emma Bonino, storica esponente del Partito Radicale, parlamentare italiana ed europea e più volte componente del Governo, è stata per decenni una delle figure di riferimento della politica italiana e delle battaglie per i diritti civili e le libertà individuali. Europeista convinta, ha ricoperto anche l’incarico di ministro degli Esteri nel Governo Letta.
Sul feretro è stata deposta la bandiera dell’Unione europea, simbolo particolarmente significativo per una delle principali figure dell’europeismo italiano. La scelta si inserisce anche nel rispetto delle disposizioni del Cerimoniale di Stato, che riservano l’utilizzo della bandiera nazionale a copertura del feretro a specifiche categorie previste dalla normativa. La camera ardente resterà aperta al pubblico oggi, fino alle 19, e domani, dalle 10 alle 19, per consentire a cittadini, esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni di rendere l’ultimo saluto a Bonino. Le esequie di Stato in forma laica, con commemorazione ufficiale, si terranno martedì 15 settembre alle 12.30, sempre nella Sala della Protomoteca del Campidoglio.
– foto xu1 Italpress –
(ITALPRESS).
Sofia Goggia, nessun trauma in allenamento: esami nei prossimi giorni
(Adnkronos) – “Nessun trauma e nessun incidente per Sofia Goggia in allenamento”. Come apprende l’Adnkronos da fonti dello sci alpino, la campionessa azzurra è rientrata in anticipo dall’Argentina, dove stava svolgendo parte della preparazione con le compagne di squadra, per un malessere legato a una fase generale di affaticamento, che andrà approfondito nei prossimi giorni con tutti gli accertamenti del caso. Per la sciatrice bergamasca, bronzo in discesa alle ultime Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, l’obiettivo sarà ora recuperare al meglio, senza correre rischi verso il primo appuntamento della stagione a Soelden, in Coppa del Mondo.
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Roma, scontro frontale tra due auto a Morlupo: morta 53enne
(Adnkronos) – Una donna di 53 anni è morta in un incidente frontale intorno alle 21.30 di ieri, a Morlupo. Alla guida di una Nissan Micra si è scontrata con una Citroen C3 in via Campagnanese, al km 2. Ferito in gravi condizioni anche l'uomo al volante dell'altra auto, trasportato in codice rosso all'ospedale Sant'Andrea dove sarà anche sottoposto agli accertamenti di rito. Sul posto, per i rilievi, i carabinieri di Riano e Castelnuovo di Porto. In corso gli accertamenti per risalire alla dinamica dei fatti.
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Ue, Follini: “Evaporati ‘poteri forti’, in scena ‘poteri vili'”
(Adnkronos) – "L’onda di protesta che sta sommergendo l’Europa appare quasi come la nemesi dei suoi successi (e dei suoi meriti) di appena qualche anno fa. Eravamo usciti trionfanti dalla guerra fredda, e di lì in poi sembrava che la nostra strada fosse tutta in discesa. E invece, quasi a volerci ricordare che anche le guerre vinte hanno un costo, ci troviamo ora nel bel mezzo di una tempesta che non promette nulla di buono. Senza contare il fatto che nel frattempo gli Stati Uniti in versione Trump hanno cambiato il loro fronte geopolitico. E da lord protettori della causa europea -sia pure con qualche remora- ne sono diventati quasi i sabotatori. Il fatto è che l’intera classe dirigente a cui è affidata la causa europea, e quella dei suoi paesi più importanti, appare come divisa da una fenditura che si sta rivelando pressoché irrimediabile. Da un lato infatti c’è chi pensa che l’onda di piena della protesta vada affrontata con modi astuti e compiacenti, sforzandosi per quel che si può, di accarezzare gli avversari per il verso del pelo. E dall’altro c’è chi invece ritiene che questa sfida, così estrema, vada fronteggiata facendo il viso dell’arme, muro contro muro, con doverosa, quasi tetragona fermezza sui principi. Il fatto è che queste due linee, lasciate in un certo senso tutte e due a metà, finiscono per annullarsi a vicenda. Così che non avviene né la “romanizzazione dei barbari”, come si usa dire, né la strenua difesa di quel che resta della nostra tanto blasonata “romanità” politica e istituzionale. Forse è tardi per correggere questo di cose. Ma la politica non può mai restare ferma. E forse, anzi, essa dovrebbe cominciare a interrogarsi di più su se stessa. Poiché, è vero, l’onda di protesta ha dalla sua alcune buone ragioni. Ma la piega che ha preso, e lo smarrimento che ne discende, si devono anche alla straordinaria confusione e all’ordine sparso con cui la politica -quella ufficiale, quella delle istituzioni- ha affrontato (si fa per dire) la sfida che aveva davanti. Si pensi alla Germania. In quel paese è in corso da almeno un paio d’anni una complessa discussione politico-storico-legale intorno all’eventualità di mettere al bando l’Afd per quei suoi fin troppo espliciti ammiccamenti alle idee covate dal nazismo. Ora è chiaro che una simile questione non può essere lasciata appesa troppo a lungo. Ed è chiaro altresì che al punto in cui siamo quel bando che sarebbe stato magari ineccepibile agli inizi diventa ora del tutto impraticabile fino a suonare come un gesto dettato dal panico e da una tardiva forma di arroganza. Il fatto è che le classi dirigenti che guidano la danza (si fa per dire) appaiono a questo punto quasi in balia delle musiche altrui. Così che esse non sembrano più capaci né di mettere in campo un progetto di assimilazione della protesta né di costruire un argine a difesa dei principi liberal-democratici sotto tiro. Senza contare che una parte ormai larga di queste elites appaiono pronte ad accomodarsi quasi plaudenti in tribuna immaginando furbescamente che la propria compiacenza verso gli alfieri del nuovo ordine verrà in qualche modo ricompensata. Si pensi al forum di Cernobbio, di appena qualche giorno fa. Laddove, volendo venire incontro ai fenomeni più estremi del momento, i blasonati organizzatori hanno pensato bene di invitare il generale Vannacci a parlare a quella platea in un formato privilegiato, rivestendolo di un ruolo istituzionale che non aveva e offrendogli la solitaria possibilità di confrontarsi da pari a pari, fuori dai ranghi di tutti gli altri, con un ex presidente del consiglio. Riguardo che fin qui non era mai stato offerto a nessuna altra figura politica. Il fatto è che in questa situazione sono evaporati i “poteri forti”. E in cambio sono comparsi in scena i “poteri vili”. Nuove metafore dell’abdicazione di quell’establishment che solo pochi anni fa incuteva un certo timore reverenziale. Ma le disavventure politiche nascono per l’appunto quasi sempre così. Dalla pavidità delle classi dirigenti prima ancora che dalla vis polemica con cui vengono sfidate. Post scriptum. Rendiamo tanto più onore, allora, al non-potere -impavido e limpido- di Emma Bonino". (di Marco Follini)
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