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Cinema in lutto, è morto Tinto Brass: aveva 93 anni

(Adnkronos) – E’ morto Tinto Brass. Aveva 93 anni. Il regista, nato a Milano il 26 marzo 1933, è scomparso improvvisamente questa mattina nella sua casa di Roma. A darne notizia all’AdnKronos è la moglie Caterina Varzi.
 

“E’ un momento difficile, di profonda tristezza e dispiacere”, ha detto Varzi, raggiunta al telefono dall’AdnKronos a poche ore dalla morte improvvisa del marito. 

Il regista, nel corso degli anni, ha affrontato diversi problemi di salute, tra cui un ictus e una emorragia
cerebrale nel 2010, un attacco ischemico e febbre alta nel 2019 e poi nel maggio di quest’anno era stato nuovamente ricoverato d’urgenza per una setticemia che ha messo in pericolo la sua vita. Un’infezione sopraggiunta anche a causa delle difficoltà logistiche legate a una frana vicino alla sua abitazione romana, che lo aveva costretto a un isolamento forzato impedendogli di effettuare le regolari visite mediche di controllo. 

Recentemente Tinto Brass si era ripreso e stava meglio ma, a quanto apprende l’AdnKronos, questa mattina, improvvisamente, ha avuto una crisi cardiaca. 

Nato Giovanni ‘Tinto’ Brass a Milano il 26 marzo 1933 da una famiglia veneziana (il padre Alessandro Brass uno degli avvocati più affermati della città lagunare), il futuro regista si laurea in legge all’Università di Ferrara con una tesi dal titolo “Rapporti di lavoro con imprese della produzione cinematografica”. Trasferitosi a Parigi con la moglie Carla Cipriani (detta Tinta), è stato archivista alla Cinematheque Française, una delle più prestigiose e ricche raccolte del mondo, all’epoca diretta da Henri Langlois, e così s’inserìsce nel milieu dell’emergente Nouvelle Vague. 

Tornato in Italia, Brass lavora come aiuto regista per Alberto Cavalcanti, Roberto Rossellini, Joris Ivens. Esordisce alla regia con un vena anarcoide con il lungometraggio “In capo al mondo” (1963), riscuotendo l’unanime attenzione della critica con un’entusiastica accoglienza alla Mostra del Cinema di Venezia: film iconoclasta e irriverente, svelò la crisi di valori della generazione dell’antifascismo e della Resistenza, narrando i disagi di un giovane che stenta a integrarsi nella società. Questa insofferenza verso il potere e le sue istituzioni non viene apprezzata dai censori dell’epoca che gli impongono tagli. 

Con le due epopee storico-erotiche “Salon Kitty” (1976) e “Caligola” (film realizzato nel 1979 e uscito nel 1984, non corrispondente all’iniziale progetto), Brass inaugura una nuova fase, orientandosi verso un erotismo morboso, di ispirazione colta, che con il tempo sarà premiato anche da un vasto successo di pubblico. Il sesso e il suo particolare rapporto con il potere e con il denaro diventa il tema centrale di “Salon Kitty”, film impregnato di atmosfere che ricordano quelle di Luchino Visconti e Liliana Cavani e ambientato in una casa di tolleranza di Berlino con protagonisti Helmut Berger e Ingrid Thulin. 

Di nuovo sesso e potere sono al centro di “Caligola”, basato su una sceneggiatura dello scrittore statunitense Gore Vidal: fu censurato e vietato in numerosi paesi, Italia compresa, per le scene di nudo; quando fu redistribuito con il titolo “Io, Caligola”, Brass decise di non firmare la regia a causa di alcuni problemi con la produzione, l’editore di “Penthouse” Bob Guccione, che lo aveva escluso dal montaggio. Le riprese iniziarono nel 1976 e il set fu travagliato anche a causa delle numerose scene di sesso, con ripetuti diverbi con gli attori principali: Malcolm McDowell, nei panni dell’imperatore Caligola, Teresa Ann Savoy (Drusilla) e Peter O’Toole (Tiberio). 

La propensione per il grottesco contraddistingue “Action” (1980), beffarda e autobiografica riflessione sul rapporto che lega arte e pornografia. Deciso ad abbandonare il cinema “serio”, o “serioso” come dice il regista, numerose sono le pellicole firmate Tinto Brass in cui spiega ed esplora i meandri dell’erotismo, il più famoso dei quali è “La chiave” (1983), libero adattamento di un romanzo di Tanizaki Junichiro. 

Da “La chiave” in poi, il suo maggior successo, il regista si è concentrato sul percorso di liberazione sessuale di personaggi femminili sempre più disinibiti: dalla borghese insoddisfatta (Stefania Sandrelli) di questo film, alla locandiera divoratrice di uomini (Serena Grandi) di “Miranda” (1985), fino alla prorompente amante (Francesca Dellera) di “Capriccio” (1987), la gioiosa prostituta (Debora Caprioglio) di “Paprika” (1990) e la vergine inquieta (Anna Ammirati) di “Monella” (1998), passando per “Così fan tutte” (1992, protagonista l’esrdiente Claudia Koll) e “L’uomo che guarda” (1994), liberamente tratto da un romanzo di Alberto Moravia. Il regista che compare spesso nei suoi film, si è ritratto con particolare ironia in “Fermo posta Tinto Brass” (1995). 

Tra le pellicole più recenti nel 2002 Brass dirige Anna Galiena e Gabriel Garko in “Senso ’45”, liberamente ispirato al racconto “Senso” di Camillo Boito. Nel 2003 torna invece alla commedia erotica con il film a episodi “Fallo!”. Il suo ultimo film è “Monamour” (2005). Il regista ha diretto anche in teatro opere come “Pranzo di famiglia” di Roberto Lerici (1973), uno spettacolo ripreso per cinque volte, con la stessa regia, fino al 1986, anno in cui, invitato a New York, riscosse un successo di critica e di pubblico. 

Nel 2006, anno della scomparsa dell’inseparabile moglie Tinta, con lui spesso sceneggiatrice, la Cinémathèque Française di Parigi ha dedicato a Tinto Brass un omaggio-retrospettiva dal titolo “Eloge de la chair” (Elogio della carne), con la proiezione nella prestigiosa sala dei Grands Boulevards parigini di 10 suoi film. La produzione artistica del nonno, il pittore veneziano Ialico Brass (1870-1943), ha notevolmente influenzato le ricerche estetiche del regista. 

Nel 2010 Tinto Brass viene colpito fa un’emorragia cerebrale e ricoverato in ospedale, ristabilendosi nei mesi successivi con la riabilitazione. 

Dal matrimonio con Carla Cipriani, celebrato nel 1956 a Venezia, sono nati due figli, Beatrice e Bonifacio. Di tre anni maggiore del marito, Tinta era la figlia di Giuseppe Cipriani, famoso ristoratore veneziano, fondatore e proprietario dell’Harry’s Bar. Nel 2017, a 84 anni, il regista ha sposato in seconde nozze la psicoanalista, ex avvocata e attrice Caterina Varzi.
 

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spettacoli

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Diaco-Ravagnani, Carlucci: “Inaccettabile quanto accaduto, ad Alberto la nostra solidarietà”

(Adnkronos) – Milly Carlucci e gli autori di ‘Ballando con le stelle’ intervengono sull’intervista condotta da Pierluigi Diaco ad Alberto Ravagnani, ex sacerdote della Diocesi di Milano e attuale concorrente dello show di Rai1.  

L’episodio, andato in onda ieri durante la trasmissione pomeridiana ‘BellaMa” su Rai2, ha spinto il team del programma serale a prendere una posizione. Con un post sui social, la conduttrice ha condiviso le riflessioni sue e del suo gruppo di lavoro: “Ballando Con Le Stelle da sempre ha proposto al suo pubblico temi su cui riflettere, con l’intento di capire e includere aspetti di una società complessa e in continuo divenire.  

Ringraziamo Alberto Ravagnani per aver accettato l’invito a Ballando Con Le Stelle e per condividere con noi la sua esperienza di vita. Siamo felici di continuare insieme un percorso umano e artistico nel profondo rispetto della persona. In merito ai noti fatti riteniamo inaccettabile quanto accaduto e rinnoviamo pubblicamente ad Alberto tutto il nostro affetto e la solidarietà, già ripetutamente espressa, da tutto il nostro gruppo di lavoro, in privato”. 

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spettacoli

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Psicologia, alla Statale 2mila richieste per 500 posti, torna l’Agorà sul benessere mentale

(Adnkronos) – Sono oltre 2mila le richieste di iscrizione arrivate alla Statale di Milano per il corso triennale di psicologia, che di posti ne ha 500: un numero importante che denota una grande attenzione da parte dei giovani verso il benessere psicologico e psichiatrico, ma che mette in evidenza anche la necessità di maggiore informazione e della creazione di luoghi di discussione e confronto per il resto della popolazione. Proprio per offrire occasioni di ascolto su questi temi ai cittadini – informa una nota – all’Università Statale di Milano torna per il secondo anno l’Agorà della psicologia, la “piazza aperta” dedicata a esplorare i grandi temi dell’esistenza, con un programma di 9 incontri con esperti del settore che partono il 12 novembre per terminare a maggio 2027. 

“I corsi di Psicologia della Statale, uno di laurea triennale e due di magistrale, sono nati per dare spazio al benessere psicologico della persona e della comunità, e hanno portato alla luce un grande interesse verso questi temi – afferma Marina Brambilla, rettrice dell’Università degli Studi di Milano –. La ripartenza dell’Agorà della Psicologia, giunta alla sua seconda edizione, rinnova un’esperienza nella quale crediamo molto e conferma la volontà della Statale di rafforzare il dialogo tra Università e società. In un tempo complesso come quello che viviamo, l’Università deve essere un luogo aperto alla città, capace di produrre conoscenza e restituirla alla società, offrendo occasioni autentiche di confronto. È qui che possiamo e dobbiamo esercitare una delle nostre responsabilità più importanti: accogliere idee per generare altre idee, coltivando la libertà di pensiero e il coraggio dell’autonomia intellettuale”. 

“L’Agorà si inserisce in un progetto dedicato alla psicologia partito con i corsi di laurea ma sviluppatosi poi con uno sguardo di ampio respiro, che va oltre l’aula e gli studenti per arrivare a tutta la cittadinanza: fare arte, ascoltare, partecipare sono infatti già modi di promuovere la salute mentale – spiega Gabriella Pravettoni, ordinaria di Psicologia presso il Dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia (Dipo), Università di Milano e direttrice della Divisione di Psiconcologia dello Ieo –. Vivere una Statale aperta alla città, grazie a un’attività che permetta di ritrovarsi insieme, significa esercitare un’azione di prevenzione davvero rivolta a tutti. A chi si chiede da dove cominciare, dico: venite ad ascoltare queste conferenze, perché vi permetteranno di conoscere più a fondo voi stessi e il mondo, e di migliorare la propria qualità di vita”.  

 

“Chi lavora ogni giorno in ambito oncologico sa che la malattia non riguarda soltanto il corpo: coinvolge la persona nella sua interezza, i suoi affetti, la sua capacità di immaginare il futuro – conclude Gianluca Vago, direttore Dipo –. Per questo la cura dei pazienti e la ricerca non possono prescindere dalla dimensione psicologica. Un’iniziativa come l’Agorà ci appartiene profondamente: parlare di mente, emozioni e fragilità e farlo in un contesto aperto significa contribuire a ridurre la distanza e il silenzio che ancora oggi toccano le vite di molte persone. Il programma di quest’anno, che spazia dalla filosofia alla neuroscienza, dalla psicoanalisi all’adolescenza, ci ricorda che la medicina è sempre incontro tra saperi diversi. È questa l’idea di cura che vogliamo coltivare, in ospedale come in aula, e che ci auguriamo di condividere con tutta la cittadinanza”.  

Di seguito il calendario degli incontri, che si terranno nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano (in via Festa del Perdono 7). La partecipazione è libera fino a esaurimento posti. 12 novembre 2026, ore 18 Massimo Cacciari “Antropologia al centro: la medicina come cura”; 21 dicembre 2026, ore 18.30 Spettacolo Teatrale Terzo Tempo – Drammaturgia di Lidia Ravera ed Emanuela Giordano con Lucia Vasini, Paolo Hendel, Viola Lucio, Marco Mavaracchio; produzione Teatro Franco Parenti; 13 gennaio 2027, ore 18 Antonio Cerasa “Il cervello che impara, agisce e innova”; 17 febbraio 2027, ore 18 Massimo Cacciari “La coscienza nell’era della tecnocrazia”; 17 marzo 2027, ore 18 Massimo Picozzi “Il potere oscuro delle parole”; 22 marzo 2027, ore 18 Massimo Recalcati “L’intruso”; 7 aprile 2027, ore 18 Matteo Lancini “Adolescenti smarriti: crescere senza bussola”; 21 aprile 2027, ore 18 Massimo Cacciari “La presa di coscienza collettiva”; 6 maggio 2027, ore 18 Massimo Recalcati “ll disagio contemporaneo della civiltà”.  

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cronaca

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Meghan Markle, il papà Thomas trasferito in clinica per la cura della demenza

(Adnkronos) –
Thomas Markle Sr., il padre della Duchessa di Sussex con cui Meghan non ha più rapporti dal 2018, è stato trasferito in una struttura specializzata per la cura della demenza in Florida, il che potrebbe creare ostacoli legali a un interrogatorio da parte dell’Fbi. Lo riporta l’Independent. L’uomo è sotto inchiesta dopo che suo figlio lo ha denunciato alle forze dell’ordine per il ritrovamento in una sua proprietà di presunte immagini di abusi sessuali su minori nelle Filippine, mentre la polizia messicana avrebbe scoperto un secondo deposito di materiale pedopornografico a Rosarito. 

Meghan è rimasta profondamente turbata dalle accuse e ha rivelato di aver ricevuto sette anni fa una lettera tramite la polizia metropolitana britannica contenente affermazioni inquietanti su suo padre, sulle quali le era stato comunicato che erano in corso indagini. L’Independent Office for Police Conduct ha avviato un’indagine sulla polizia metropolitana, dopo che quest’ultima ha ammesso di non aver mai condiviso i dettagli della lettera del 2017 con altre forze dell’ordine. 

Sebbene Markle Sr abbia precedentemente ammesso di aver pagato per prestazioni sessuali nelle Filippine, ha fermamente negato di essere in possesso di immagini pedopornografiche, respingendo le accuse del figlio come “menzogne malate”. Da parte sua, Meghan ha dichiarato al Sun il suo profondo turbamento per le accuse contro il padre e ha chiarito che i suoi pensieri sono rivolti a tutti i bambini che potrebbero essere stati vittime di abusi. 

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internazionale/royalfamilynews

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Sostenibilità, Pella (Anci): “Sindaci devono osare per far entrare mobilità sostenibile in agenda politica”

(Adnkronos) – “I sindaci devono osare per fare sì che i temi legati alla mobilità sostenibile entrino nell’agenda politica; dobbiamo portarli all’attenzione dei governi nazionali e in un contesto europeo. Sicuramente è importante dare una mobilità sostenibile alle città garantendo piste ciclabili e sicurezza. Dobbiamo evitare che dalle aree interne dalle aree interne ci si sposti verso i grandi centri”. A dirlo Roberto Pella, vicepresidente Anci, intervenendo alla presentazione della decima edizione del premio Urban Award dedicato ai Comuni che migliorano la mobilità e la qualità della vita urbana. 

“Urban Award – spiega – dà un contributo eccellente alla mobilità sostenibile dimostrato con dieci anni di attività di innovazione e con il coinvolgimento dei territori. I sindaci, infatti, sono il baluardo delle politiche attive che noi sindaci dobbiamo usare per costruire città sempre più vivibili a dimensione d’uomo, vicini ai cittadini e che consentano di camminare e di andare in bicicletta, di essere sicuri e soprattutto di fare attività fisica, perché l’attività fisica significa abbattere quelli che sono i costi energetici, la qualità di vita e la qualità dell’ambiente, ma soprattutto anche abbattere le malattie non trasmissibili come l’obesità e il diabete”.  

 

 

 

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economia

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Sostenibilità, Testa (Confcommercio): “Mobilità urbana leva per ridare vita a città”

(Adnkronos) – “Sappiamo che in questi anni si sta affrontando una crisi: negozi appartenenti a diverse attività commerciali stanno trovando davvero grandi difficoltà a rimanere aperti. Questo comporta chiusure, negozi sfitti, vetrine che si spengono. E noi crediamo che la mobilità urbana, la logistica, la possibilità di utilizzare lo spazio pubblico e di accedere ai centri storici, ai quartieri, alle zone più dense della città sia una leva fondamentale per ridare vita alle città. E quindi l’occasione del premio Urban Award ci è sembrata molto utile e importante per continuare a consolidare quel rapporto che lega Confcommercio e Anci”. A dirlo Paolo Testa, responsabile del settore Urbanistica e Rigenerazione urbana di Confcommercio, in occasione della presentazione della decima edizione del premio Urban Award dedicato ai Comuni che migliorano la mobilità e la qualità della vita urbana. 

“Abbiamo tante ricette – sottolinea – per riaprire gli sfitti, tanti percorsi che si possono avviare. Abbiamo degli esempi molto interessanti in alcune Regioni che hanno legiferato sui distretti del commercio, sugli hub urbani come si chiamano in Emilia Romagna. Vogliamo seguire quei percorsi, farli seguire e seguirli insieme con i sindaci. Per questo chiediamo risorse adeguate al governo, perché ovviamente ci vuole qualche soldino per smuovere un po’ le acque, ma siamo convinti che passando immediatamente all’azione e seguendo un percorso condiviso potremmo già vedere dei risultati”. 

“Confcommercio – afferma – al fianco di Urban Award perché ci occupiamo degli stessi problemi, affrontiamo le stesse situazioni. I sindaci, i presidenti di Confcommercio, i diversi attori civici che agiscono nelle nostre città oggi si trovano tutti ad affrontare problemi che sono comuni per tutti i cittadini. I sindaci hanno molte leve, ma anche le associazioni di categoria che rappresentano le imprese nelle città possono contribuire. Ovviamente il tema su cui noi concentriamo la nostra azione è quello della rinascita e della rivitalizzazione dei piani strada”. 

 

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economia

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Brand Journalism Festival, ‘L’architettura della fiducia’: ricostruire rapporto tra media e imprese

(Adnkronos) – Torna il 10 novembre, agli Ibm Studios di Milano, il Brand Journalism Festival, promosso da Social Reporters. ‘L’Architettura della Fiducia – Convergere. Costruire. Garantire’ è il filo conduttore della terza edizione, dedicata alla necessità di ricostruire la fiducia tra cittadini, media, imprese e istituzioni in un ecosistema informativo sempre più frammentato. Dopo due anni a Roma, il Festival arriva a Milano, centro delle imprese e della comunicazione, per interrogarsi sul ruolo delle aziende, sempre più produttrici di contenuti informativi. Il programma affronterà le principali trasformazioni del settore, dalla responsabilità editoriale nell’era dell’intelligenza artificiale alla sostenibilità del giornalismo, fino alla disinformazione e al rapporto tra politica e consenso. Tra i momenti centrali della giornata, la presentazione in anteprima di una nuova indagine, commissionata dal Brand Journalism Festival a Ipsos Doxa, sulla fiducia degli italiani nei media e sul ruolo dell’informazione e del linguaggio politico nella costruzione del consenso. La ricerca approfondisce il rapporto tra cittadini, fonti informative e comunicazione politica, offrendo nuovi elementi di analisi sui meccanismi che orientano la formazione delle opinioni. Realizzata per il secondo anno consecutivo, l’indagine consente inoltre di confrontare alcuni risultati con quelli del 2025, evidenziando l’evoluzione della fiducia nei diversi canali informativi. 

“Per due edizioni abbiamo analizzato le fratture del sistema informativo. Ora dobbiamo capire come intervenire. La fiducia non si ricostruisce con un nuovo slogan, ma con responsabilità verificabili, trasparenza e coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa. Le aziende sono ormai parte del sistema dell’informazione; questo comporta un dovere che va oltre la visibilità del marchio e i risultati di breve periodo. Oggi vogliamo che il dialogo tra giornalisti, imprese e istituzioni produca impegni concreti, non soltanto dichiarazioni di principio”, dichiara Ilario Vallifuoco, ideatore del Brand Journalism Festival e Ceo di Social Reporters. Anna Scavuzzo, vicesindaca del Comune di Milano, sottolinea: “L’ecosistema dell’informazione è centrale per la qualità della nostra democrazia e per il funzionamento della società. E la fiducia tra gli attori di questo sistema, media, aziende, cittadini e Istituzioni, è altrettanto importante. È un rapporto complesso, talvolta controverso, che ha bisogno di responsabilità e regole, e deve avere come faro la garanzia del diritto a un’informazione corretta, seria, trasparente e certificata. Ancora di più oggi, di fronte alle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale che stanno cambiando il modo di produrre, diffondere e utilizzare le notizie. Per questo ringrazio il Festival che mette a fuoco queste dinamiche complesse e permette un confronto di alto livello a tutti i protagonisti di questo ecosistema così articolato”. Per il terzo anno consecutivo Unipol rinnova il proprio sostegno al Festival come Main Partner. Sono Premium Partner FiberCop, Ibm Italia, Ipsos Doxa, Lactalis Italia, Nestlé e Metro Italia; tra i partner figurano Accenture e Gruppo Hera. L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Comune di Milano. Ad aprire il programma sarà il panel dedicato all’azienda come media company, moderato da Lorenzo Lo Basso, giornalista Rai che condurrà gli incontri della mattina. 

Al centro, le responsabilità editoriali delle imprese produttrici di contenuti e le questioni di affidabilità, trasparenza e verifica delle fonti poste dall’intelligenza artificiale generativa. Interverranno Claudia Ruffini, Head of Communications Ibm Italia, Roberto Bernabò, Direttore, Chief Digital Development Manager – Gruppo Class Editori, Roberta Vivenzio, Director of Communications FiberCop, e Fabio Insenga, vicedirettore Adnkronos. Il Festival affronterà poi il legame tra reputazione, cultura interna e comunicazione pubblica, con particolare attenzione alla coerenza tra i valori dichiarati dalle aziende e l’esperienza di chi vi lavora. Interverranno Silvia Cervellera, Responsabile Content & People Engagement Gruppo Unipol, Giulia Caramaschi, Responsabile Comunicazione Interna Gruppo Hera, Alessandra Teruggi, Corporate Communication Metro Italia, e Alessandra Mazzei, docente dell’Università Iulm. Il panel ‘Breaking Brand: l’informazione aziendale diventa servizio pubblico’ approfondirà il confine tra informazione aziendale e interesse pubblico, soprattutto in ambiti come salute, sicurezza e nutrizione, nei quali i contenuti dei brand possono assumere un valore informativo che supera le finalità commerciali. Interverranno Alice Mentana, Ceo di Open, Gea Gardini, Corporate Communication Manager Gruppo Nestlé in Italia, Vittorio Fiore, Corporate Communication & Sustainability Director Lactalis Italia, e Fernando Vacarini, responsabile Media Relations Gruppo Unipol e direttore responsabile di Changes. La sessione speciale ‘L’Anima e l’Algoritmo: la provocazione laica di Magnifica Humanitas’ proporrà una lettura dell’Enciclica di Papa Leone XIV applicata al mondo dell’informazione e delle imprese, con una riflessione sul valore della parola e sulla responsabilità di chi la utilizza nell’era degli algoritmi. Moderato da Nello Scavo, inviato speciale di Avvenire, l’incontro vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Armando Barone, Corporate Communications, External Relations & Analyst Relations Director for Italy and Greece di Accenture, Federico Ferrazza, giornalista di Repubblica e alla guida delle testate Italian Tech e Green&Blue, e Stefano Arduini, direttore di Vita.it.  

 

Nel pomeriggio, con la moderazione della giornalista Sky Italia Lavinia Spingardi, che torna alla conduzione del Festival per il terzo anno consecutivo, il confronto si concentrerà sul futuro economico dell’informazione, sui nuovi modelli editoriali – dagli abbonamenti alle newsletter e a piattaforme come Substack – e sulla media literacy, fondamentale per aiutare i giovani a distinguere tra informazione, opinioni e contenuti sponsorizzati. Interverranno Daniele Grassucci, direttore e co-fondatore di Skuola.net, Chiara Santoro, Head of Partnerships Substack Italia, Bianca Arrighini, Co-Founder Factanza, Virginia Stagni, Chief Marketing Officer Adecco, e Fernando Vacarini, che presenterà i dati aggiornati dell’Osservatorio GenerationShip sui giovani, in continuità con l’edizione 2025. Tra i temi al centro del nuovo focus ‘giovani e informazione’ dell’Osservatorio GenerationShip 2026 di Changes Unipol, a cura di Kkienn Connecting People and Companies, anche il ruolo dell’intelligenza artificiale. Il suo utilizzo generico, per intrattenimento, creazione di immagini o video, giochi, informazione, è sempre più presente nella quotidianità: riguarda il 96% dei giovani di età compresa tra i 16 e i 35 anni e l’84% degli adulti tra i 36 e i 74 anni.  

L’Ia rappresenta tuttavia anche una nuova opportunità di esplorazione all’interno dell’ecosistema informativo: il 60% dei giovani e il 57% degli adulti che usano l’IA dichiara di approfondire argomenti che altrimenti non avrebbe affrontato, mentre rispettivamente il 59% e il 58% degli users scopre nuove fonti, documenti o temi che probabilmente non avrebbe cercato. Al tempo stesso, cresce il rischio di disintermediazione: il 57% dei giovani afferma di leggere meno articoli e pagine web perché spesso la risposta dell’Ia è sufficiente, mentre il 56% confronta meno fonti diverse. Un cambiamento che rende sempre più centrale la capacità di integrare le risposte generate dall’intelligenza artificiale con il confronto tra fonti informative. Spazio anche alla difesa dello spazio informativo europeo e al ruolo di media, istituzioni e società civile nel contrastare disinformazione e manipolazione. Tra gli interventi previsti, quelli di Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, Giacomo Baiocchi, Digital Lead della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Giulio Gambino, editore di The Post Internazionale, Diego Fulco, socio fondatore di Officine Dati, e Benedetta Bitozzi, Director Communication, Advocacy & Policy Lilly Italia. Nel corso della giornata sarà presentata in anteprima la nuova indagine commissionata dal Brand Journalism Festival a Ipsos Doxa, nell’ambito di un percorso di contenuti e approfondimenti sviluppato nei sei mesi che precedono l’evento. Un programma che comprende vodcast itineranti, interviste, analisi del settore condotte dall’Osservatorio interno sul Brand Journalism, attivo dal 2024, e studi commissionati a istituti specializzati.  

Lo studio analizza come gli italiani scelgono le fonti di informazione politica, quanto si fidano dei diversi media – dalla televisione ai quotidiani, dai social ai podcast – e come verificano le notizie. Dai risultati emerge una crescente crisi di fiducia: il 65% degli italiani dichiara che la propria fiducia nei media è diminuita negli ultimi cinque anni. Un dato che si conferma sostanzialmente stabile rispetto alla rilevazione del 2025. Il confronto tra le due edizioni evidenzia inoltre un netto calo della fiducia nelle fonti informative tradizionali, come giornali, televisione, radio e riviste, a fronte di un recupero di influencer e content creator. Significativa anche la distanza tra la leadership politica desiderata e quella percepita: il 39% indica nella competenza la qualità più importante di un leader politico, ma solo il 14% la riconosce nel modo in cui i politici italiani si presentano agli elettori. Forte anche la richiesta di responsabilità nel linguaggio pubblico: per il 79% degli intervistati dire la verità è più importante che convincere. I risultati saranno al centro del panel conclusivo ‘La fabbrica del consenso: ingegneria dei linguaggi politici a pochi mesi dal voto’, con Andrea Scavo, direttore Public Affairs Ipsos Doxa, Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it, Silvia Sciorilli Borrelli, corrispondente del Financial Times da Milano e Leonardo Donato Editore Fortune Italia. Il confronto approfondirà, a partire dai dati emersi, i meccanismi della polarizzazione e le responsabilità dei media nella costruzione del consenso. La giornata si concluderà con una sintesi delle principali tesi e degli impegni emersi dai tavoli, per dare continuità al confronto tra informazione, istituzioni, imprese e cittadini. 

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cronaca

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Ecco le 30 migliori aziende in Italia per i lavoratori senior (dove il livello di fiducia tocca l’85%)

(Adnkronos) – Nei 30 migliori ambienti di lavoro in Italia secondo i collaboratori senior over 55 il Trust Index medio, l’indicatore che misura il clima di fiducia interno di un’organizzazione sulla base di credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione, si attesta all’85%. Un dato superiore di ben 12 punti percentuali nel confronto con le aziende certificate Great Place to Work (73%) e addirittura di 40 punti percentuali rispetto al dato della norma italiana (45%), calcolato come valore medio fatto registrare dalle aziende italiane sui principali indicatori di Great Place To Work, ottenuto tramite il report European Workforce Study. È questo uno degli insight più interessanti che emerge dall’edizione 2026 del ranking Best Workplaces for Senior, il ranking che premia le 30 migliori realtà lavorative italiane secondo i lavoratori over 55 (di cui 15 con meno di 500 collaboratori e 15 con oltre 500), stilato da Great Place To Work Italia ascoltando le opinioni di un campione di oltre 6mila collaboratori senior (6.026).  

Le organizzazioni best premiate appartengono a settori molto diversi tra loro, dall’It ai servizi finanziari e assicurativi, fino alla manifattura e alla farmaceutica, sintomo di come l’eccellenza nell’esperienza lavorativa dei senior non emerge all’interno di un unico contesto produttivo, ma è presente in realtà caratterizzate da modelli organizzativi differenti. Nel dettaglio, le 15 aziende con meno di 500 collaboratori appartengono a settori quali: It (33%); biotecnologia & prodotti farmaceutici (27%); trasporti, telecomunicazioni, manifattura & produzione (7%); servizi finanziari & assicurazioni e agricoltura (6%). Mentre le 15 organizzazioni con oltre 500 collaboratori sono attive in settori quali: manifattura & produzione e servizi finanziari & assicurazioni (20%); biotecnologia & prodotti farmaceutici, It e ospitalità (13%); servizi professionali, trasporti e assistenza sanitaria (7%).  

Analizzando nel dettaglio l’esperienza vissuta dai collaboratori senior attivi all’interno delle aziende best workplaces, emerge come il vantaggio competitivo, nel confronto con gli over 55 delle altre realtà certificate e con il dato medio della norma, riguardi aree quali competenza, integrità, cura e accoglienza.  

La competenza nelle aziende best workplaces for senior raggiunge l’86%, contro il 79% fatto registrare dalle realtà certificate (+7%) e il 43% della norma senior (+43%). I senior riconoscono maggiormente competenza gestionale, coordinamento e chiarezza degli obiettivi, ma anche responsabilizzazione e libertà di svolgere bene il proprio lavoro senza un controllo continuo. L’integrità, secondo gli over 55 delle organizzazioni d’eccellenza, è pari all’87% contro l’82% nelle realtà certificate (+5%) e il 47% della norma (+40%). Per i senior delle best, livelli elevati di fiducia si accompagnano a una percezione positiva della coerenza della leadership: mantenere le promesse, agire in modo coerente con quanto dichiarato e rappresentare concretamente i valori aziendali. L’integrità assume così la forma di una continuità riconoscibile tra ciò che l’organizzazione dichiara e ciò che le persone sperimentano.  

“Siamo molto orgogliosi dei risultati di questa nuova edizione del ranking degli ambienti di lavoro d’eccellenza secondo i collaboratori senior over 55, che confermano come la valorizzazione dell’esperienza lavorativa non sia solo un tema di inclusione generazionale, ma rappresenti una vera e propria leva strategica per i migliori ambienti di lavoro italiani. Oggi questa fascia rappresenta circa un quarto (25%) della popolazione attiva in età lavorativa, nel 2050 sarà circa il 28%, fino ad arrivare, nel 2080, a più di un terzo (35%). Le aziende che oggi guidano questa classifica dimostrano non solo di valorizzare l’esperienza dei collaboratori senior ma di prendere seriamente in considerazione alcuni dei principali cambiamenti demografici e occupazionali in atto nel mercato del lavoro italiano”, dichiara Alessandro Zollo, Ceo di Great Place to Work Italia.  

“L’invecchiamento demografico – spiega – comporta una maggiore presenza di persone anziane nella società e nella forza lavoro con una crescita della presenza delle persone senior nel mercato del lavoro, soprattutto delle donne, che rimangono attive professionalmente più a lungo. Inoltre il progressivo innalzamento dell’età necessaria per andare in pensione prolunga la permanenza dei lavoratori nel mondo del lavoro e il calo delle nascite riduce il numero di giovani che entrano nel mondo del lavoro. Ciò porta ad un ricambio generazionale più lento con il rischio che, tra un quarto di secolo, un terzo della popolazione in età lavorativa sarà over 55, proprio nel momento in cui è in corso una transizione tecnologica senza precedenti. Non è quindi solo una questione di cura, diversity o fiducia – conclude Zollo – ma per le aziende è necessario sapere leggere e interpretare correttamente i dati e i trend demografici e tecnologici provenienti dal mercato del lavoro e sulla base di questi sviluppare e implementare una strategia adeguata”. 

La cura raggiunge l’86% nelle realtà best workplaces for senior contro l’82% delle aziende certificate e il 46% della norma senior (+40%). La sicurezza fisica rappresenta solo una parte dell’esperienza di cura. Le differenze tra i gruppi diventano particolarmente evidenti quando entrano in gioco il benessere psicologico, l’equilibrio tra lavoro e vita privata e l’interesse dei responsabili per la persona: nelle best la cura assume quindi una dimensione più ampia e relazionale. Infine l’accoglienza risulta pari all’85% nelle realtà best workplaces for senior, all’80% nelle aziende certificate e il 42% della norma senior (+43%). Per i senior emerge quindi un’esperienza nella quale continuare a sentirsi parte dell’organizzazione anche nei momenti di cambiamento assume un ruolo rilevante.  

 

Ma quali sono le 30 migliori realtà italiane per cui lavorare secondo i senior? Nella categoria delle aziende fino a 499 collaboratori al primo posto della classifica si posiziona Ptc, azienda tecnologica globale specializzata in software per l’industria. Sul secondo gradino del podio troviamo Allianz Technology, fornitore locale di servizi It per le 12 entità operative di Allianz Italia. A completare il podio c’è Fenix Pharma, azienda farmaceutica che si occupa della commercializzazione di prodotti farmaceutici e dello sviluppo e commercializzazione di nutraceutici e dispositivi medici. A seguire, troviamo: Bristol-Myers Squibb (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Everpure (It); Belden (manifattura & produzione); Novidis (It); Laboratoires Svr (health care); Wide Group (servizi finanziari & assicurazioni); Biogen (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Vianova (telecomunicazioni); Buona Spa Società Benefit (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Timac Agro (agricoltura); Formula Spa (It) e D’Amico Società di Navigazione (trasporti). Nella categoria delle organizzazioni con oltre 500 collaboratori il primo posto è di Cisco, leader mondiale nelle tecnologie che trasformano il modo con cui le persone si connettono, comunicano e collaborano, seguita sul secondo gradino del podio da Hilton, società leader a livello mondiale nel settore dell’ospitalità. 

Completa il podio Allianz Group, uno dei i leader mondiali nel settore assicurativo e nell’asset management. A seguire ci sono: Micron Semiconductor Italia srl (manifattura & produzione); AbbVie (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Mondelēz International (manifattura & produzione); Tp (servizi professionali); Dhl (trasporti); Bluserena Hotels & Resorts (ospitalità); Reale Group (servizi finanziari & assicurazioni); Gruppo Sapio (manifattura & produzione); Siemens Healthineers Ag (health care); Eli Lilly (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Esprinet (It) e Gruppo Sella (servizi finanziari & assicurazioni). 

Sul fronte della fidelizzazione, nelle organizzazioni best l’88% dei collaboratori senior è un ambassador dell’azienda, un dato che è più del doppio rispetto al 42% (+46%) registrato dal dato medio della norma e sei punti percentuali sopra l’82% delle altre realtà certificate Great Place to Work.  

Il dato suggerisce quindi che il tema non sia semplicemente trattenere le persone, ma riuscire a mantenere nel tempo un legame positivo con il luogo di lavoro. Mentre solo il 5% dei collaboratori over 55 dei best workplaces è a rischio fuga (flight risk) contro il 34% della norma italiana e solo il 4% dei senior che lavorano nei best workplaces potrebbe mettere in pratica un abbandono silenzioso del lavoro (quiet quitter) svolgendo solo lo stretto indispensabile, rifiutando di fare straordinari, aderire a progetti extra e assumersi ulteriori responsabilità, rispetto al 17% della norma.  

Dall’analisi dei commenti positivi dei lavoratori senior emergono, nel confronto con la norma italiana, quattro vantaggi distintivi che sono una maggiore appartenenza (12,2% contro il 5,3%), più opportunità di sviluppo basate su formazione e innovazione (7,7% contro il 3,4%), più fiducia e ascolto (6,7% contro il 3,1%) e un maggiore valore dato all’esperienza (4,7% contro l’1,2%). Tutti elementi che descrivono un rapporto con l’organizzazione ancora attivo e orientato al contributo. 

 

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Ecomondo, Gruppo Saviola presenta albero-installazione che racconta una nuova vita

RIMINI (ITALPRESS) – Un pezzo di legno considerato uno scarto può tornare a vivere. Una nuova vita è possibile anche per le persone quando viene loro offerta una nuova opportunità. Da questa riflessione nasce Rinascita Saviola Fortree, progetto dell’EcoSocial Artist Luca Gnizio che Gruppo Saviola presenta a Ecomondo 2026 in collaborazione con la Cooperativa Sociale di Bessimo – Comunità di San Giorgio (Mantova), realtà impegnata da anni nell’accompagnamento e nel recupero delle persone affette da dipendenze.
Protagonista dell’iniziativa è una maestosa installazione artistica ideata da Luca Gnizio a forma di albero, alta e larga circa 6 metri, che domina lo spazio espositivo del Gruppo in fiera e diventa simbolo tangibile di trasformazione, crescita e rinascita.
La sua chioma è composta da 140 cornici realizzate da 20 ospiti della Cooperativa Sociale di Bessimo, coinvolti in un percorso creativo e formativo che ha trasformato materiali destinati allo scarto in un’opera collettiva dal forte valore umano. Un’esperienza significativa che ha saputo unire le persone della comunità attorno a un progetto condiviso, proprio nell’anno in cui la Cooperativa celebra il 50° anniversario dalla sua fondazione. Per realizzare l’opera sono stati recuperati oltre mille frammenti di legno post-consumo, pari a circa 500 chilogrammi di materiale, insieme a 720 elementi metallici di recupero e a una lunga rete di juta colorata con una tintura naturale ottenuta da foglie di felce.
Ogni cornice racconta una storia diversa. Ogni pezzo di legno porta con sè i segni di una vita precedente.
Insieme danno forma a un albero che parla di seconde opportunità, di futuro e della capacità di trovare valore, anche attraverso il lavoro collettivo, laddove altri vedono soltanto uno scarto o vite spezzate.
Saviola Fortree racconta infatti una doppia rinascita. Quella del legno che, grazie al modello di economia circolare promosso da Gruppo Saviola, torna a essere una risorsa. E quella delle persone che scelgono di intraprendere un percorso di cambiamento e riscoprono competenze, fiducia e nuove prospettive.
«Il recupero è da sempre il cuore della nostra attività. Con Saviola Fortree abbiamo voluto dare forma a un messaggio che va oltre la materia e parla di persone e delle loro storie. Abbiamo messo al centro la persona, perchè crediamo che la sostenibilità esprima il suo valore più autentico quando riesce a generare un impatto positivo sull’ambiente, allo stesso tempo, sulle comunità e sul territorio», dichiara Alessandro Saviola, Presidente del Gruppo.
«Con Saviola Fortree ho voluto raccontare il valore dell’incontro tra persone, materia e creatività. Insieme alla Cooperativa di Bessimo abbiamo dato forma a un albero nato dallo scarto, trasformando un percorso condiviso in un’opera che parla di umanità, bellezza e possibilità», afferma Luca Gnizio.
«Per la Cooperativa di Bessimo, impegnata in percorsi di cura e reinserimento sociale di persone con disturbi da uso di sostanza, queste esperienze con realtà del mondo imprenditoriale, sono occasioni per valorizzare capacità e partecipazione e restituire visibilità a chi spesso resta ai margini dell’attenzione pubblica», aggiunge Elena Ciusani, Presidente della Cooperativa di Bessimo.
«Un lavoro artigianale e umano oltre la semplice manodopera: la sinergia e la sintonia simbolica col Gruppo Saviola ha valorizzato ancora di più l’azione educativa fatta di responsabilità, regole, dialogo e ascolto restituendo un sano protagonismo ai nostri ospiti. Economia circolare e rinascita sociale possono parlare la stessa lingua» commenta Giovanni Paini, Responsabile Comunità di San Giorgio (Mantova), Cooperativa di Bessimo.
A rendere ancora più significativo il progetto è il contesto nel quale viene presentato. L’installazione è infatti realizzata utilizzando anche il Pannello Ecologico simbolo dell’economia circolare di Gruppo Saviola, presente nello stand per un totale di 15 metri cubi di pannello, ottenuti grazie al recupero di circa 13 tonnellate di legno post consumo.
Con Saviola Fortree, Gruppo Saviola, attraverso l’opera di Luca Gnizio, porta a Ecomondo una visione della sostenibilità che lega l’attenzione all’ambiente alla cura delle persone, dimostrando che il recupero non è soltanto un processo industriale, ma può diventare una straordinaria occasione di rinascita.
L’installazione è esposta presso lo stand di Gruppo Saviola (Padiglione B1 – Stand 205/404) per tutta la durata della manifestazione.
-foto f45/Italpress-
(ITALPRESS).

Crans-Montana, Svizzera rinuncia a rimborso spese mediche dei feriti italiani

ROMA (ITALPRESS) – La Svizzera ha rinunciato a chiedere il rimborso delle spese mediche dei feriti italiani della tragedia di Crans-Montana curati negli ospedali elvetici. Lo ha comunicato il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin al presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Accolgo con grande soddisfazione la notizia, comunicatami dal Presidente Guy Parmelin, della rinuncia della Svizzera a chiedere il rimborso delle spese mediche dei feriti italiani della tragedia di Crans-Montana curati negli ospedali elvetici. Sono felice di questa soluzione: nessun onere ricadrà sulle famiglie o sull’Italia”, afferma Meloni in una nota.
“Il mio pensiero va, ancora una volta, alle famiglie delle vittime e dei ragazzi feriti, che affrontano con straordinaria dignità e forza un dolore immenso – prosegue il premier -. A loro rinnovo la più sincera vicinanza del Governo italiano, che continuerà a stare al loro fianco. Ringrazio il Presidente Parmelin per la sensibilità dimostrata. Questa decisione conferma la solidità del rapporto tra le nostre Nazioni”.
“Il Ministro degli Esteri Ignazio Cassis mi ha comunicato che la Svizzera si farà carico delle spese per le cure sanitarie dei giovani italiani coinvolti nella tragedia di Crans-Montana. E’ un gesto di grande solidarietà e vicinanza, che apprezziamo profondamente, come Governo e come popolo italiano – scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani -. Di fronte a una tragedia che ha spezzato vite e segnato il futuro di tanti ragazzi innocenti, la solidarietà concreta e la collaborazione tra Paesi assumono un valore ancora più importante. Alla Svizzera e all’amico Cassis va il mio sincero ringraziamento”.

– Foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).